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IL 3 E 4 AGOSTO 1943 GIORNATE FUNESTE PER LA CITTÀ DI ROSARNO.

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 di Maria Lombardo Aerei anglo-americani scaricano sulla città indifesa quintali di bombe, con replica nella notte tra il 9 e 10 agosto. L’obiettivo principale è la stazione ferroviaria che viene distrutta. Per parecchi giorni si sentiranno le deflagrazioni del materiale esplodente ammassato in decine di carri ferroviari; un adiacente deposito di legname, per centinaia di tonnellate, si trasformerà in un gigantesco rogo, rendendo l’aria irrespirabile per tutto il mese di agosto. La prima vittima è una bambina di 10 anni, Girolama Lento di Vincenzo, uccisa da una scheggia mentre si trovava in compagnia della nonna, in Vico Piccolo, a 100 m. dal Municipio. Altre vittime civili sono: Brigandì Francesco, di anni 44, che muore il 5 agosto per “ferite riportate per bombardamento aereo”; Piccolo Domenica, anni 72, deceduta il 3 settembre per “mitragliamento di guerra da incursione aerei”; Cacciola Francesca, anni 37, muore il 6 settembre “in seguito a cannoneggiamento”; Messina Rosa, una ...

I catoji i posti indispensabili di un tempo

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 di Maria Lombardo Oggi voglio parlarvi di un luogo indispensabile nelle misere case dei calabresi di ieri!  Il vecchio magazzino di famiglia, era molto più di un deposito: era il cuore pulsante della casa calabrese. Lì, al buio e al fresco, riposavano le botti di vino, custodi di annate, fatiche e speranze; lì, appesi alle travi di legno, stagionavano salumi profumati—prosciutti, capocolli, soppressate—frutto di saperi tramandati e di un rispetto antico per i tempi della natura.In quell’angolo umido e silenzioso, si intrecciavano memoria, sopravvivenza e festa. Ogni botte aperta, ogni fetta tagliata, era un rito d’amore e di appartenenza. Tuto col tempo è stato tralasciato reso moderno, ristrutturato. Oggi, lu catoju è un simbolo: ci ricorda che il vero valore non sta nella quantità, ma nella cura, nella lentezza, nella storia che mettiamo in ogni gesto. Preservarlo—anche solo nello spirito—è un atto d’amore per la nostra terra.    

La bellissima spiaggia dell'Ajnella di Scalea (CS) e le sue scogliere

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 di Maria Lombardo     Se siete alla ricerca di una meta per le vostre vacanze al mare, vi consigliamo di visitare la spiaggia Ajnella, una delle più belle e suggestive di Scalea, in Calabria.Si tratta dell’ultima spiaggia della lunga costa sabbiosa e ciottolosa che caratterizza questo tratto di litorale, dove si possono ammirare degli scogli spigolosi e grigi che emergono dal mare azzurro, creando un paesaggio unico e affascinante.Tra i tanti scogli, ce n’è uno che attira l’attenzione per la sua forma particolare: si chiama “Giumenta” e ricorda la schiena di un maestoso cavallo. Secondo una leggenda locale, si tratterebbe di una vera giumenta che si sarebbe trasformata in pietra per sfuggire ai predatori.La spiaggia Ajnella è libera e abbastanza estesa, e offre la possibilità di fare delle belle passeggiate lungo la riva o sugli scalini che portano sulla distesa di scogli, da dove si può godere di una vista mozzafiato sul mare e sulle montagne circostanti.Ma la vera ...

Ecco a voi come si essicca e conserva il sambuco

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 di Maria Lombardo Questo è il periodo giusto per raccogliere i fiori della pianta del sambuco e conservarli, dopo una brevissima fase di essiccatura( che si può benissimo saltare se i fiorellini si staccano facilmente)   nei vasetti di vetro con sale ed olio. Il composto, secondo la nostra tradizione,   serve per fare   dei piccoli pani, detti "pitte cu maji", e veramente squisiti.  

Come nacque il Rosolio di rose diffuso in Calabria

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 di Maria Lombardo In un convento costiero un giorno un monaco zelante prese 50g di zucchero che pose assieme ai petali in un mortaio, li pesto’ per bene, li adagiò   in un contenitore con chiusura ermetica vi verso’ 1l. di alcool con lo zucchero pestato e le rose, sigillò il tutto ed attese dieci giorni, ogni tanto agitava il contenitore per permettere il rilascio delle essenze. Dopo i dieci giorni bolli’ un litro di acqua con l restante di zucchero ( 950g ), attese che si raffreddasse bene e verso il tutto nel contenitore ermetico unendolo all’alcool, risigillò il tutto ed attese una settimana dopo questo filtro’ il tutto e lo imbottigliò. Signori, era nato il rosolio, appena fatto è molto buono ma, una volta imbottigliato, se fatto riposare al buio per almeno due mesi sprigiona profumi e sapori piu intensi.    

L ' Aspromonte e la devozione al suo San Leo

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 di Maria Lombardo Le comunità di Bova ( 5 maggio) e di Africo (il 12 maggio) festeggiano il loro Santo Patrono: San Leo, un santo aspromontano.Vissuto probabilmente tra l'XI e il XII sec., San Leo (o, secondo alcuni studi, San Leone) fu un monaco di tradizione italto-greca formatosi, secondo la tradizione, presso il Monastero greco della SS Annunziata che si trovava presso Africo, all'epoca casale di Bova, tra le foreste dell'Aspromonte.La sua vita è narrata nella "raziuni di Santu Leu" (Orazione di San Leo), tramandata oralmente di generazione in generazione e recitata dai fedeli durante la preghiera in onore del Santo. Racconta di una vita trascorsa tra i boschi impervi dell'Aspromonte tra preghiera, penitenza e lavoro a servizio dei poveri.A quei tempi, era attività ancora molto praticata quella relativa all'estrazione della pece (resina) dai pini a cui si dedicava anche il nostro San Leo e a cui è legato il suo primo miracolo: la trasformazione di una...

Il culto di San Giorgio ad Oriolo (CS)

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 di Maria Lombardo Il 23 aprile la Chiesa di tutto il mondo celebra San Giorgio martire, patrono d'Inghilterra. Tra mito e leggenda, la sua fede è arrivata fino a noi ispirando generazioni di cristiani.Giorgio, il cui nome di origine greca significa “agricoltore”, nasce nella Cappadocia verso il 280 da una famiglia cristiana. Trasferitosi in Palestina si arruola nell’esercito di Diocleziano. Quando, nel 303, l’imperatore emana l’editto di persecuzione contro i cristiani, Giorgio dona tutti i suoi beni ai poveri e, davanti allo stesso Diocleziano, strappa il documento e professa la sua fede in Cristo. Per questo subisce terribili torture e alla fine viene decapitato. Innumerevoli e fantasiosi i racconti fioriti intorno alla figura di san Giorgio, fino all’episodio del drago e della fanciulla salvata dal santo che risale al periodo delle crociateI crociati contribuirono molto a trasformare la figura di san Giorgio martire in santo guerriero, volendo simboleggiare l’uccisione del drag...