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Visualizzazione dei post da 2026

FESTA DELLA BEATA VERGINE DEL MONTE CARMELO A Scalea (CS)

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 di Maria Lombardo Secondo tradizione, il culto della Vergine SS. del Monte Carmelo fu portato nel sec. XIII dai crociati di Scalea, reduci dalle spedizioni degli Svevi di Federico II. Il popolo scaleoto divenne sempre più devoto alla Beata Vergine del Carmelo.Fu importata una pregevole statua da Napoli, che più volte, per la sua bellezza è stata chiesta dalla chiesa del Carmine di quella città, ma il popolo di Scalea ha sempre ricusato qualsiasi offerta in cambio della miracolosa immagine.Anche la famiglia principesca degli Spinelli di Scalea, per attaccamento alla fede cristiana e devota alla Vergine del Carmine, offrì una grande tela alla chiesa di S. Nicola in Plateis, ove fu installata al centro della parete, retrostante l’Altare Maggiore. Nella vecchia tela è raffigurata la Vergine SS. del Carmine in mezzo a S. Nicola e S. Carlo Borromeo e ai suoi piedi in ginocchio due giovanetti (i principi Spinelli) in abito principesco dell’epoca. La tela, verso gli anni ’70, in cattive c...

Conserve estive di Calabria: Fagiolini sott'olio

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 di Maria Lombardo Questa preparazione, molto semplice da fare, è ottima sia come antipasto che come contorno e accompagna alla perfezione formaggi, salumi e carni. I fagiolini sott'olio sono una conserva che nelle vostre dispense non può certo mancare. Vediamo insieme come preparala.     1,5 kg di fagiolini verdi 1 litro di acqua 500 ml di aceto di vino bianco Uno spicchio d'aglio 2 piccoli peperoncini secchi Olio extravergine di oliva: qb Sale: qb Come fare i fagiolini sott'olio Lavate per bene i fagiolini, privateli dei filamenti e spuntateli (eliminate le estremità). Fateli lessare in una pentola con l'acqua, l'aceto e pizzico di sale per circa 10 minuti. Ricordate di lasciarli croccanti. Una volta pronti, scolateli e metteteli ad asciugare su un canovaccio asciutto e pulito. Mondate l'aglio (eliminate le parti non commestibili) e tagliatelo in 4 pezzetti: 2 per ciascun vaso.Riducete in piccoli pezzi anche i peperoncini. Trasferite i v...

Lo sapevi che ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, a Cerchiara di Calabria, c’è una fenditura nella roccia da cui sgorga acqua calda tutto l’anno?

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 di Maria Lombardo La chiamano la Grotta delle Ninfee, e porta con sé storie che arrivano dall’epoca della Magna Grecia: acque sulfuree a 30 gradi, fanghi neri naturali, e una leggenda che la vuole come l’antro segreto di Calipso. La grotta è avvolta da leggende affascinanti; secondo la mitologia greco-romana, era l’antro nascosto che custodiva il talamo della ninfa Calipso, la quale, secondo l’Odissea, avrebbe sedotto Ulisse tentando di sviarlo dal suo viaggio di ritorno a Itaca. Più di cento lucerne romane ritrovate all’interno raccontano che per secoli qui si veniva a chiedere guarigione. Ancora oggi è possibile immergersi nelle piscine termali esterne. Le Terme Libere di Cerchiara, note anche come Grotta delle Ninfe, sono un gioiello naturale situato a Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza. Questo sito termale offre un’esperienza unica, combinando bellezze naturali, leggende affascinanti e proprietà terapeutiche delle sue acque. La Gr...

SAN LUCIDO ( CS) Leggenda ( a vulata )

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 di Maria Lombardo Una delle tante leggende narra che durante il XVI sec. vi fu un'invasione turca a San Lucido provocando dolore e paura tra gli abitanti. I sanlucidani, spinti dalla disperazione, scacciarono gli invasori, inseguendoli per tutto il paese fino a quando questi furono costretti a gettarsi in mare per salvarsi (di là da dove erano venuti). Questo accadde in data 21 luglio 1545. Ancora oggi, quando ricorre questa data, l'usanza vuole che ci si faccia il bagno in mare vestiti possibilmente con il viso e il corpo tinti di rosso con il succo delle more di gelso (ciò sta ad indicare l'invasore insanguinato scacciato da San Lucido)mentre nelle vie del paese sfilano carri allegorici. Tra le tradizioni popolari la Vulata è certamente  una delle più importanti. Il 21 luglio, è il giorno in cui il sole picchia più forte, il sangue va alla testa  e le persone reagiscono con comportamenti insoliti, da pazzi, facendo il bagno vestiti. Secondo l’antica leggenda,  i...

