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L’Acrolito di Cirò Marina (KR): ma lo potete ammirare al Museo Archeologico di Reggio Calabria

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 di Maria Lombardo L’acrolito era una statua greca o romana formata dalla testa, le mani o le braccia e i piedi in pietra, marmo o avorio, mentre il corpo era formato da una struttura di sostegno di materiale scadente, ricoperto di tessuto, dove venivano attaccati le parti scolpite. Rinvenuta nel 1929 durante la prima campagna di scavi nell’area archeologica di Punta Alice, l’Acrolito di Apollo Aleo è identificato con una testa in marmo bianco della statua raffigurante il dio greco, qui protettore dei naviganti e dei mercanti di mare. L’Acrolito si compone della testa quasi intatta, alta 41 centimetri e con le orbite degli occhi vuote, dei piedi, e della mano sinistra frammentata. La statua in marmo greco bianco, doveva essere alta poco più di due metri, e rappresenta una delle poche rinvenute in tutta la Magna Grecia ad utilizzare la tecnica acrolitica. Una tecnica che permetteva di rendere gli dei ellenici più vicini alla realtà quanto a fisionomia, attributi e abbigliamento. Inf...

Giuseppe Maria Pisani l’ultimo artista di Serra San Bruno

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 di Maria Lombardo   (Serra San Bruno, 1927 - Soverato, 2016) si è formato sin da bambino presso le botteghe degli ultimi maestri serresi ed ha avuto modo di imparare dai pittori Gaetano Barillari (1886 - 1956), e Vincenzo Minichini (1886 – 1954), dal plasticatore Salvatore Scrivo (1885 - 1953) e dall’intagliatore Salvatore Tripodi (1892 - 1977) le forme e le tecniche pittoriche e scultoree che furono patrimonio delle botteghe più attive, nel suo paese natale, fin dal XVII secolo. L’esempio degli antenati, lo scultore Giuseppe Tommaso Pisani (1734 – 1806) i pittori Stefano Pisani (1750 – 1843) e Venanzio Pisani (1800 – 1878) e soprattutto quello del nonno Giuseppe Maria Pisani (1851 – 1923), allievo di Domenico Morelli all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha influenzato notevolmente i suoi anni giovanili, anni in cui ha potuto affinare le tecniche del carboncino, della sanguigna e della matita, sulla base dei modelli della ritrattistica classica. Negli anni di formazione ha ...

Francesco Brancia storico latinista e liberale Nicoterese

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 di Maria Lombardo   Nobile e di gran cultura figlio di Diego e   Maria Martina Thoro, una famiglia nobile di Nicotera! Il 10 gennaio 1844 contrasse matrimonio con donna Rosa Cipriani e dall'unione nacque numerosa prole, ben 12 figli: Orazio, Isabella, Vittoria, Diego, Margherita, Annibale, Giuseppe, Tommaso, Andrea, Francescantonio, Carlo Ottavio, Benedetta, nomi che si tramanderanno nelle loro future generazioni.   Insegnò storia, latino e letteratura    nel Seminario Vescovile di Nicotera (1852-1886) e fu docente e direttore del     Ginnasio-Convitto Comunale (1869-1902). Domenico Taccone Gallucci, noto storico, in un suo scritto lo ricorda con queste parole: «Insigne letterato, storico e professore di latinità   appartenente ad una famiglia che annovera personalità   e titoli nobilissimi ». A Nicotera la presenza della famiglia si registra sin dall'anno 1619 essendo don Annibale Brancia di Andrea, parroco a Motta Filocastro e ...

