La maledizione del Vescovo…Il Vescovo Cesareo e l’anatema su Nicotera (VV).
di Maria Lombardo
E' "Vox Populi" che su
Nicotera ci sia stata una "maledizione". Si narra sia ad opera di un
ecclesiastico. Tra l’884-902 la diocesi è governata da Cesareo, il quale rimase
ucciso durante una incursione saracena, in cui la stessa città rimase
distrutta. Quando nell’anno 902 i saraceni
distrussero totalmente la città, uccisero il vescovo Cesareo che fu legato alla
coda di un cavallo e trascinato per l’intero perimetro delle mura cittadine. Da
quel momento lì non crebbe più l’erba. Se come i prosperevoli casi così
sono da ricordare anche i tristi avvenimenti di una città e di
un popolo perchè se ne conoscano le vicende diverse, trascriviarno quanto
ritrovasi in Arnolfo nella Cronica Cavense presso Pratillo, ed in Goffredo
Malaterra. “ Nicotrum urbs noctu ex improviso a Saracenis
captafuit --
Nel 943: Saraceni cum Corum
rege Akemelech pugnaverunt cum Longobardis et fugati sunt. Multa loca ceperant
Graeci in Calauria de Saracenis, et praecipue Nicotrum et Petilium ;
nel 946: Tropoeum
et Nicotrum, et Militum, a Saracenis de Cecilia captae sunt;”
Per la sua testimonianza di fede e il martirio patito la Chiesa locale lo
venera con il titolo di beato. Talché la primitiva Nicotera cessò di
esistere per i continui eccidi, incendi e deportazioni ad opera dei saraceni . Dopo
la sua morte la sede rimase a lungo vacante, o per lo meno non si conoscono i
vescovi, fin quando nel 1065 Roberto il Guiscardo ricostruì la città
spostandola più a Nord, sul sito attuale. Non è noto il vescovo del rilancio. Sembra, in ogni caso, che gli effetti nefasti
di tale maledizione non siano mai terminati! Altri, al contrario, parlano
invece della necessità di un intervento Papale per cancellare l'anatema. .

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