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VERO RITRATTO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA...ANDATE A SCOPRIRLO

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 di Maria Lombardo A Montalto Uffugo nella chiesa d ella SS. Annunziata, detta però di San Francesco. Esiste questo capolavoro poco conosciuto. C'è la sua vera effige un dipinto ad olio su tavola raffigurante S. Francesco di Paola nell'anno domini 1483. E' l'anno in cui il Santo lascia la Calabria deve giungere in Francia! Si trova a Napoli nel momento in cui viene fatto il dipinto. Ferrante I d’Aragona commissionò a un pittore fiorentino l’opera eseguito infatti da Bastiano Sangallo. Maria Pia Di Dario ritiene il dipinto di ambito del Ghirlandaio e, interpretando la scritta presente: “BA…ANUS FLORETINUS” vi legge la firma di Sebastiano Mainardi, allievo e cognato del Ghirlandaio. Il Paolano è ritratto con un’età di 67 anni e non di 90 come poteva emergere dalla raffigurazione eseguita dal pittore francese Jean Bourdichon che effettuò una maschera funeraria da cui trasse il ritratto. Il ritratto è dipinto su due tavolozze di noce dello spessore di oltre 3 cm 186x77...

A cumprunta a Pazzano(RC) per la festa del SS. Salvatore la seconda domenica di agosto.

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 di Maria Lombardo Questo rito è un vero unicum, perchè cose così in Calabria si vedono solo a Pasqua. Le statue coinvolte sono quelle di Gesù Salvatore, della Madonna e di San Giuseppe. Il primo rituale, che comincia intorno a mezzogiorno, racconta l’incontro di  Cristo con i suoi genitori al ritorno dal tempio . Nel pomeriggio, invece, c’è un altro confronto della Sacra Famiglia, appena precedente al  viaggio di predicazione  intrapreso da Gesù. La cumprunta di Pazzano ricorda a conti fatti una “affruntata” tipo nei tempi e nei modi. Durante la stesura del testo chiamerò il rito anche “cumfrunti”come la chiamano i pazzanesi e d'obbligo che sia così per chi non conosce la Regione. La  chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo   ospita il venerdì la statua del Santissimo Salvatore, momento iniziale a cui fa seguito alla mezzanotte di sabato l’esposizione in piazza della statua del Santissimo Salvatore, la celebrazione eucaristica e il trasferimento della stes...

Conserve di Calabria: sarde salate con peperoni essiccati al sole

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 di Maria Lombardo Un piatto tipico della Calabria, che racchiuda in sé i sapori e i profumi di questa terra.Si tratta di una ricetta antica, che nasce dalla necessità di conservare il pesce per l’inverno, sfruttando il sale e il peperoncino, due ingredienti abbondanti e caratteristici della gastronomia calabrese.Le sarde salate sono preparate con le sarde fresche, pulite, eviscerate e decapitate, che vengono disposte in strati in barattoli di creta o di vetro, alternandole con sale e pepe rosso, un mix di peperoni cruschi e peperoncini secchi macinati grossolanamente. I barattoli vengono poi messi sotto peso e lasciati stagionare per qualche settimana in un luogo fresco e asciutto.I peperoni essiccati al sole, invece, sono un altro prodotto tipico della Calabria, che si ottiene facendo seccare al sole i peperoni rossi, dopo averli lavati e infilzati con un ago. Una volta essiccati, i peperoni vengono tagliati a metà, privati dei semi e messi in sacchetti di cotone, che vengono poi...

Gerace (RC): ecco i “rafioli”, veri dolci della festa e dei nobili.

