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La storia di Maria e Bice: le partigiane di Tropea (VV)

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 di Maria Lombardo E’ un lavoro di ricerca della Dott. Beatrice Lenti di Tropea, la quale con l’aiuto dei discendenti delle eroine tropeane così ci informa:”Bice e Maria di Tocco, erano le figlie maggiori di Ignazio e Aurora Scrugli, nati entrambi a Tropea a fine Ottocento, che, sposatisi nel 1921, si erano trasferiti a Torino dove Ignazio era ufficiale degli Alpini. Aurora volle far nascere nell’amata terra d’origine i quattro figli, così Beatrice, detta Bice, la primogenita, vide la luce a Reggio Calabria nel 1922; Maria a Vibo Valentia nel 1925; Orsola a Tropea nel 1926 e Antonio, unico maschio, anche lui a Tropea nel 1929.Durante i feroci bombardamenti su Torino, degli inizi del ‘43, la famiglia venne sfollata ad Agliano, a circa 19 km da Asti. Dopo l’8 settembre il colonnello di Tocco rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per cui fu posto agli arresti domiciliari e, per una seria cardiopatia, aggravatasi a causa delle tensioni vissute, morì nel 1944. I suoi resti...

U Granitu: il dolce che racconta la storia di Gioiosa Ionica (RC)

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 di Maria Lombardo Chi ricorda U Granitu? Quel dolce antico, quasi magico, che profuma di tradizione e di feste di una volta. Un nome che dice tutto: “Granitu”, dal suo aspetto scintillante, granuloso, come se fosse stato catturato un frammento di neve colorata, cristallizzata dal sole del Sud. Nato dalle mani sapienti, questo dolce è un’opera d’arte dolciaria semplice ma preziosa: zucchero cristallizzato, mandorle tostate e un pizzico di colore – rosso, verde, azzurro, bianco – che lo rendono un vero e proprio arcobaleno da gustare. Ogni pezzo, irregolare e unico, sembra una piccola nuvola zuccherina con il sapore intenso e genuino della mandorla che si scioglie in bocca. Ma U Granitu non era solo un dolce: era un rito. Un tempo, a Gioiosa Ionica, quando si preparava un matrimonio in casa – quel momento di gioia collettiva, di famiglia e comunità riunite – questo dolce veniva preparato con cura e amore. E non solo per la tavola nuziale: era consuetudine accompagnarne l’invito ...

Frittata cresciuta di Pasqua delizia del Cosentino e dintorni

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 di Maria Lombardo . Si chiama frittata cresciuta perchè ci sono le uova, ma in realtà ha più la consistenza di una torta rustica, preparata con un impasto lievitato tipo pasta della pizza, a cui poi vengono aggiunte le uova e la farcitura di formaggi e salumi calabresi. Come tutte le ricette di famiglia, per giunta meridionale, la dose originale è per 10/12 persone, una bella famiglia numerosa che si riunisce intorno alla tavola per le feste pasquali, ma che io ho ridotto per me e mio marito. Se volete preparare la dose originale per 1 kg di farina dovete semplicemente aggiungere 6 uova medie e quadruplicare le dosi dei restanti ingredienti (in questo caso dovrete utilizzare una teglia più grande e cuocere per 10/15 minuti in più).  Ingredienti per 4 persone 250 g di farina forte 150 ml di acqua 6 g di sale 2 cucchiai di olio di oliva 5 g di lievito di birra fresco 2 uova piccole 2 cucchiai di  pecorino grattugiato 50 g di  caciocavallo o provola silana 50 g di...

