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Limbadi (VV) il “miracolo” del sangue di San Pantaleone, Calabria ancestrale

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di Maria Lombardo Ogni anno il 27 luglio, a Limbadi ridente paesello del Vibonese accade qualcosa che fa gridare al “miracolo” che fa convergere a Limbadi migliaia e migliaia di pellegrini e scettici con lo scopo di assistere allo scioglimento del sangue di Pantaleone di Nicodemia. La Chiesa matrice dedicata al miracoloso Santo medico e martire è gremita in un’ampolla è custodita gelosamente una sostanza di colore scuro che la leggenda narra essere il sangue raccolto durante il martirio del cristiano San Pantaleone agli inizi del IV secolo d.C. Narrano le cronache locali e non che in questo giorno che si ricorda la data del martirio del Santo il sangue cambia aspetto e sembra sciogliersi senza alcuna apparente causa fisica. Le autorità ecclesiastiche locali accreditano l’ipotesi dell’intervento soprannaturale e parlano apertamente da secoli di miracolo. Il giovane cristiano venne decapitato ed il suo sangue raccolto e venerato ed ecco che i Bizantini in fuga dall’Oriente portar...

Storia del più grande Santuario calabrese: quello di San Francesco di Paola

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di Maria Lombardo E’ il Santuario di Paola in provincia di Cosenza, il posto delle cristianità e della sacralità calabrese. Ogni calabrese in tutta la propria vita, è stato almeno una volta nella cittadina Francescana a rendere omaggio al Patrono di Calabria, e a visitare il Santuario-Basilica dalla storia millenaria. Il Santuario cresciuto intorno alla figura del Paolano che:” con l’aiuto dei buoni Francesco iniziò la costruzione del convento e della chiesa” ovviamente il Santuario posizionato tra una folta vegetazione e acque abbondanti è giunto a noi più volte rimaneggiato ma con le linee essenziali delle origini. Affonda le sue radici nel lontano secolo XV, attorno agli anni 1435-1452, quando iniziò l’esperienza eremitica di Francesco Martolilla, nato a Paola il 27 marzo 1416 e morto a Tours (Francia) il 2 aprile 1507. Iniziò così la fabbricazione del sistema, partendo da una piccola chiesetta, tipica di un romitorio per permettere ai fedeli ed agli eremiti di pregare. La tradi...

Il pinocchietto della costa viola, il pesce spada siculo- calabrese

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di Maria Lombardo E’ senza dubbio un pesce pregiato veloce in acqua e con una lunga tecnica per poterlo “catturare”. Il primo a raccontare questa battuta di pesca fu niente di meno che Polibio (II sec. a.C.), che rimase affascinato dalla tecnica di pesca praticata ai piedi dello scoglio di Scilla. L’arte della pesca del pescespada si è svolta per millenni sempre allo stesso modo, solo negli anni ’50 le cose iniziarono a cambiare. Il progresso! Le acque della Costa Viola sono molto profonde e perciò facile habitat. La pecularità della pesca di questo pesce consiste nel suo avvistamento, nell’inseguimento e poi infilzato in principio con uno “spiedo” oggi fucile. Attore principale l’avvistatore che se ne sta a picco sul mare dal lato di Scilla, da Palmi a Cannitello ed attende di avvistare questo pesce che nuota come un siluro. Il pesce è del primo che lo avvista, e la ciurma relativa ha l’esclusiva della caccia, con diritto di sconfinamento dalla propria zona se la preda ve la t...

Scilla (RC): Castello Ruffo, gioiello della Costa Viola

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– di Maria Lombardo   – I l primo maniero a Scilla venne edificato nel V secolo da Anassilao tiranno di Reggio, ed era già una fortificazione importante. Strabone lo cita quando Anassilao per stroncare i Saraceni spiega un forte esercito cacciandoli dalle sue terre. Per i Tirreni gli innumerevoli scogli e l’alta rocca caratterizzanti la costa scillese costituivano un rifugio naturale ideale, luogo inaccessibile da cui dirigere redditizie scorrerie lungo le coste, nascondiglio sicuro per il bottino e baluardo di difesa contro eventuali controffensive nemiche. I pescatori scillesi per proteggersi dagli usurpatori si dovettero rifugiare nella parte alta di Scilla e cominciarono a coltivare la terra ed allevare. La fortificazione di Scilla era un vero baluardo! Appena Dionisio I conquistò Reggio tornò la piaga dei pirati, ma il promontorio di Scilla è una fortezza temuta conosciuta come Oppidum Scyllaeum, successivamente potenziata nelle sue strutture militari durante l’età roman...

