Post

CESSANITI (VV). LE BOCCHE DEL DIAVOLO: CALABRIA MISTERIOSA.

Immagine
di Maria Lombardo Il Vibonese seppur con i suoi immani problemi è un lembo di terra bellissimo e per alcuni tratti”sauvage”.   Nel territorio di Cessaniti si trovano le cosidette “vucche du diavulu”, fori naturali attorno ai quali sono sorte le più disparate leggende. In Calabria quando qualcosa non si spiega con la razionalità si dà sfoga alla fantasia e nascono leggende bellissime. In passato si pensava che all’interno vi fosse il respiro del diavolo o il rifugio di qualche mostro, per cui nessuno osava avvicinarsi. In realtà si tratta solo di interessanti fenomeni geologici! Queste cavità si trovano nelle campagne tra gli uliveti secolari sono dei cerchi perfetti di 40 metri. Da qui nacque l’ulteriore leggenda da questi fori uscirebbe il respiro del diavolo che dorme sottoterra. Per alcuni le bocche nasconderebbero i fajetteji (piccoli folletti vestiti di rosso), altri pensano, invece, che possano essere la dimora della malvagia Lamia, una figura mostruosa che si nutre...

I fratelli Massara di Limbadi e lo zuccherificio di Lamezia Terme.

Immagine
di Maria Lombardo E’ facilmente individuabile quello che rimane dell’ex zuccherificio dei fratelli Massara di Limbadi a pochissimi passi dalla stazione di Lamezia Terme. Oggi è un monumento di archeologia industriale in pieno abbandono! Al suo interno ancora sono visibili macchinari ed utensili che fino al ’70 hanno lavorato di gran lena.  La Cissel, Compagnia industrie saccarifica Sant'Eufemia Lamezia, fu voluta da due lungimiranti fratelli di Limbadi che lasciato il paesello agricolo negli anni ’30 e sfruttando l'amicizia personale col Duce si buttarono in questa stupenda e redditizia attività. “ Un milione e duecento mila quintali di bietole lavorate in ogni stagione saccarifera. Ventimila quintali di bietole lavorate al giorno. Seicento operai impiegati all'interno dello stabilimento, più tutto l'indotto esterno. Cento camion al giorno in arrivo nel piazzale per portare via lo zucchero raffinato. Ottocento libri di nafta bruciata ogni giorno per far fu...

Le Calabresi nella Grande Guerra: Luigina Ciappi da Rosarno (RC).

Immagine
di Maria Lombardo E’una storia che hai giorni nostri è poco conosciuta se non da chi studia la Calabria per vangare storie di spessore e che valorizzino questa terra.   Eppure Luigina Ciappi da Rosarno nel Reggino fu molta famosa al suo tempo! In alcune donne l’entusiasmo per la guerra fu così grande che vollero partecipare ai combattimenti fingendo di essere uomini. In Italia ricordiamo alcune donne, come Gioconda Sirelli di Milano e Luigia Ciappi di Rosarno (Rc), che cercarono di arrivare al fronte vestite da soldato, ma vennero subito identificate e rimandate a casa. Grande clamore fece la storia della maestrina di Rosarno tutti i giornali anche esteri la glorificarono così dicevano di lei:   "Luigina, era una maestra elementare di origini calabresi nativa di Rosarno (Rc) ma residente in Toscana che al momento della dichiarazione di guerra, tentò  infatti di arruolarsi nel 127° Reggimento Fanteria travestita da soldato con indosso la classica divis...

PECORINO DELLA VALLATA DELLO "STILARO ALLARO" (RC).