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 di Maria Lombardo I “RAFIOLI”, prodotto tipico d’eccellenza della tradizione dolciaria della Locride. Questo dolce, tipico delle famiglie nobili, veniva commissionato in occasione di matrimoni e battesimi. I “Rafioli” sono dei dolci dalla base soffice e friabile di pan di spagna, ricoperti da una glassa bianca finemente decorata.Il bianco della copertura identifica in sé purezza e nobiltà. L’impasto, composto da uova e zucchero montati, farina aggiunta a setaccio e delicatamente profumata con scorza di limone, risulta spumoso, e viene adagiato su teglia con l’utilizzo di due cucchiai, creando un’unica forma rettangolare che, successivamente alla cottura, verrà tagliata a quadratini.A una a una, i Rafioli vengono glassati, infornati, decorati e infornati nuovamente. Ancora oggi si usa servire questi biscotti insieme ad un passito di grande pregio, il Greco di Gerace. ricetta: Ingredienti: 1 Kg di farina, 10 uova, un pizzico di sale; zucchero quanto basta e limone grattuggiato p...

D'Annunzio e la Calabrisella... ovviamente il profumo!

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 di Maria Lombardo  Il nome di Gabriele D’Annunzio è legato indissolubilmente, alla Calabria; ed in particolare alla città di Reggio Calabria, per l’espressione, attribuita al poeta, del Lungomare “Italo Falcomatà” definito “Il più bel chilometro d’Italia”. Secondo il parere di alcuni studiosi, però, la notizia non è fondata, ma costituirebbe solo una leggenda metropolitana. Non c’è, al Vittoriale, alcuna traccia o memoria storica relativa al viaggio del poeta nella città dello Stretto, anche se non si può escludere che, navigando nelle acque dello Stretto, in una data imprecisata tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Trenta, D’Annunzio abbia potuto ammirare il Lungomare Matteotti, come allora si chiamava, restaurato per volontà dell’allora sindaco Giuseppe Valentino, che fece arretrare le costruzioni di 50 metri, prima del terremoto del 1908 situate a ridosso del mare.D’Annunzio, di certo, scrisse la parola Reggio, nella composizione “Le Favole del ...

LAINO BORGO (CS), dove i muri raccontano l'Identità del paese

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 di Maria Lombardo  Passeggiando per il centro storico di Laino (Cs), borgo del Parco del Pollino a poche centinaia di metri dall'uscita autostradale dell'Autostrada Sa-RC, si percorrono vicoletti decorati con i murales che ritraggono personaggi e scene identitarie del luogo. Le persone ritratte - realmente esistite o esistenti - raccontano tradizioni ed eventi, facendo così rivivere le vie e le strade del paese che, come tutti i paesi del sud, hanno sofferto il fenomeno dello spopolamento. Personaggi conosciuti nel paese, bambini che giocano per le strade, contadini impegnati nei lavori, tutti immortalati sui murales che si possono ammirare passeggiando, come in un grande museo a cielo aperto, o letti come se fosse il libro dei ricordi e delle attività di lavoro tipiche della vita quotidiana della Comunità.L'idea di riqualificazione del centro storico attraverso i murales è stata della sindaca Mariangelina Russo, attenta da sempre alla bellezza ed all'arredo urbano, ...

I monaci del Santuario di San Francesco di Paola producevano "liquori alle erbe" molto apprezzati.

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 di Maria Lombardo Definiti in Calabria liquori "del Santuario" o "ri monici. Essi erano il frutto di composizioni sapienti, accuratamente armonizzate con vari tipi di erbe, spezie, radici e sostanze amaricanti. Uno solo di questi liquori, per esempio, poteva contenere i seguenti ingredienti in quantità differenziate: radici e semi di angelica, anice, arnica, calamo aromatico, camomilla, cardamomo, menta riccia, melissa, garofano, menta piperita, scorze di arancia forte, rosmarino, centaurea minore, timo, radici di viola, vermouth, issopo, comino, scorza di limone. Attualmente viene preparato solo il "nocino", mentre è piuttosto difficile reperire il liquore al bergamotto, dalle notevoli qualità digestive, di cui la Calabria è unico produttore al mondo. Tipici della Regione sono anche: il liquore cremoso alle noci; il rosolio per i dolci; le grappe, distillate nell'area Aspromontana; il diffusissimo limoncello, ottenuto dalla semplice macerazione nell'a...