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Il rito antichissimo della Santa Croce a Cortale (CZ).

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di Maria Lombardo Il 2 e il 3 maggio, come da tradizione, la comunità cortalese celebrerà la festa in onore della Santa Croce. Un rito davvero secolare che risale al ritrovamento di una croce tufacea dagli abitanti di Cortale. Si tratta di una liturgia antichissima, che risale a parecchi secoli fa e che la popolazione di Cortale (CZ)  fa risalire al ritrovamento di una croce di pietra tufacea che venne alla luce dalle campagne circostanti il centro storico del paese. I Cortalesi sono molto devoti a questa ricorrenza ed i relativi due giorni di festa! La misteriosa croce tufacea è di origini e autore ignoti. La sua forma è davvero inconsueta ai bracci che richiama due trapezi. La superficie è granulosa e reca visibilmente i segni del tempo, ma è priva di ornamenti, simboli e decori. Aspetti che rendono molto difficile stabilirne la provenienza. Alcuni scritti locali contemporanei la rinviano al periodo bizantino considerandola come una delle numerose tracce che tale dominio...

FUNGHI SOTT'OLIO : il porcino delle Serre Calabresi.

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di Maria Lombardo Questa è una tipica ricetta che non può mancare nelle dispense delle massaie calabresi. Amatissima e usatissima in cucina, mai restare senza! Infatti si possono gustare come antipasti, contorni e per arricchire piatti caldi. Ma sopra ogni cosa si mangiano quando non si ha tempo di cucinare. Il segreto di ogni massaia che con queste conserve ha sempre qualcosa di sfizioso da offrire. Carta e penna ed appuntatevi ingredienti e preparazione, queste mie ricettine tipiche ed estremamente locali sono apprezzatissime dai nostri emigrati. Ingredienti 1 Kg di Funghi freschi porcini delle Serre, anche misti ma di certa e assicurata commestibilità 750 ml di Acqua 250 ml di Aceto bianco 1 cucchiaino raso di Sale + q.b. 2 foglie di Alloro o Salvia, fresche o secche Qualche spicchio di Aglio Peperoncino piccante fresco q.b. 1 cucchiaio raso di Pepe Origano q.b. Olio Extra Vergine di Oliva q.b. Procedimento ed occhio alle mie indicazione sono i consigli “d'antichi”. Pulire...

Frittata di “asparaci servaggi” alla Calabrese

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di Maria Lombardo Questo è un piatto che i calabresi mangiano esclusivamente nel periodo primaverile quando le campagne abbondano di “asparaci servaggi” ed è   disponibile il salame locale stagionato. Si accompagna bene col vino rosso e non può mancare nei pranzi luculliani da Pasqua al primo Maggio. Ecco gli ingredienti: 350 g di asparagi selvatici freschi 6 uova 80 g di pecorino calabrese primo sale 120 g di salame calabrese secco olio evo sale Andiamo alla preparazione: Pulire gli asparagi, spezzettare con le dita la parte tenera ed eliminare la parte dura. Cuocete gli aparagi in padella con l’olio. Tagliare a fette spesse 1 cm la salame e il pecorino, e ridurle in quadretti.   Mescolare in modo da amalgamare bene gli ingredienti.   Aggiungere al composto il salame, il pecorino, gli asparagi e aggiustare di sale. In una padella antiaderente scaldare 4-5 cucchiai di olio evo e versarvi il composto. Mescolare il modo da far rapprendere u...

PLATI' (RC). IL MARESCIALLO GIUSEPPE DELFINO, DETTO “Massaru Peppi”: IL FAMOSO “SBIRRO” D’ASPROMONTE.