Immagine
di Maria Lombardo La produzione di questo prodotto  dell’alto jonio Reggino ha origini molto antiche, dopo tutto questa terra è vocata alla pastorizia. E’ un formaggio grasso di media o lunga stagionatura, a pasta dura lavorato con latte di pecora o capra dell’Aspromonte. Stagiona dai 4 ai 10 mesi in ambienti freschi. Tende a essere piccante e salato. Il modo di produrlo è rimasto invariato nei secoli ma le migliorie sono nella produzione! Inoltre il clima gioca un ruolo basico per la sua stagionatura e stati caldo asciutte e da stagioni autunno-invernali miti e piovose. Esse determinano lo sviluppo di una vegetazione spontanea tipica dell'area mediterranea, che costituisce la base pascolativa nel peiodo primaverile estivo e che è particolarmente ricca in graminacee come gramigna e avena, e di leguminose quali ginestrino e trifoglio. Il latte per la lavorazione è di due mungiture mattina e sera, viene filtrato e coagulato con un caglio artigianale in pasta ottenuto solo d...

2 settembre 1847: Reggio Calabria si solleva contro il Re Borbone.

Immagine
di Maria Lombardo Quello che successo a Reggio Calabria fu il preludio dei moti rivoluzionari del 1848. Attenzione cari lettori nelle settimane scorse in questo blog vi ho parlato dei fatti di Santo Stefano d’Aspromonte che anticipò il moto reggino. Andiamo per gradi, Reggio veniva considerata da tempo città fedele alla Corona ma apparentemente possiamo ribadire. Operava un Comitato composto da Stefano Romeo, Girolamo Arcovito, Domenico Muratori, Antonino Plutino, Domenico Spanò Bolani, Giovanni Carrozza, Antonio Furnari e Cosimo Repaci. Anche a Reggio erano ancorate la censura, gli arresti, le esecuzioni, cresceva anche in tale parte del Regno una forte richiesta di riforme politiche e diritti costituzionali.Il dibattito politico si sviluppava tramite giornali e riviste di argomento scientifico e letterario come  Il Calabrese  di Cosenza e la  Fata Morgana  di Reggio, con le dovute precauzioni per la sempre attiva censura governativa. Fin dal giugno del’ 4...

Le Terme di Caronte a Lamezia Terme (CZ)

Immagine
di Maria Lombardo La Calabria è ricca di acque sulfuree e medicamentose, oggi ci soffermiamo per Viviamo la Calabria a parlare delle Terme di Caronte. Queste antiche terme hanno origini davvero antichissime volute da Bruzi e Normanni, ma sono state utilizzate anche da Greci e Romani  . Erano le "Acquae Angae" degli Itinerari Romani, conosciute fin dal II° secolo d.C..   Sgorgano a  240 m.s.l.m. ad una temperatura di 39°e hanno la rara caratteristica di essere utilizzabili così come arrivano in superfice senza essere diluite, una cosa che pochissime altre terme in Europa hanno. Le proprietà curative di queste acque molteplici tant’è che i monaci del Monastero Basiliano  dei Santi 40 Martiri curavano gli infermi con l'aiuto di questa preziosa fonte e in cui nel corso degli scavi archeologici nella Chiesa dei Santi 40 nelle Terme sono stati ritrovati reperti risalenti fino al II° secolo a. C. Anche Roberto il Guiscardo le apprezzava e permise alle su...

Lo cherry calabrese: rosolio alle ciliegie.

Immagine
di Maria Lombardo Quando vi è abbondanza di frutta viene spontaneo trovare il modo di conservare il prodotto oltre le classiche confetture. Oggi infatti optiamo per un rosolio di ciliegie, una bevanda dolce e fruttata ideale dopo cena. Prepararlo è facile! Urgono pochi ingredienti ma andate ad occhio questa ricetta è della mia famiglia: ciliegie mature zucchero acqua alcool puro chiodi di garofano cannella Questo il procedimento: Iniziate a mettere sul fuoco l’acqua e lo zucchero e le spezie cannella e chiodi di garofano. Portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per circa 2 minuti, o fino a quando lo zucchero non sarà sciolto, e lasciate raffreddare. Nel frattempo lavate le ciliegie, che andranno pesate con tutto il nocciolo e il peduncolo, e fatele asciugare su un panno asciutto. Mettete le ciliegie in un contenitore con chiusura ermetica e unite l'alcol e la soluzione di acqua e zucchero, compresi cannella e chiodi di garofano, in modo da ric...