«’A ROTA D’ ’U VRASCERI ».
di Maria Lombardo
Era un'istituzione, non mancava in nessuna casa, la si
trovava in quelle delle famiglie ricche, che abitavano grandi, vecchi palazzi e
che disponevano di caminetti, a volte monumentali, in quelle della borghesia,
in quelle del popolo, soprattutto nei «bassi» umidi e freddi, una vergogna
cittadina che non si è riusciti ad eliminare radicalmente. Ogni casa era dotata
di uno o più bracieri di ottone, a seconda del numero dei vani, alimentati a
carbone. Bisognava saper predisporre adeguatamente l'accensione del «vrasceri»
e conoscere e seguire le «modalità d'uso», come si dice oggi: disporre nel
fondo uno strato di cenere, mettere uno strato di carbone, seguito da altro di
«terra 'e carvuni» (carbone in polvere) poi uno strato di "carvuneddhu"
(qualità di carbone più leggero del normale, ricavato da particolari qualità di
legna) e, in fine, uno strato di «terra 'e carvuneddhu». L'accensione avveniva
immettendo qualche brace incandescente, prelevata dai fornelli della cucina —
erano, allora, tutte a carbone, alcune a legna — ovvero disponendo fogli
accartocciati, per lo più di giornali, ovvero della speciale carta di colore
azzurro forte, nei quali i rivenditori avvolgevano lo zucchero (da qui la
denominazione di «colore carta da zucchero») la pasta ed altri generi, carta
spessa, resistente, che non si rompeva facilmente come quella dei giornali e
che veniva posta sulla bilancia insieme alla merce (e... venduta allo stesso
prezzo di essa), la quale, poi, veniva accesa con un «battaru» (zolfanello a
legno) la cui capocchia era, allora, cosparsa adeguatamente di zolfo, il che
consentiva l'accensione alla prima “stricata” (strofinio) sullo strato speciale
della scatola, per cui rimaneva nell'ambiente un po' di fumo e un acuto odore
di zolfo, che faceva pensare alla presenza occulta di un... diavolo, sia pure
di rango inferiore. Belzebù degnava della sua presenza le dimore più
“importanti"! Il “vrasceri” così preparato veniva posto sulla ruota fin
dal mattino, pronto per l'uso e acceso al pomeriggio o alla sera, a seconda
delle stagioni e, soprattutto della temperatura. Durante certe ore del giorno e
di notte sopra la ruota del braciere veniva situato l'”asciucapanni” — di legno
o ferro a forma di cupola. La ruota, oggi scomparsa completamente (la si trova
eccezionalmente in qualche modestissimo basso dei quartieri popolari)
raccoglieva attorno a sé tutta la famiglia: tutti i componenti si stringevano
attorno, compresi i bambini, che nelle famiglie numerose, per lo spazio
limitato, venivano tenuti in braccio dai genitori o dai nonni. La nonna, quando
era presente in casa, era la regina della «rota»: dirigeva la conversazione,
interveniva per dare il suo parere, per evitare che le discussioni
trascendessero in diverbi, ma, soprattutto, attirava l'attenzione dei nipotini
ai quali raccontava le vecchie fiabe prima che andassero a letto.

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