Post

Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Il “tamburru” è una tradizione esclusiva di Borgia (CZ) della notte tra mercoledì e giovedì santo

Immagine
 di Maria Lombardo Voglio ricordare  una delle tradizioni più antiche di Borgia: U TAMBURRU , sperando di fare cosa gradita. Nella notte, fra mercoledì e giovedì, per le strade passa “u tamburru” (tamburo), fatto di pelle di zimburu (maschio della capra). Una ritualità per far partecipare la comunità all’evento in forma di ufficialità, decisamente pagana, la cui funzione è quella di rendere pubblico «il fatto», cioè l’azione dei pagani che cercano Gesù per imprigionarlo e che troveranno nell’orto di Getsemani. Ogni anno si cambiava e si cambia la pelle, perché alla fine del giro per il paese davanti alla chiesa la pelle si sfondava e si sfonda. La pelle, si comprava dai pastori di Caraffa, si puliva e si stendeva fissandola a due chiodi alla finestrella del proprio magazzino per farla asciugare per parecchi giorni. Una volta asciutta, ancora oggi, si sistemava e si sistema sulla struttura rotonda a botte e si incassava (incassa) con un cerchio sempre di legno per tenerla in t...

E’ lei la dimenticata di Calabria: Santa Theodora da Rossano.

Immagine
 di Maria Lombardo   Il Martirologio Romano ci dice che è  nata a Rossano in Calabria, è stata badessa, discepola di san Nilo il Giovane e maestra di vita monastica e che si ricorda il 28 novembre.   Theodora nasce intorno alla fine del secolo IX , «da nobili e onesti ma non troppo agiati genitori Eusebio e Rosalia», a Rossano, dove trascorre tutta la sua vita, fino al “28 novembre 980”, anno della sua morte. Sappiamo che, inizialmente, è, in qualità di monaca, consigliera e guida materna di Nilo, infatti, il “Bìos” ci informa che: ella «amava il santo Padre Nilo, sin da quand’era giovanetto, quasi un proprio figliuolo».  Ma, quando Nilo si fa monaco e acquista fama di saggezza e santità, accetta, con umiltà, di diventare discepola del suo discepolo. La cosa strana è che in Calabria in pochi la conoscono ma è molto famosa in Spagna e nei paesi latinos. Le poche infor...

Il Castello di Squillace (CZ)

Immagine
 di Maria Lombardo Domina il borgo dal punto più alto del colle. Fu edificato dai Normanni nel 1044 nel luogo dove era presente prima il monastero castellense di Cassiodoro e poi un kastron bizantino. In epoca normanna costituisce il caposaldo amministrativo, politico e religioso più importante della costa ionica. È qui che Ruggero d’Altavilla dona a San Bruno di Colonia i territori dove costruirà la sua Certosa. Sotto Federico II il castrum Squillacii è tenuto da un "castellanus non habens terram e da dieci servientes". La situazione sembra la medesima in epoca angioina. Dal 1256 il castello viene infeudato sotto diverse famiglie: i Lancia, i Monfort, i Del Balzo, i Marzano, fino al 1485, momento in cui il castello torna sotto il controllo di Federico d’Aragona, futuro re di Napoli. Nel 1494, passa per matrimonio alla famiglia Borgia, di cui troneggia lo stemma in marmo sul portale d’entrata. La famiglia dei Borgia reggerà il castello fino al 1729, quando per mancanza di ere...