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"Stinchi di morti " ,tanto per stare in tema… ma del vibonese!

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  di Maria Lombardo  “I stinchi di morti” sono dei dolci tipici calabresi, si preparano per il giorno dei morti. Sono preparati con ingredienti semplici, zucchero, farina e mandorle, ma la loro particolarità oltre alla forma, sono le spezie usate, infatti risultano molto profumati, di cannella e chiodi di garofano. Io li ho voluti riproporre, così magari li prepariamo tutti per Halloween, questa festa che sembra venuta da lontano, ma in realtà secondo la teoria di un antropologo calabrese, pare che la stessa sia stata portata oltreoceano da qualche contadino calabrese. Infatti ancora oggi in Calabria ci sono diversi paesi in cui si svolgono alcuni rituali da cui probabilmente prende origine la festa di Halloween.   Ricetta : 2 chiare d'uovo montate a neve, 250 gr zucchero, 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci,   150 gr mandorle, 150 gr nocciole, 150 gr farina.   Cuocere   a 150 gradi per 40 minuti Ho usato le mandorle senza buccia tagliate ...

“Pi l'animi du Priatoriu” un rito del giorno dei morti.

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  di Maria Lombardo  Fin da bambina ho imparato a pregare “l’animi du Priatoriu” usanza di mia nonna Maria ma sono sicura lo facessero tutti nel giorno dedicato ai defunti.In questo giorno particolare, voglio ricordare un'usanza che mi è rimasta impressa fin da quando ero piccola, si soleva dare qualcosa che avevamo in casa, tipo olio, vino, sapone, pane, ecc. a qualche bisognoso, non dimenticando "di pensare" che era in suffragio delle anime purganti. Si facevano dei gesti particolari tipo portare alla   vicina anziana alla quale portare un piatto più gustoso dal solito, un assaggio delle proprie primizie, un dono inaspettato, ma anche qualche piccolo servigio, un aiuto in casa ecc. andava "pe l'animi du Purgatuariu"... Attenzione cari lettori nelle scorse stagioni vi ho parlato della “pasta du priatoriu”! Anche qualche piccolo malanno o indisposizione, si sopportava con calma e offrendolo come obolo per alleviare le loro pene, senza contare le messe ascolt...

La tradizione dei cesti di Fossato Serralta ( CZ)

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foto Sergio Straface  di Maria Lombardo  I cestai fossatesi furono abili artigiani capaci di ricavare dal legno sporte e cesti. Arte questa che si tramandava di generazione in generazione fin dai tempi della Magna Grecia artigiani questi prima a produrre sporte e poi specializzarsi nelle ceste. Per produrre delle   sporte durature si sceglieva il pino della Sila, gli artigiani fossatesi partivano per i boschi della Sila la seconda domenica dopo Pasqua e comunque dopo la festa di San Francesco di Paola, protettore di Fossato Serralta. Qui evidentemente sostavano diversi giorni, giorni necessari per tagliare alberi e sezionare tronchi. Così, rientrati in paese, gli artigiani fossatesi presso le loro botteghe o magazzini, detti catoi, scortecciavano i tronchi di pino già sezionati lavorando la parte esterna per ricavarne delle tegole. Il loro segreto sfruttare la venatura del legno! Immergevano poi i fasci di legno in acqua per renderli malleabili e poi intrecciare. Durante ...

Dromėsat, le magiche briciole di pasta nell'Arberia Calabra.

