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Continuiamo il nostro percorso lungo la Costa degli Dei, quando esisteva l’Acquapark di Zambrone ( VV)

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 di Maria Lombardo   Mentre il mondo cammina e cerca successo la nostra amata terra arretra distruggendo ciò che aveva fatto di buono per il suo avvenire e il suo successo. A Marinella di Zambrone sorgeva l'Aquapark, il primo parco acquatico del sud Italia. I lavori per la sua realizzazione iniziarono l'11 gennaio del 1989 e sette mesi dopo, il 13 agosto dello stesso anno, i suoi cancelli furono aperti per la prima volta al pubblico. Dal 1989 al 2006 l'Aquapark di Zambrone è stato uno dei parchi acquatici più grandi e conosciuti del meridione frequentato mediamente da 140.000 visitatori. I visitatori si distribuivano quasi equamente tra calabresi, siciliani e turisti residenti nelle strutture turistiche della costa degli Dei.Il Parco si trovava all'interno di un'ampia area di 80.000 m² prospicienti il mare di Zambrone (VV), con una vista panoramica sul promontorio di Tropea e sull'isola di Stromboli.Questo gioiello non solo aveva vivacizzato e attirato sulla Cos...

Per questo 4 novembre vi ricordo la storia di Antonio Pati di Amantea (CS) illustre dimenticato della Grande Guerra

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 di Maria Lombardo Si distinse con valore in varie azioni pericolose durante la Prima Guerra Mondiale. Andò in Etiopia e poi fu richiamato alle armi nel ’40. Morì prigioniero degli inglesi nel ’44. Di lui restano tre medaglie e una tomba ad Amantea, sulla costa tirrenica cosentina. Fu chiamato alle armi il 18 ottobre 1908, ma non svolse il servizio di leva perché si trovava all’estero, per la precisione   a Pittsbugh in Pennsylvania. Tornò dagli Usa e, com’era d’uso all’epoca, comprò un terreno con casetta in contrada Chiaje e quindi soddisfò gli obblighi di leva.Si presentò con cinque anni di ritardo e partì col primo scaglione della classe 1913, il 9 gennaio. Fu arruolato nel 58° Reggimento fanteria dal quale fu congedato al compimento del biennio di ferma il 9 gennaio 1915, dopo aver tenuto «Buona condotta ed aver servito con fedeltà e onore».Ma da lì a poco, l’8 maggio di quello stesso anno fu richiamato alle armi. Si presentò con giustificato ritardo, ...

Oggi pittafritta alla calabrese con i peperoni ricetta antica di Cetraro (CS)

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 di Maria Lombardo Un po’ di tempo fa vi avevo scritto la  ricetta della pittafritta alla calabrese , che altro non è che una specie di frittata ottenuta mescolando acqua, farina e sale, per poi friggere il tutto in padella proprio come una frittata e poi condita con del mosto cotto di fichi, oppure – volendola un po’ modernizzare – è buonissima anche con del tonno in scatola sulla superficie. A Cetraro (CS) –   –  la preparava non solo così –   ma anche con all’interno una farcitura fatta con gli immancabili peperoni calabresi. Un modo diverso di mangiare la pittafritta non solo in bianco o col mosto cotto di fichi.Ingredienti per 4 persone: 3 o 4 persone – 250 grammi di farina – acqua – olio di semi – sale.Lavate i peperoni e tagliateli a striscioline, privandoli di picciolo e semi. Nel frattempo, mettete l’olio di semi in padella e friggetevi i peperoni. A parte, preparate la classica pastella con acqua, farina e sale, tenendo a mente che la pastell...

Alessandria del Carretto ( CS) e la processione dei morti

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 di Maria Lombardo Ad Alessandria del Carretto, quasi ai confini tra Calabria e Basilicata, le leggende si confondono con la realtà, tramandandosi ancora oggi anche tra le giovani generazioni. Si dice che durante il periodo dei morti, gli alessandrini, soprattutto quelli che facevano parte di congreghe, presenti all’epoca ad Alessandria, erano soliti, vestiti con delle tuniche e dei cappucci, andare a piedi tutti insieme verso il Calvario.Questo era situato in una parte alta del paese e considerato da sempre un luogo sacro in quanto rappresentava il punto in cui è stato crocifisso Gesù. Mentre percorrevano il cammino, vestiti e incappucciati, suonavano una musica inquietante con corni e trombe, dando vita ad una vera e propria processione.Scopo della tradizione che si svolgeva nel giorno dei morti, era quello di richiamarli in vita tramite questa musica e riportare così l’energia positiva verso il paese, elemento che li avrebbe accompagnati per tutto l’anno fino alla seguente proce...

A NISCIUTA DI L'OTTU IORNA: dalle interviste fatte a mia nonna Maria

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 di Maria Lombardo       Oggi dopo il matrimonio e finito il ricevimento, gli sposi vanno solitamente a dormire in albergo e l'indomani partono per il classico viaggio di nozze. Non era così anticamente; ed addirittura fin verso la fine degli anni cinquanta del novecento, dopo la cerimonia in chiesa l'unico momento di svago era quello che si svolgeva nella sala di qualche circolo cittadino o spesso anche nella stessa casa dei genitori dello sposo.   Ma, diversamente da oggi, finita la festa gli sposi facevano subito ritorno nella propria casa; e da qui, tranne il marito ma solo per far fronte a qualche necessità, non uscivano per i primi otto giorni. La mattina successiva infatti arrivavano puntualmente le due suocere per dare “a bonlivata”, portare la colazione e sincerarsi che tutto fosse andato per il verso giusto! - Durante tutta la settimana poi, almeno così era dalle mie parti, “i sposini” aspettavano le visite di vicini e parenti che, a loro vol...

Funghi e Patate alla calabrese

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 di Maria Lombardo Ingredienti – 4 grosse patate – 500 gr di funghi porcini (potete usare anche un misto di funghi ) – 1 spicchio d’aglio – vino bianco – prezzemolo tritato – olio d’oliva – sale e pepe q.b. Procedimento Fatele bollire in abbondante acqua salate le patate per 2 minuti; scolatele. Pulite i funghi e tagliateli a fettine. In una padella versate l’iolio e lo spicchio di aglio e fate imbiondire. Toglietelo e versate nella padella i funghi sfumandoli con un sorso di vino bianco. Quando il vino sarà evaporato aggiungete le patate, precedentemente tagliate a rondelle rotonde, sottili. Insaporite con sale e pepe. Portate a fine cottura e aggiungete del prezzemolo tritato

La bevanda tipica di Lungro (CS): il mate

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 di Maria Lombardo l l mate bevanda tipica del sud America, si è sviluppata come un rito e resista ancora oggi a Lungro . Nella seconda metà del XVIII secolo, diversi abitanti di Lungro emigrarono in Argentina e iniziarono a bere il mate. Grazie allo stretto rapporto che i lungresi argentini mantennero con il loro paese d'origine, anche le famiglie rimaste in Calabria ben presto conobbero il mate ed iniziarono a consumarlo abitualmente in casa.  Questa tradizione ha creato un legame profondo tra il paese e lo stato sudamericano, dove è stata persino creata una linea di produzione di yerba mate che porta il nome di Lungro.  Il mate ha origine dall’infusione delle foglie di ilex paraguariensis, comunemente chiamata yerba mate. L’avreste mai detto che oggi si beve più mate in Calabria che in Argentina?   Ma in realtà non si tratta solo di bere, perché, come dicono loro, “ per noi il mate non è una bevanda, ma un rito, il riti matit e a Lungro si adotta da sempre tutto ...