Una conserva calabrese ormai scomparsa: u strattu

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 di Maria Lombardo La Calabria come tutto il Sud, ha profumi meravigliosi che la caratterizzano. Inebrianti gelsomini notturni, zagare in fiore, pomelie esotiche che allietano balconi e giardini. Il profumo del mare che la circonda e s'intrufola inquieto in ogni dove a stuzzicare le narici con la sua salsedine portata dallo scirocco. Sa di spezie lontane che ammaliano il cuore e lo addolciscono di miele. La Calabria sa di sole. La Calabria é la terra del sole che arroventa la terra e brucia tutto, con la sua potenza. Ingannatore che tanto da e tanto prende, ma i calabresi, quelli dalla scorza dura, con la loro pelle bruciata dai raggi crudeli, da sempre, sanno tenerlo a bada sfruttandone i suoi servigi. Hanno imparato a conservare i cibi, seccati dal suo calore, facendo di necessità virtù. Il mese a cavallo tra metà luglio e metà agosto, il più caldo per antonomasia, fin verso gli anni sessanta, era un brulichio continuo in quasi ogni via di paese ed anche in qualche quartiere ...

IL PANE “SCANATO” di Cerchiara (Cs)

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 di Maria Lombardo Cerchiara è un paesino abitato da circa 2399 anime. In questo territorio ricco di cultura e storia di popoli autoctoni e a forte vocazione agricola, si è mantenuta intatta l’antica lavorazione del pane detto “scanato” che viene impastato con farina di grano tenero e da crusca o farina integrale.Dopo una prima accurata lavorazione, la pasta viene lasciata lievitare per essere di nuovo impastata e cotta infine nei panifici esistenti sul territorio, esattamente come una volta si faceva tra le mura domestiche. Frutto della saggezza contadina, si tratta di un pane di bontà unica nella sua semplicità, ricco di profumi inebrianti, fragrante e piacevole anche dopo due settimane dall’uscita dal forno. Nell’aspetto il pane di Cerchiara si caratterizza, oltre che per la grande pezzatura che va dai due ai tre chili e mezzo, per la forma rotonda con la “resella” o “sella” (una sorta di gobba). La cottura avviene in forno a legna alimentato da pezzi di castagno, quercia e...

Polpette di pane alla calabrese

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 di Maria Lombardo ingredienti  1 kg di pane casareccio raffermo 2/3 uova intere Formaggio pecorino Aglio,prezzemolo sale nduja ( almeno 2 cucchiaini) Procedimento  Mettere il pane raffermo nell’acqua finchè diventa morbido. Strizzarlo bene e unirvi le uova, il formaggio, l’aglio e il prezzemolo tritato, la nduja ( si trova nei supermercati o nei negozi di prodotti tipici regionali), un pizzico di sale. Mescolare bene l’impasto che deve essere consistente ma non duro. Formare polpettine della forma desiderata e friggerle finchè diventano dorate. Si possono anche unire ad un buon sughetto di pomodori, facendole insaporire un pò e servendole calde. Questo è un ottimo sistema per riciclare il pane avanzato ma che sia casareccio!  

IL 3 E 4 AGOSTO 1943 GIORNATE FUNESTE PER LA CITTÀ DI ROSARNO.

