L'antica pesca sanguinella calabrese rara e succosa
di Maria Lombardo
Diffusa in tutto il sud Italia, veniva riprodotta per lo più da seme e quindi si diversificava per l’intensità di colore e per l’epoca di maturazione. In Calabria che matura verso il 25 agosto è tipica delle Presila Catanzarese. Molto rustica, è poco esigente soprattutto per quanto riguarda i terreni. Il frutto è di piccola pezzatura, rotondo, leggermente appuntito. La buccia è di colore rosso violaceo, ricoperta di intensa peluria grigia La polpa è di base bianca o gialla con diffuso colore rosso più intenso verso il nocciolo. E’ succosa e molto profumata, liquescente a maturità, leggermente amarognola e semiaderente al nocciolo. La linea di sutura è poco profonda, e l’umbone è medio. Viene raccolta fino settembre, insieme all’uva, per il consumo immediato o per la conservazione essiccata o altro. Il pesco della vigna( altro nome per indicare questo frutto scomparso) faceva in passato parte del nostro paesaggio. Esso produce delle pesche profumate, un po’ più piccole di quelle commerciali e con un aroma intenso. I frutti maturano solitamente con l’uva (a seconda delle provenienze possono maturare fra la fine di agosto e ottobre) e non si conservano a lungo, per cui sono ottimi ingredienti per fare marmellate.Le pesche di vigna possono essere duracine (in dialetto “düras”) quando la polpa rimane attaccata al nocciolo oppure spiccagnole (in dialetto “lass”) quando invece la polpa si stacca bene dal nocciolo. Ne esistono in diversi colori di buccia (verdognola, gialla, rosata) e polpa (gialla, bianca, rosa, viola). Per queste tipologie diverse il pesco della vigna viene considerato piuttosto una popolazione di piante che una varietà. Le piante non sono particolarmente longeve, vivono ca. 15-20 anni.

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