L ' Aspromonte e la devozione al suo San Leo
di Maria Lombardo
Le comunità di Bova ( 5 maggio) e di Africo (il 12 maggio) festeggiano il loro Santo Patrono: San Leo, un santo aspromontano.Vissuto probabilmente tra l'XI e il XII sec., San Leo (o, secondo alcuni studi, San Leone) fu un monaco di tradizione italto-greca formatosi, secondo la tradizione, presso il Monastero greco della SS Annunziata che si trovava presso Africo, all'epoca casale di Bova, tra le foreste dell'Aspromonte.La sua vita è narrata nella "raziuni di Santu Leu" (Orazione di San Leo), tramandata oralmente di generazione in generazione e recitata dai fedeli durante la preghiera in onore del Santo. Racconta di una vita trascorsa tra i boschi impervi dell'Aspromonte tra preghiera, penitenza e lavoro a servizio dei poveri.A quei tempi, era attività ancora molto praticata quella relativa all'estrazione della pece (resina) dai pini a cui si dedicava anche il nostro San Leo e a cui è legato il suo primo miracolo: la trasformazione di una palla di pece in pane per dare sostentamento ai bisognosi.Miracolo i cui simboli caratterizzano oggi le più antiche raffigurazioni del Santo a noi pervenute: statue e busti reliquiari dedicati a San Leo presentano la pece trasformata in pane su una mano e l'ascia utilizzata per ricavare la preziosa resina dall'altra.La sua umanità si diffuse ben presto tra le comunità aspromontane e per evitare il clamore e gesti di adorazione, si rifugio a Messina, prima di fare rientro nei suoi luoghi natii in punto di morte.Secondo la tradizione, San Leo muore in località Mingioia ad Africo il 5 maggio, lì dove si erge solitaria la chiesetta a lui dedicata.

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