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 di Maria Lombardo Aerei anglo-americani scaricano sulla città indifesa quintali di bombe, con replica nella notte tra il 9 e 10 agosto. L’obiettivo principale è la stazione ferroviaria che viene distrutta. Per parecchi giorni si sentiranno le deflagrazioni del materiale esplodente ammassato in decine di carri ferroviari; un adiacente deposito di legname, per centinaia di tonnellate, si trasformerà in un gigantesco rogo, rendendo l’aria irrespirabile per tutto il mese di agosto. La prima vittima è una bambina di 10 anni, Girolama Lento di Vincenzo, uccisa da una scheggia mentre si trovava in compagnia della nonna, in Vico Piccolo, a 100 m. dal Municipio. Altre vittime civili sono: Brigandì Francesco, di anni 44, che muore il 5 agosto per “ferite riportate per bombardamento aereo”; Piccolo Domenica, anni 72, deceduta il 3 settembre per “mitragliamento di guerra da incursione aerei”; Cacciola Francesca, anni 37, muore il 6 settembre “in seguito a cannoneggiamento”; Messina Rosa, una ...

I catoji i posti indispensabili di un tempo

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 di Maria Lombardo Oggi voglio parlarvi di un luogo indispensabile nelle misere case dei calabresi di ieri!  Il vecchio magazzino di famiglia, era molto più di un deposito: era il cuore pulsante della casa calabrese. Lì, al buio e al fresco, riposavano le botti di vino, custodi di annate, fatiche e speranze; lì, appesi alle travi di legno, stagionavano salumi profumati—prosciutti, capocolli, soppressate—frutto di saperi tramandati e di un rispetto antico per i tempi della natura.In quell’angolo umido e silenzioso, si intrecciavano memoria, sopravvivenza e festa. Ogni botte aperta, ogni fetta tagliata, era un rito d’amore e di appartenenza. Tuto col tempo è stato tralasciato reso moderno, ristrutturato. Oggi, lu catoju è un simbolo: ci ricorda che il vero valore non sta nella quantità, ma nella cura, nella lentezza, nella storia che mettiamo in ogni gesto. Preservarlo—anche solo nello spirito—è un atto d’amore per la nostra terra.    

La bellissima spiaggia dell'Ajnella di Scalea (CS) e le sue scogliere

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 di Maria Lombardo     Se siete alla ricerca di una meta per le vostre vacanze al mare, vi consigliamo di visitare la spiaggia Ajnella, una delle più belle e suggestive di Scalea, in Calabria.Si tratta dell’ultima spiaggia della lunga costa sabbiosa e ciottolosa che caratterizza questo tratto di litorale, dove si possono ammirare degli scogli spigolosi e grigi che emergono dal mare azzurro, creando un paesaggio unico e affascinante.Tra i tanti scogli, ce n’è uno che attira l’attenzione per la sua forma particolare: si chiama “Giumenta” e ricorda la schiena di un maestoso cavallo. Secondo una leggenda locale, si tratterebbe di una vera giumenta che si sarebbe trasformata in pietra per sfuggire ai predatori.La spiaggia Ajnella è libera e abbastanza estesa, e offre la possibilità di fare delle belle passeggiate lungo la riva o sugli scalini che portano sulla distesa di scogli, da dove si può godere di una vista mozzafiato sul mare e sulle montagne circostanti.Ma la vera ...

Ecco a voi come si essicca e conserva il sambuco

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 di Maria Lombardo Questo è il periodo giusto per raccogliere i fiori della pianta del sambuco e conservarli, dopo una brevissima fase di essiccatura( che si può benissimo saltare se i fiorellini si staccano facilmente)   nei vasetti di vetro con sale ed olio. Il composto, secondo la nostra tradizione,   serve per fare   dei piccoli pani, detti "pitte cu maji", e veramente squisiti.  

Come nacque il Rosolio di rose diffuso in Calabria

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 di Maria Lombardo In un convento costiero un giorno un monaco zelante prese 50g di zucchero che pose assieme ai petali in un mortaio, li pesto’ per bene, li adagiò   in un contenitore con chiusura ermetica vi verso’ 1l. di alcool con lo zucchero pestato e le rose, sigillò il tutto ed attese dieci giorni, ogni tanto agitava il contenitore per permettere il rilascio delle essenze. Dopo i dieci giorni bolli’ un litro di acqua con l restante di zucchero ( 950g ), attese che si raffreddasse bene e verso il tutto nel contenitore ermetico unendolo all’alcool, risigillò il tutto ed attese una settimana dopo questo filtro’ il tutto e lo imbottigliò. Signori, era nato il rosolio, appena fatto è molto buono ma, una volta imbottigliato, se fatto riposare al buio per almeno due mesi sprigiona profumi e sapori piu intensi.    