Il “tamburru” è una tradizione esclusiva di Borgia (CZ) della notte tra mercoledì e giovedì santo

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 di Maria Lombardo Voglio ricordare  una delle tradizioni più antiche di Borgia: U TAMBURRU , sperando di fare cosa gradita. Nella notte, fra mercoledì e giovedì, per le strade passa “u tamburru” (tamburo), fatto di pelle di zimburu (maschio della capra). Una ritualità per far partecipare la comunità all’evento in forma di ufficialità, decisamente pagana, la cui funzione è quella di rendere pubblico «il fatto», cioè l’azione dei pagani che cercano Gesù per imprigionarlo e che troveranno nell’orto di Getsemani. Ogni anno si cambiava e si cambia la pelle, perché alla fine del giro per il paese davanti alla chiesa la pelle si sfondava e si sfonda. La pelle, si comprava dai pastori di Caraffa, si puliva e si stendeva fissandola a due chiodi alla finestrella del proprio magazzino per farla asciugare per parecchi giorni. Una volta asciutta, ancora oggi, si sistemava e si sistema sulla struttura rotonda a botte e si incassava (incassa) con un cerchio sempre di legno per tenerla in t...

E’ lei la dimenticata di Calabria: Santa Theodora da Rossano.

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 di Maria Lombardo   Il Martirologio Romano ci dice che è  nata a Rossano in Calabria, è stata badessa, discepola di san Nilo il Giovane e maestra di vita monastica e che si ricorda il 28 novembre.   Theodora nasce intorno alla fine del secolo IX , «da nobili e onesti ma non troppo agiati genitori Eusebio e Rosalia», a Rossano, dove trascorre tutta la sua vita, fino al “28 novembre 980”, anno della sua morte. Sappiamo che, inizialmente, è, in qualità di monaca, consigliera e guida materna di Nilo, infatti, il “Bìos” ci informa che: ella «amava il santo Padre Nilo, sin da quand’era giovanetto, quasi un proprio figliuolo».  Ma, quando Nilo si fa monaco e acquista fama di saggezza e santità, accetta, con umiltà, di diventare discepola del suo discepolo. La cosa strana è che in Calabria in pochi la conoscono ma è molto famosa in Spagna e nei paesi latinos. Le poche infor...

Il Castello di Squillace (CZ)

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 di Maria Lombardo Domina il borgo dal punto più alto del colle. Fu edificato dai Normanni nel 1044 nel luogo dove era presente prima il monastero castellense di Cassiodoro e poi un kastron bizantino. In epoca normanna costituisce il caposaldo amministrativo, politico e religioso più importante della costa ionica. È qui che Ruggero d’Altavilla dona a San Bruno di Colonia i territori dove costruirà la sua Certosa. Sotto Federico II il castrum Squillacii è tenuto da un "castellanus non habens terram e da dieci servientes". La situazione sembra la medesima in epoca angioina. Dal 1256 il castello viene infeudato sotto diverse famiglie: i Lancia, i Monfort, i Del Balzo, i Marzano, fino al 1485, momento in cui il castello torna sotto il controllo di Federico d’Aragona, futuro re di Napoli. Nel 1494, passa per matrimonio alla famiglia Borgia, di cui troneggia lo stemma in marmo sul portale d’entrata. La famiglia dei Borgia reggerà il castello fino al 1729, quando per mancanza di ere...

Venerdì di Quaresima: Baccalà alla marinara come prepararlo in modo gustoso

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 di Maria Lombardo Ingredienti per 4 persone: 750 g di baccala 1 piatto di pomodori datterino 3 spicchi d'aglio 3 ciuffi di prezzemolo origano 1 peperoncino olio d'oliva extravergine olive schiacciate capperi di Pantelleria farina 0 Preparazione: Tagliare il baccalà e disporlo in un piatto, fare lo stesso coi pomodorini, col prezzemolo e sbucciare l'aglio e dividere gli spicchi in due. Passare il baccalà nella farina. Preparare in una padella dell'olio, riscaldarlo e mettere a cuocere il baccalà. Una volta cotti disporli in un piatto. Mettere in una padella aglio e peperoncino (rimuoverlo successivamente), versare i pomodori, aggiungere le olive, i capperi, l'origano e il prezzemolo, poi mescolare. Cuocere per 10 minuti, aggiungere i filetti di baccalà, e lasciar cuocere per almeno 6-7 minuti. Impiattare e servire.