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di Maria Lombardo E’ davvero anacronistico di questi tempi parlare di uomini in divisa ligi seri specialmente nel Vibonese   le cronache dipingono molti uomini dello Stato al servizio dell’altro padrone. Avete capito bene da Carabinieri, Finanzieri e persino il Questore lasciano a desiderare in questo lembo di terra, certo non intendo fare di tutta l’erba un fascio ma a questa gentaglia corrotta in divisa dedico questo pezzo di storia. Giuseppe Delfino nasce a Bova nel 1888 ed a soli 20 anni divenne carabiniere. Su di lui la storia ha raccontato cose strabilianti, specialmente per le tecniche usate contro il contrasto alla mala vita nella Locride. Famosi i suoi travestimenti! Fu frate   alle dipendenze di don Ciccio Pangallo, priore del santuario di Polsi che gli fornisce una mula e un saio, da massaro, da accattone e sensale. In queste terre martoriate potevano entrare nel mito non solo i briganti ma anche gli uomini di legge, mentre per farsi ricordare al briga...

25 aprile 1945 l’Italia liberata dal nazifascismo: uno dei partigiani del vibonese Carmine Fusca.

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di Maria Lombardo Ho deciso di non andare molto lontano dal comprensorio dove vivo, scegliendo di raccontare la vita in armi di Carmine Fusca da San Nicola de Legistis minuscolo centro del comune di Limbadi. Andiamo per gradi durante la Seconda Guerra Mondiale si assiste all’inesorabile declino di Benito Mussolini,gli insuccessi del Duce iniziarono a fiaccare gli animi degli italiani, che facilitarono lo sbarco degli alleati in Sicilia.Un duro colpo per il Fascismo che dovette fronteggiare anche il malcontento del popolo. Con l ’ armistizio di Cassibile l ’ esercito si disorientò si iniziò a parlare di sbandati, soldati meridionali lontani dalle loro terre confusi ed ospitati dalle popolazioni locali senza nemmeno capirsi. Giovani che dovevano scegliere da che parte stare o rispondere presente alla Repubblica di Salò o rifuggiarsi sulle alture per salvarsi la pelle (Bando Graziani). Il Bando Graziani così sintetizzato in calce indusse questi giovani sbandati ad una scelta an...

Fave a “Sauza” ricetta Calabrese di Cirò (KR)

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di Maria Lombardo “A Sauza” è una ricetta tipica calabrese ma anche molto antica. Una ricetta che si prepara maggiormente con le fave ma in altre zone della Regione può essere preparata con altri ortaggi. Piatto che si consuma freddo ed ha un delizioso sapore agrodolce. Sappiate però che si fa con le bucce tenere delle fave! E’ una ricetta fatta con pochissimi ingredienti,ma dal sapore inimitabile, la ricetta è facilissima . Si tratta di un piatto da riciclo realizzato con le bucce di fave e il pane raffermo.  Le sue origini non sono chiare, ma sicuramente nasce dalla necessità di non buttar via nulla e riuscire a portare in tavola piatti completi per tutta la famiglia. Ecco cosa serve: 500g di bucce di fave mezzo bicchiere di olio evo un panino raffermo un cucchiaino di peperoncino in polvere uno spicchio d'aglio una manciata di foglie di menta una abbondante spruzzata d'aceto sale A pensarci bene sono ingredienti  sono “posizionati” bene  bucce ...

Il primo Maggio 1519 con la Bolla Excelsus Domini viene santificato Francesco da Paola.

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di Maria Lombardo E ’ chiaro che un processo di Santificazione passa da quello di Beatificazione, ebbene anche per Francesco da Paola vale la regola. Andiamo per gradi! Ad appena 5   anni dalla morte avvenuta il 2 aprile 1507, il 13 maggio 1512 Papa Giulio II su insistenza della Regina di Francia Anna di Bretagna promuove la causa di beatificazione. La Regina ed il consorte Luigi XII avevano ricevuto un miracolo su intercessione del Paolano . Sulla scorta di tale supplica, Giulio II indice un processo informativo sia in Calabria che in Francia, nel quale si doveva constatare l’autenticità non tanto dei miracoli quanto la fama di santità di frate Francesco e, per fare ciò, necessitava di ascoltare le testimonianze dirette. Alla fine del mese di gennaio 1513 arrivano a Roma gli atti processuali calabresi, Processus Cosentinus, mentre la documentazione francese, Processus Turonensdis, arriva sempre a Roma il 14 aprile 1514. Alla morte di Papa Giulio II succede Leone X , il...