L ' Aspromonte e la devozione al suo San Leo

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 di Maria Lombardo Le comunità di Bova ( 5 maggio) e di Africo (il 12 maggio) festeggiano il loro Santo Patrono: San Leo, un santo aspromontano.Vissuto probabilmente tra l'XI e il XII sec., San Leo (o, secondo alcuni studi, San Leone) fu un monaco di tradizione italto-greca formatosi, secondo la tradizione, presso il Monastero greco della SS Annunziata che si trovava presso Africo, all'epoca casale di Bova, tra le foreste dell'Aspromonte.La sua vita è narrata nella "raziuni di Santu Leu" (Orazione di San Leo), tramandata oralmente di generazione in generazione e recitata dai fedeli durante la preghiera in onore del Santo. Racconta di una vita trascorsa tra i boschi impervi dell'Aspromonte tra preghiera, penitenza e lavoro a servizio dei poveri.A quei tempi, era attività ancora molto praticata quella relativa all'estrazione della pece (resina) dai pini a cui si dedicava anche il nostro San Leo e a cui è legato il suo primo miracolo: la trasformazione di una...

Il culto di San Giorgio ad Oriolo (CS)

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 di Maria Lombardo Il 23 aprile la Chiesa di tutto il mondo celebra San Giorgio martire, patrono d'Inghilterra. Tra mito e leggenda, la sua fede è arrivata fino a noi ispirando generazioni di cristiani.Giorgio, il cui nome di origine greca significa “agricoltore”, nasce nella Cappadocia verso il 280 da una famiglia cristiana. Trasferitosi in Palestina si arruola nell’esercito di Diocleziano. Quando, nel 303, l’imperatore emana l’editto di persecuzione contro i cristiani, Giorgio dona tutti i suoi beni ai poveri e, davanti allo stesso Diocleziano, strappa il documento e professa la sua fede in Cristo. Per questo subisce terribili torture e alla fine viene decapitato. Innumerevoli e fantasiosi i racconti fioriti intorno alla figura di san Giorgio, fino all’episodio del drago e della fanciulla salvata dal santo che risale al periodo delle crociateI crociati contribuirono molto a trasformare la figura di san Giorgio martire in santo guerriero, volendo simboleggiare l’uccisione del drag...

La storia di Maria e Bice: le partigiane di Tropea (VV)

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 di Maria Lombardo E’ un lavoro di ricerca della Dott. Beatrice Lenti di Tropea, la quale con l’aiuto dei discendenti delle eroine tropeane così ci informa:”Bice e Maria di Tocco, erano le figlie maggiori di Ignazio e Aurora Scrugli, nati entrambi a Tropea a fine Ottocento, che, sposatisi nel 1921, si erano trasferiti a Torino dove Ignazio era ufficiale degli Alpini. Aurora volle far nascere nell’amata terra d’origine i quattro figli, così Beatrice, detta Bice, la primogenita, vide la luce a Reggio Calabria nel 1922; Maria a Vibo Valentia nel 1925; Orsola a Tropea nel 1926 e Antonio, unico maschio, anche lui a Tropea nel 1929.Durante i feroci bombardamenti su Torino, degli inizi del ‘43, la famiglia venne sfollata ad Agliano, a circa 19 km da Asti. Dopo l’8 settembre il colonnello di Tocco rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per cui fu posto agli arresti domiciliari e, per una seria cardiopatia, aggravatasi a causa delle tensioni vissute, morì nel 1944. I suoi resti...

U Granitu: il dolce che racconta la storia di Gioiosa Ionica (RC)

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 di Maria Lombardo Chi ricorda U Granitu? Quel dolce antico, quasi magico, che profuma di tradizione e di feste di una volta. Un nome che dice tutto: “Granitu”, dal suo aspetto scintillante, granuloso, come se fosse stato catturato un frammento di neve colorata, cristallizzata dal sole del Sud. Nato dalle mani sapienti, questo dolce è un’opera d’arte dolciaria semplice ma preziosa: zucchero cristallizzato, mandorle tostate e un pizzico di colore – rosso, verde, azzurro, bianco – che lo rendono un vero e proprio arcobaleno da gustare. Ogni pezzo, irregolare e unico, sembra una piccola nuvola zuccherina con il sapore intenso e genuino della mandorla che si scioglie in bocca. Ma U Granitu non era solo un dolce: era un rito. Un tempo, a Gioiosa Ionica, quando si preparava un matrimonio in casa – quel momento di gioia collettiva, di famiglia e comunità riunite – questo dolce veniva preparato con cura e amore. E non solo per la tavola nuziale: era consuetudine accompagnarne l’invito ...

