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La stanza segreta: leggende calabresi

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 di Maria Lombardo Il Papa Alessandro VI° per non promettesse a Carlo VIII° di Francia l'investitura al regno di Napoli, propose a Federico d'Aragona, fratello di Alfonso II° di Napoli, il fidanzamento tra il suo quarto figlio, Goffredo Borgia, avuto da Vannozza Cattanei, con la nipote di quello, Sancia. Federico, convinto dai vantaggi politici e di governo, accettò ed il papa, che già aveva nominato Goffredo Canonico prebendario ed Arcidiacono della Basilica di Valencia, quindi destinato a condurre una vita religiosa, tanto manovrò che il matrimonio tra Sancia e Goffredo stesso avvenne, per procura, il 17 agosto 1493.Goffredo,aveva allora solo 12 anni e Sancia 17. Il matrimonio fu perfezionato a Roma il 5 maggio dell’anno seguente. Andando in moglie a Goffredo Borgia, fratello della moglie di suo fratello, Alfonso d'Aragona, Sancia divenne Principessa di Squillace e Goffredo, in quanto suo sposo, oltre che beccarsi 10.000 ducati di dote, divenne Principe del vasto feudo...

Il Lattaio: antichi mestieri di Calabria

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 di Maria Lombardo Una volta nelle città, e nei paesi un po’ più grandi, c’era la “bottega del lattaio”, con qualcuno che faceva anche il servizio di portare il latte per le case. Altre volte c’erano produttori di latte in piccolo, a livello familiare, che portavano a domicilio questo prezioso alimento. Ecco la figura del lattaio che la mattina prestissimo inforcava la sua bicicletta, ai lati della quale pendevano due o più grossi contenitori di latte (è stato chiamato anche il “mest iere in bicicletta”) e cominciava il suo giro. Davanti alle porte che lui sapeva, fermava la sua bicicletta, l’appoggiava sul cavalletto o al muro di casa, riempiva i recipienti che aspettavano in bella mostra davanti alla porta, risaliva in bicicletta e via, verso un’altra casa. Talvolta c’era qualcuno ad aspettarlo con i recipienti in mano: un “Buongiorno!”, riempiva la bottiglia o il bricco che gli veniva presentato, un saluto e via! Se c’erano dei bambini, un buffetto sulla guancia o una carezza, ...

GIZZERIA LIDO CZ...Sapete che la famiglia Florio possedeva l'antica banchina per il commercio di merci?

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 di Maria Lombardo Era da sempre considerata '' la Marina di Nicastro'' , era questa a llora una spiaggia costeggiata da povere case di pescatori ,che nei momenti di riposo allineavano sulla sabbia le piccole imbarcazioni in legno . Nel mare si protendeva l'Antica Banchina in cemento armato di proprietà della fam.Florio, grandi commercianti di prodotti agricoli che proprio nel Lametino avevano i loro broker (Mediatori) che compravano , vendevano e trasformavano le varie merci per loro conto, come : Vino , Olio, Legname , Pomodori, Pesche, Pere, Riso, anche la vinaccia eravamo i primi produttori di Tannino e olio Lampante , ecc. coltivate e immagazzinate nelle varie piattaforme del Lametino e altre località, venivano esportate tramite Piroscafi e piccole navi che sostavano per rifornimento alla Banchina fin dall'antichità quando questa era in legno , alcune merci erano richieste anche negli Stati Uniti d'America, in particolare il Vino da Taglio chiamato anc...

GARIBALDI A SPEZZANO ALBANESE (CS)

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 di Maria Lombardo  Tutto ebbe inizio con un telegramma che annunciava l'arrivo di Garibaldi tra Castrovillari e Spezzano Albenese, fu un vero tripudio di preparazioni. Lo spirito patriottico degli Spezzanesi si fece sentire come non mai. Tutto accorsero a vedere quell'uomo le cui gesta fecero dimenticare quel governo ottuso. L'opera di Martino Antonio Rizzo “La disfatta” il crollo dei Borbone in Calabria dedica un nutrito capitolo all'evento, il Dittatore però si fermò prima a Tarsia dove tenne a battesimo una bimba. Poi ci furono persino le donne:” Una lunghissima sequela di donne, modulando il canto denominato dagli Albanesi vala, portossi ad incontrarlo assai lungi dall’abitato, cantando le lodi dell’eroe, come ai tempi di Troia. All’entrar nel paese, la guardia nazionale in due lunghe file gli rese i militari onori, e l’arciprete D. Paolo Nociti, nonostante il suo naturale cauteloso e circospetto, andogli incontro alla testa di tutto il clero in mozzetta con la cro...

