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Conoscete la leggenda sulla morte di Cristo sembra che furono i Bruzi a crocifiggerlo

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 di Maria Lombardo   Domenico Luigi Costa, nelle sue  “Memorie Storiche Calabresi”, edite nel 1994 , di fronte ai continui disastri ed alle immani sciagure di ogni genere cui è stata soggetta la Calabria, si chiedeva quale maledizione potesse gravare su questa terra, peraltro così ricca di bellezze naturali ed artistiche. Alla luce di quanto i calabresi in ogni tempo siano stati martoriati , soggiogati da invasioni, terremoti, incursioni barbaresche, epidemie, alluvioni, brigantaggio, ndrangheta e malaffare, la leggenda secondo cui sulla Calabria pesi la maledizione divina per essere stati nostri antenati i soldati romani  che materialmente attuarono la passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Nel capitolo dedicato ai Crocifissori di Cristo, Costa si rifà allo storico ed umanista di Francica,  Gabriele Barrio, vissuto nel XVI secolo, il quale, nella sua monumentale “De antiquitate et situ Calabriae”, edita nel 1571, smentisce  nel modo più catego...

Il cane corso calabrese: ecco a voi il bucirriscu

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 di Maria Lombardo La foto che vi mostro è di più di un secolo fa! Raffigura   un pastore col suo fedele bucirriscu. Mio padre ne parla spesso di questo cane il suo bisnonno lo possedeva. E lo teneva per fare una buona guardia ai campi che possedeva copiosi dopo una vita da emigrato in America. Questa rara razza proviene dalla Calabria. Spesso chiamato il cane corso calabrese, rispetto al corso è un cane più pesante, più largo nel corpo e con cranio più tondo, rispetto al suo cugino. Il bucirriscu è stato utilizzato per una serie di funzioni, come proteggere il bestiame, la proprietà, oltre che per il combattimento. Un altro nome che porta la razza è Cane Macellaio, perché questo cane era utilizzato per accompagnare i macellai ai mercati e per fare la guardia alla mercanzia. Incuteva paura! Purtroppo i vari incroci col cane corso italiano ha diminuito il numero di esemplari puri, causando la scomparsa del Bucciriscu Calabrese. Atletico, intelligente e obbediente, questo è un c...

FESTA DELLA BEATA VERGINE DEL MONTE CARMELO A Scalea (CS)

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 di Maria Lombardo Secondo tradizione, il culto della Vergine SS. del Monte Carmelo fu portato nel sec. XIII dai crociati di Scalea, reduci dalle spedizioni degli Svevi di Federico II. Il popolo scaleoto divenne sempre più devoto alla Beata Vergine del Carmelo.Fu importata una pregevole statua da Napoli, che più volte, per la sua bellezza è stata chiesta dalla chiesa del Carmine di quella città, ma il popolo di Scalea ha sempre ricusato qualsiasi offerta in cambio della miracolosa immagine.Anche la famiglia principesca degli Spinelli di Scalea, per attaccamento alla fede cristiana e devota alla Vergine del Carmine, offrì una grande tela alla chiesa di S. Nicola in Plateis, ove fu installata al centro della parete, retrostante l’Altare Maggiore. Nella vecchia tela è raffigurata la Vergine SS. del Carmine in mezzo a S. Nicola e S. Carlo Borromeo e ai suoi piedi in ginocchio due giovanetti (i principi Spinelli) in abito principesco dell’epoca. La tela, verso gli anni ’70, in cattive c...