Frittata cresciuta di Pasqua delizia del Cosentino e dintorni

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 di Maria Lombardo . Si chiama frittata cresciuta perchè ci sono le uova, ma in realtà ha più la consistenza di una torta rustica, preparata con un impasto lievitato tipo pasta della pizza, a cui poi vengono aggiunte le uova e la farcitura di formaggi e salumi calabresi. Come tutte le ricette di famiglia, per giunta meridionale, la dose originale è per 10/12 persone, una bella famiglia numerosa che si riunisce intorno alla tavola per le feste pasquali, ma che io ho ridotto per me e mio marito. Se volete preparare la dose originale per 1 kg di farina dovete semplicemente aggiungere 6 uova medie e quadruplicare le dosi dei restanti ingredienti (in questo caso dovrete utilizzare una teglia più grande e cuocere per 10/15 minuti in più).  Ingredienti per 4 persone 250 g di farina forte 150 ml di acqua 6 g di sale 2 cucchiai di olio di oliva 5 g di lievito di birra fresco 2 uova piccole 2 cucchiai di  pecorino grattugiato 50 g di  caciocavallo o provola silana 50 g di...

Il “tamburru” è una tradizione esclusiva di Borgia (CZ) della notte tra mercoledì e giovedì santo

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 di Maria Lombardo Voglio ricordare  una delle tradizioni più antiche di Borgia: U TAMBURRU , sperando di fare cosa gradita. Nella notte, fra mercoledì e giovedì, per le strade passa “u tamburru” (tamburo), fatto di pelle di zimburu (maschio della capra). Una ritualità per far partecipare la comunità all’evento in forma di ufficialità, decisamente pagana, la cui funzione è quella di rendere pubblico «il fatto», cioè l’azione dei pagani che cercano Gesù per imprigionarlo e che troveranno nell’orto di Getsemani. Ogni anno si cambiava e si cambia la pelle, perché alla fine del giro per il paese davanti alla chiesa la pelle si sfondava e si sfonda. La pelle, si comprava dai pastori di Caraffa, si puliva e si stendeva fissandola a due chiodi alla finestrella del proprio magazzino per farla asciugare per parecchi giorni. Una volta asciutta, ancora oggi, si sistemava e si sistema sulla struttura rotonda a botte e si incassava (incassa) con un cerchio sempre di legno per tenerla in t...

E’ lei la dimenticata di Calabria: Santa Theodora da Rossano.

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 di Maria Lombardo   Il Martirologio Romano ci dice che è  nata a Rossano in Calabria, è stata badessa, discepola di san Nilo il Giovane e maestra di vita monastica e che si ricorda il 28 novembre.   Theodora nasce intorno alla fine del secolo IX , «da nobili e onesti ma non troppo agiati genitori Eusebio e Rosalia», a Rossano, dove trascorre tutta la sua vita, fino al “28 novembre 980”, anno della sua morte. Sappiamo che, inizialmente, è, in qualità di monaca, consigliera e guida materna di Nilo, infatti, il “Bìos” ci informa che: ella «amava il santo Padre Nilo, sin da quand’era giovanetto, quasi un proprio figliuolo».  Ma, quando Nilo si fa monaco e acquista fama di saggezza e santità, accetta, con umiltà, di diventare discepola del suo discepolo. La cosa strana è che in Calabria in pochi la conoscono ma è molto famosa in Spagna e nei paesi latinos. Le poche infor...