Pasta con pesce spada e “siccateddhi “ di melanzane

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 di Maria Lombardo pasta: 200 gr pesce spada: 1 fetta 150 gr circa siccateddi di melanzane o una melanzana piccola olio d'oliva aglio: 1 spicchio peperoncino: 1 pezzetto vino bianco: mezzo bicchiere pomodori piccadilly: 10-12 menta fresca scorza di limone sale Spuntate la melanzana, lavatela e tagliatela a cubetti. Oppure rigenerate in acqua i siccateddhi di melanzana.Mettete la melanzane in un colapasta, salatela e lasciatela riposare almeno 30 minuti.Trascorso questo tempo, friggete la melanzana.Una volta pronta tenetela da parte.Pulite il pesce spada e tagliatelo a pezzetti.In una padella dal fondo largo versate un giro d’olio d’oliva.Aggiungete uno spicchio d’aglio tritato e un pezzetto di peperoncino.Non appena l’aglio comincia a soffriggere aggiungete il pesce spada e rosolatelo in padella.Sfumate con il vino bianco.Quando l’alcol sarà evaporato aggiungete i pomodori spellati e tagliati a pezzetti.Salate, aggiungete della menta fresca tritata e lasciate...

LA GRANDE REGGIO QUANDO CIRCOLAVA IL TRAM

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 di Maria Lombardo Il tremendo sisma del 28 dicembre 1908 aveva messo in ginocchio la città di Reggio Calabria, l’opera di ricostruzione si dimostrava molto lenta e complessa ma, nonostante ciò, nella seduta del 27 gennaio 1912 il Consiglio comunale, esaminata la richiesta di concessione di un’area per la costruzione della rimessa in zona Santa Caterina o Annunziata, stabilì e deliberò quanto segue: “Il Comune, analizzata la richiesta della Società delle Tramvie e senza dover affrontare alcuna spesa, concede in uso gratuito mq. millecinquecento di area necessaria per la costruzione della sottostazione di trasformazione, della sala accumulatori, della rimessa, dell’officina di aggiustaggio e delle relative adiacenze di accesso e manovra. Tale terreno posto vicino l’ex Chiesa dell’Annunziata, è confinante a nord con la nuova via Indiana (oggi via G. Miceli), ad est con via Columbia (oggi via Mons. De Lorenzo), a sud col palazzo Liconti e con l’altra parte dell’isolato fabbricabile ed...

Giuseppe Zangara, l'anarchico calabrese che voleva uccidere Roosevelt

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 di Maria Lombardo  Giuseppe Zangara era un muratore nato a Ferruzzano (RC) il 7 settembre 1900 ed emigrato negli Stati Uniti.La mattina del 15 febbraio 1933, al Bayfront Park di Miami sparò cinque colpi all'indirizzo del capo della Casa Bianca. I cinque proiettili sparati dalla sua semiautomatica a buon mercato hanno mancato il presidente Roosevelt, che se l'è cavata solo con un grande spavento, ma sono andati comunque a segno, uccidendo il sindaco di Chigaco, Anton "Tony" Cermak, che faceva parte del drappello presidenziale e ferendo altre quattro persone. Prontamente intercettato ed arrestato venne giudicato colpevole nel corso di un processo lampo e quasi subito giustiziato: il 20 marzo, poco più di un mese dopo l'attentato, si è ritrovato faccia a faccia con il boia sulla sedia elettrica del penitenziario di Raiford. Zangara diede esempio di coraggio estremo pronunciando davanti alla morte le parole: « Mi date la sedia elettrica. Io non ho paura di quella ...