Assaggiate “Pipi e patati”: sole di Calabria!

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– di Maria Lombardo- Questo in Calabria è un contorno sia chiaro! Saporito e deciso è un piatto tipico cucinato in tutta la Regione ma chiamato con nomi diversi. Nominato in diversi modi, peperoni e patate, pipi e patati, patati e pipareddi, questo prelibatissimo piatto contadino può essere accompagnato con della buona carne grigliata ma non solo. Il sapore però è sempre quello ed il profumo inebriante da invadere strade e vicoli. Reso più ricco dalla dolce e deliziosa cipolla di Tropea che in tutta la Calabria è la regina della cucina. Seppur facile per i pochi ingredienti salutari e prodotti in loco serve molta maestria per prepararlo, in Calabria non ci si improvvisa cuoche qui la cucina è arte che si tramanda. Prima di iniziare il piatto seguite i miei consigli patate calabresi è logico silane,di Decollatura o aspromontine va bene tutto! Olio locale e peperoni “riggitani”, carnosi, saporiti e prosumatissimi, che danno il meglio di se proprio in codesta ricetta. Eccovi gli ingre...

LA REPUBBLICA UNIVERSALE DI FILADELFIA ( VV): RISORGIMENTO IN CALABRIA

« Fatta la pubblica deliberazione, che fosse in questo luogo da porre la nuova fede, alla maniera e coi solenni riti Romani le fu dato cominciamento. Il Sindaco, e l’Eletto del Popolo, ed il resto dei cittadini collo aratro disegnarono tutta la città. » (Elia Serrao, da De tremuoti e della nuova Filadelfia in Calabria) di Maria Lombardo Questa storia che voglio raccontare è un pezzo del risorgimento nota a pochi e se conosciuta colorita dei soliti toni propagandistici. Tutto ebbe inizio con l’amicizia fraterna tra Ricciotti e Menotti Garibaldi e l’alter ego di Peppino Garibaldi: Don Achille Fazzari. Ricciotti in quel periodo che si ordiva questa “Repubblica” era ospite di Fazzari a Catanzaro e passava i suoi giorni tra bere e gioco d’azzardo. Ma perché Ricciotti si trovava in Calabria? Don Fazzari fece di tutto per farlo diventare consigliere comunale e si era invaghito di Adelina Sanseverino ricca figlia del Sindaco di Catanzaro. Il giovane Ricciotti in preda ai fumi del...

Theanò, era di Crotone il primo filosofo donna

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  – Maria Lombardo- Siamo nell’antica Kroton una delle polis magno greche che si seppe distinguere, sia per prestanza strategica che per città dedita alla cultura, proprio a Kroton si sviluppò la cultura della Magna Grecia . Durante il VI secolo si aggirava tra i seguaci di Pitagora una donna crotonese dalla spiccata intelligenza fu ‘la prima e la più celebre filosofa’ che però era ostacolata da un mondo che vedeva la cultura un’ affare per soli uomini. Le 28 donne che seguivano il maestro non riuscirono però ad eguagliare il carisma della giovane Theanò. Affascinata da questa donna che riuscì a carpire l’attenzione del grande filosofo a tal punto da divenirne la favorita non solo a livello culturale ma anche sentimentale, divenne la moglie di Pitagora. Probabilmente perchè la giovinetta riuscì a superare i 5 anni di silenzio, considerata una virtù della scuola pitagorica. Teano in testi visionati viene detta:” come la tenera e sensuale fanciulla di un modesto vasaio crotones...