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di Maria Lombardo    Se non conoscete la cucina  arbëreshë mi dispiace per voi ma non potete parlare di cucina calabrese.  La “dromsa” è la "pasta dei poveri"è una pasta piccola, o meglio dei grumi di pasta cotti in un sugo brodoso, molto spesso di carne. Un antico rito durante il quale la farina sparsa sulla spianatoia viene “benedetta” con l’acqua e un mazzo di profumato origano del Pollino, e poi setacciata fino a ricavarne delle bellissime briciole. Una pasta di casa fatta nei periodi invernali! In alcune case la dromsa si prepara ancora secondo un antico rito: poiché gli arbëreshe sono molto religiosi, si inizia battezzando la farina con l’origano bagnato nell’acqua; poi si benedicono queste briciole di pasta passate al setaccio e si finisce celebrando il matrimonio con un sugo semplice di spezie, quali alloro e origano, in cui la pasta cuoce. Per questa tradizione e ricetta mi rifaccio ad Anna Stratigò Ingredienti   per la Dromsa   un pugno di farina ...

Casamuseo del Risorgimento a Lungro (CS) merita una visita!

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  di Maria Lombardo  Non è la prima volta che vi parlo di Lungro uno dei paesi dell’Arberia che oltre a possedere una gastronomia eccellente e luculliana possiede una storia affascinante ed un bel po' di cose da vedere. Un capitolo particolare della storia di Lungro lo merita il Risorgimento di cui ne parlerò in separata sede. Ma in una dimora del cinquecento a due passi dal mare e dalla montagna c’è questa casa museo del Risorgimento in Calabria si può rivivere quell’epopea. Insomma cercate di palazzo Stratigò! In queste mura si respira cultura ed ospitalità, il palazzo fu abitato da uomini di cultura medici magistrati e notai ma il personaggio più illustre fu il poeta e garibaldino Vincenzo Stratigò e della madre patriota Matilde Mantile. Vincenzo Stratigò, Giudice, grande protagonista del risorgimento italiano.Le sue tante opere scritte sia in italiano e albanese hanno attirato sempre molti studiosi non solo dall’Italia e anche la piazza antistante al palazzo prende il nome...

Il 31 ottobre 1894 a Palmi (RC) avvenne il miracolo degli occhi della Madonna del Carmine

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  di  Maria Lombardo Come detto in calce il 31 ottobre 1894 avvenne questo miracolo. Per ben 17 giorni la Vergine del Carmelo si fece vedere dai cittadini muovendo gli occhi e cambiando colori al viso, del caso ovviamente se ne occupò la stampa nazionale. Ed ecco che la sera del 16 novembre i fedeli improvvisarono una processione della statua per le vie cittadine. Quando la processione raggiunse l'estremità della città, un violento terremoto colpì tutto il circondario di Palmi, rovinando gran parte delle abitazioni ma recando solo 9 vittime su circa 15.000 abitanti, poiché la quasi totalità della popolazione era in strada a seguito della processione. Attenzione cari lettori ho già parlato di quel sisma in questo blog se volete potete approfondire. Inoltre quel miracolo è stato riconosciuto dalla Chiesa incoronando la statua il 16 novembre 1896 a seguito del decreto emesso dal Capitolo Vaticano il 22 settembre 1895. Ora però andiamo ai fatti storici quel 31 ottobre verso le o...

“'I gurpinelli”di Corigliano Calabro (CS)

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  di Maria Lombardo    Ovviamente in tanti vi chiederete il significato del termine " gurpinell ". Si tratta di una frittella ripiena frutta secca e miele di fichi o   marmellata d'uva, che deve questo appellativo al fatto che la sua originaria forma triangolare ricorda la testa della volpe. Questi luculliani dolcetti si facevano a Pasqua ma ora si mangiano tutto l’anno! Ingredienti (per l’impasto di 500gr di farina) 150 gr. di strutto 50 gr.di olio d'oliva 2 uova un cucchiaino di lievito in polvere per dolci un pizzico di sale 100 gr. di zucchero Ingredienti (per il ripieno): miele di fichi 250 gr. di noci sgusciate e spezzettate. uva passa un pizzico di cannella Procedimento: Prepara prima l'impasto con gli ingredienti indicati, delle "'gurpinell". Lascialo "riposare" per un'oretta. Durante la quale preparerei il ripieno caratteristico per l'impiego del miele di fichi. Aggiungi ad essa le noci tritate gro...