Il Castello di Squillace (CZ)

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 di Maria Lombardo Domina il borgo dal punto più alto del colle. Fu edificato dai Normanni nel 1044 nel luogo dove era presente prima il monastero castellense di Cassiodoro e poi un kastron bizantino. In epoca normanna costituisce il caposaldo amministrativo, politico e religioso più importante della costa ionica. È qui che Ruggero d’Altavilla dona a San Bruno di Colonia i territori dove costruirà la sua Certosa. Sotto Federico II il castrum Squillacii è tenuto da un "castellanus non habens terram e da dieci servientes". La situazione sembra la medesima in epoca angioina. Dal 1256 il castello viene infeudato sotto diverse famiglie: i Lancia, i Monfort, i Del Balzo, i Marzano, fino al 1485, momento in cui il castello torna sotto il controllo di Federico d’Aragona, futuro re di Napoli. Nel 1494, passa per matrimonio alla famiglia Borgia, di cui troneggia lo stemma in marmo sul portale d’entrata. La famiglia dei Borgia reggerà il castello fino al 1729, quando per mancanza di ere...

Venerdì di Quaresima: Baccalà alla marinara come prepararlo in modo gustoso

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 di Maria Lombardo Ingredienti per 4 persone: 750 g di baccala 1 piatto di pomodori datterino 3 spicchi d'aglio 3 ciuffi di prezzemolo origano 1 peperoncino olio d'oliva extravergine olive schiacciate capperi di Pantelleria farina 0 Preparazione: Tagliare il baccalà e disporlo in un piatto, fare lo stesso coi pomodorini, col prezzemolo e sbucciare l'aglio e dividere gli spicchi in due. Passare il baccalà nella farina. Preparare in una padella dell'olio, riscaldarlo e mettere a cuocere il baccalà. Una volta cotti disporli in un piatto. Mettere in una padella aglio e peperoncino (rimuoverlo successivamente), versare i pomodori, aggiungere le olive, i capperi, l'origano e il prezzemolo, poi mescolare. Cuocere per 10 minuti, aggiungere i filetti di baccalà, e lasciar cuocere per almeno 6-7 minuti. Impiattare e servire.

SPUTÒ CON DISPREZZO VERSO GLI AGUZZINI, GRIDANDO "VIGLIACCHI!". STORIA DI CIPRIANO SCARFÒ, ARTIGIANO LIBERTARIO, FUCILATO PER RAPPRESAGLIA DAI NAZISTI

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 di Maria Lombardo Il 25 agosto 1943 un uomo, incatenato al tronco di un grande albero d'ulivo, guarda negli occhi i suoi aguzzini già schierati nel plotone d'esecuzione, sputa con disprezzo verso di loro e gli urla “Vigliacchi!”. Poi, una scarica di proiettili mette fine alla sua vita. Il suo nome è Cipriano Scarfò, 54 anni, di professione artigiano armaiolo, libertario e frequentatore del Comitato di concentrazione antifascista di Taurianova, grosso borgo rurale della piana di Gioia Tauro nella Calabria reggina.Taurianova è "fascistissima", una città nelle mani di agrari e possidenti di fondi immensi dove tutt'intorno braccianti e raccoglitrici d'olive sopravvivono in condizioni disumane. Qui da vent'anni spadroneggiano le camicie nere e il paese spesso è stato teatro dello squadrismo più aggressivo e violento della provincia. Tuttavia, Cipriano non fece mai mistero del suo disprezzo verso le prepotenze dei fascisti e il militarismo del regime: “Eravamo ...

Carnevale a Lungro (CS): Parata Storica dedicata a Skanderbeg

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 di Maria Lombardo  Non distante da Castrovillari, un carnevale speciale da non perdere è quello di Lungro.La rievocazione storica Skanderbeku Prindi i Arbërisë, è un ritorno del passato. La mattina della domenica di carnevale le donne indossano il costume festivo  arbëreshë.  Il rito della vestizione è molto importante per le donne perché ci vuole molta attenzione nell’indossarlo. La coda della gonna, ad esempio, viene cucita una volta indossata e scucita quanto tolta. Il costume viene tramandato di generazione in generazione.Gli abitanti di Lungro iniziano i festeggiamenti ricordando l’eroe Giorgio Castriota in una parata storica con musica e canti. Il corteo è composto da Scanderbeg a cavallo e i suoi sottoposti guerrieri che partono dalla Chiesa di Costantinopoli per percorrere le vie storiche del paese fino alla Piazza XVI Luglio 1859. La comunità li attende nella piazza principale dove è stato allestito un piccolo “villaggio”, un luogo di ristoro dov...