Conserve estive di Calabria: Fagiolini sott'olio

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 di Maria Lombardo Questa preparazione, molto semplice da fare, è ottima sia come antipasto che come contorno e accompagna alla perfezione formaggi, salumi e carni. I fagiolini sott'olio sono una conserva che nelle vostre dispense non può certo mancare. Vediamo insieme come preparala.     1,5 kg di fagiolini verdi 1 litro di acqua 500 ml di aceto di vino bianco Uno spicchio d'aglio 2 piccoli peperoncini secchi Olio extravergine di oliva: qb Sale: qb Come fare i fagiolini sott'olio Lavate per bene i fagiolini, privateli dei filamenti e spuntateli (eliminate le estremità). Fateli lessare in una pentola con l'acqua, l'aceto e pizzico di sale per circa 10 minuti. Ricordate di lasciarli croccanti. Una volta pronti, scolateli e metteteli ad asciugare su un canovaccio asciutto e pulito. Mondate l'aglio (eliminate le parti non commestibili) e tagliatelo in 4 pezzetti: 2 per ciascun vaso.Riducete in piccoli pezzi anche i peperoncini. Trasferite i v...

Lo sapevi che ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, a Cerchiara di Calabria, c’è una fenditura nella roccia da cui sgorga acqua calda tutto l’anno?

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 di Maria Lombardo La chiamano la Grotta delle Ninfee, e porta con sé storie che arrivano dall’epoca della Magna Grecia: acque sulfuree a 30 gradi, fanghi neri naturali, e una leggenda che la vuole come l’antro segreto di Calipso. La grotta è avvolta da leggende affascinanti; secondo la mitologia greco-romana, era l’antro nascosto che custodiva il talamo della ninfa Calipso, la quale, secondo l’Odissea, avrebbe sedotto Ulisse tentando di sviarlo dal suo viaggio di ritorno a Itaca. Più di cento lucerne romane ritrovate all’interno raccontano che per secoli qui si veniva a chiedere guarigione. Ancora oggi è possibile immergersi nelle piscine termali esterne. Le Terme Libere di Cerchiara, note anche come Grotta delle Ninfe, sono un gioiello naturale situato a Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza. Questo sito termale offre un’esperienza unica, combinando bellezze naturali, leggende affascinanti e proprietà terapeutiche delle sue acque. La Gr...

SAN LUCIDO ( CS) Leggenda ( a vulata )

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 di Maria Lombardo Una delle tante leggende narra che durante il XVI sec. vi fu un'invasione turca a San Lucido provocando dolore e paura tra gli abitanti. I sanlucidani, spinti dalla disperazione, scacciarono gli invasori, inseguendoli per tutto il paese fino a quando questi furono costretti a gettarsi in mare per salvarsi (di là da dove erano venuti). Questo accadde in data 21 luglio 1545. Ancora oggi, quando ricorre questa data, l'usanza vuole che ci si faccia il bagno in mare vestiti possibilmente con il viso e il corpo tinti di rosso con il succo delle more di gelso (ciò sta ad indicare l'invasore insanguinato scacciato da San Lucido)mentre nelle vie del paese sfilano carri allegorici. Tra le tradizioni popolari la Vulata è certamente  una delle più importanti. Il 21 luglio, è il giorno in cui il sole picchia più forte, il sangue va alla testa  e le persone reagiscono con comportamenti insoliti, da pazzi, facendo il bagno vestiti. Secondo l’antica leggenda,  i...

Una conserva calabrese ormai scomparsa: u strattu

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 di Maria Lombardo La Calabria come tutto il Sud, ha profumi meravigliosi che la caratterizzano. Inebrianti gelsomini notturni, zagare in fiore, pomelie esotiche che allietano balconi e giardini. Il profumo del mare che la circonda e s'intrufola inquieto in ogni dove a stuzzicare le narici con la sua salsedine portata dallo scirocco. Sa di spezie lontane che ammaliano il cuore e lo addolciscono di miele. La Calabria sa di sole. La Calabria é la terra del sole che arroventa la terra e brucia tutto, con la sua potenza. Ingannatore che tanto da e tanto prende, ma i calabresi, quelli dalla scorza dura, con la loro pelle bruciata dai raggi crudeli, da sempre, sanno tenerlo a bada sfruttandone i suoi servigi. Hanno imparato a conservare i cibi, seccati dal suo calore, facendo di necessità virtù. Il mese a cavallo tra metà luglio e metà agosto, il più caldo per antonomasia, fin verso gli anni sessanta, era un brulichio continuo in quasi ogni via di paese ed anche in qualche quartiere ...