Il Parco nazionale della Sila

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 di Maria Lombardo     Situato nel cuore della Sila   si estende per 73.695   assumendo una forma allungata nord-sud. La sede del parco si trova a Lorica, mentre il perimetro coinvolge territorialmente tre delle cinque province calabresi, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Crotone. Il Parco è stato istituito nel 1997 con legge n. 344, mentre l’istituzione definitiva è avvenuta per Decreto del presidente della Repubblica del 14 novembre del 2002, dopo un iter politico iniziato nel 1923, quando in Italia si cominciò seriamente a parlare di Aree naturali protette, istituendo i primi parchi nazionali.   Il simbolo del Parco è il lupo!All’interno del Parco vi si trovano 3 dei 6 bacini artificiali presenti sull’altopiano silano e la sua superficie boschiva è molto ampia, tant’è che fra i Parchi nazionali italiani è quello con la maggior percentuale di superficie boscata, circa l’80% del totale, costituita principalmente da fagg...

CINGHIALE ALLA CALABRESE

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 di Maria Lombardo La carne di cinghiale come tutti sappiamo è molto prelibata, buona, dal sapore selvaggio; ogni luogo ha il suo metodo per proporla a tavola: ecco la ricetta alla maniera calabrese. INGREDIENTI: 1500 kg di cosciotto di cinghiale con la cotenna. 1 cipolla. Alcune foglie di alloro. Prezzemolo. Sale. Peperoncino. 15 g di strutto. 100 cl d'acqua. 1 bicchiere di vino rosso. 2 bicchieri di aceto di vino forte. PREPARAZIONE La prima cosa da fare è, innanzitutto, 24 ore prima di cucinare il cinghiale, marinare la carne in acqua e aceto e rigirarla di tanto in tanto. Dopo averla asciugata, farla rosolare a fuoco vivo, in un bel coccio con i rispettivi odori: alloro, prezzemolo tritato, sale e peperoncino, Aggiungendo un po' d'acqua per non farla asciugare, coprire e cuocere a fuoco basso per circa 3 ore. Mezz'ora prima di spegnere il tutto, aggiungere un po' di vino e continuare a far cuocere. Una volta cotta la carne, disponetel...

Ecco a voi come si prepara la “nzerta di pomodori m’bernoli”

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 di Maria Lombardo La buona abitudine di conservare i pomodori “appesi”, ha sempre fatto parte della mia vita.   La ‘nzerta, da sempre associata al mondo rurale, oggi si riscopre come uno dei metodi di conservazione più salutari, ma anche più versatili, adatta ad una moltitudine di preparazioni che la rendono una delle protagoniste indiscusse della cucina, soprattutto mediterranea.Procurarsi un “filo di pomodori appesi” non è facile, primo perché si tratta di produzioni artigianali limitate a zone geografiche molto ristrette, poi la quantità di prodotto lavorato in questa maniera spesso ha un costo abbastanza elevato, soprattutto durante il periodo invernale, quando la possibilità di acquistarne è decisamente ridotta. Vi spiego come realizzarne una a casa vostra. Dovrete procurarvi il pomodoro quello ciligino possibilmente. Quest’ultimo, rigorosamente raccolto a “grappoli”, magari ne avete già nell’orto, potreste raccoglierlo li, oppure rivolgervi al vostro contadino di fiduci...

Garibaldi e quel discorso infuocato a piazza S. Caterina a Nicotera (VV)

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 di Maria Lombardo La colonna Medici dalla Sicilia sarebbe sbarcata presso Nicotera per decretare la definitiva espugnazione garibaldina della Calabria. A Nicotera   un certo fermento antiborbonico si era già manifestato nel 1848 nel quadro della insurrezione calabrese conclusasi tragicamente, come ci ricorda il Corso, con l’eccidio civile presso il Ponte delle Grazie, in data 27 giugno 1848, la notizia dell’avvenuto sbarco dei Mille sulle coste calabre non fece altro che aumentare il clima di eccitazione come si aspettava. Grande così fu la gioia, allorquando nella mattinata del 26 agosto 1860 – una domenica – la gente del posto scorse intorno alle dieci di mattina una nave a vapore che si avvicinava alla nostra Marina. Il Corso stesso ci fa rivivere questa scena scrivendo che “un grido di gioia eruppe allora da tutti gli astanti, i quali per diversi sentieri accorsero alla marina stessa per andare incontro ai giovani avventurosi dalla smagliante camicia rossa, piantando sull...