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La secca di Amendolara (CS).

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di Maria Lombardo Ad Amendolara Marina borgo marinaro dell’alto Jonio esiste una secca di 12 miglia a 20 metri sotto il livello del mare. Era probabilmente un’antica isola abbissatasi per erosione. Il tutto è dimostrato da alcune carte antiche (XVII-XVIII sec.) che parlano di un isolotto, detto "Monte Sardo". Particolarmente interessante è stata la scoperta di antiche carte nautiche che dal 1600 sino all'inizio del 1700, riportano nell'area in cui attualmente insiste la Secca una vera e propria isola denominata "Insule Febrae" o "Monte Sardo". Il banco o secca come dir si voglia era praticamente sconosciuto fino al 1936 e nessun portolano lo segnalava.Venne scoperto proprio in quell’anno durante alcune ricerche scientifiche condotte da una nave della marina   militare e dopo alcuni dragaggi fu rinvenuta anche un’ancora di tipo siracusano del 1V secolo a. C. insieme ad alcuni relitti lignei. Eliano, storico a cavallo tra il 11-111 secolo d...

Sapete che presso il Castello di Pizzo Calabro si aggirerebbe il fantasma di Murat?

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di Maria Lombardo C’è chi è pronto a metterci la mano sul fuoco: presso il  Castello Aragonese  di  Pizzo Calabro , in provincia di  Vibo Valentia , si aggirerebbe il fantasma di  Gioacchino Murat , generale francese, re di Napoli molto amato dal popolo, un po’ meno dal clero. Di umili origini, figlio di locandieri, dopo una fulminante carriera militare divenne il braccio destro di Napoleone. e da lì si rafforzò la sua parabola ascendente. Valoroso soldato, ambizioso uomo politico, regnante caparbio, antesignano del Risorgimento.  Joachim Murat-Jordy , riuscì nel giro di pochi anni a divincolarsi dal suo destino di ecclesiastico e a divenire, nel giro di pochi anni, uno degli  uomini più potenti d’Europa . Napoleone gli concesse di governare su  Napoli  durante il periodo passato alla storia come il  decennio francese . Ma un accordo di alleanza con l’odiata Austria e l’abbandono del comando dell’armata francese, impegnata s...

LA LEGGENDA DELLA MISTERIOSA CROCE DI CORTALE (CZ).

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di Maria Lombardo Nelle scorse stagioni vi ho parlato della bellissima croce di Cortale borgo del catanzarese. Questa volta per dare un quadro completo del perché viene anche venerata vi parlerò della leggenda sul suo ritrovamento. Gli anziani del paese sono soliti raccontare una particolare storia che spiega la devozione alla Santa Croce. Si narra che mentre alcuni contadini stavano arando i campi, i buoi, inciampavano e s’inginocchiavano sempre al medesimo punto. Meravigliati e intenzionati a rimuovere l’ostacolo, i contadini si diedero a scavare e rinvennero una pietra scolpita con una strana forma di croce. Essendo quelli cittadini di Maida (paese circonvicino a Cortale), portarono tale effigie in una chiesa del loro paese, ma scomparve e fu ritrovata nuovamente in agro di Cortale. I maidesi, sospettando che ciò fosse avvenuto ad opera dei cortalesi, si ripresero la Croce facendola vigilare da uomini armati, ma ciò non bastò ed ancora una volta il simulacro fu ritrova...

Civita (CS): falò di maggio “kaminet”,rito antico del primo maggio.

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di Maria Lombardo Tornano i più bei riti calabresi dopo lo stop da covid19. Tornano in grande spolvero! Il rito dei falò   si perde nella notte dei tempi, quando questi bruciando sin dalle prime ore della sera e fino a notte inoltrata, solevano onorare l’arrivo della primavera o festeggiare il Santo patrono della comunità, sono comunque ispirati alla gioia di vivere e a momenti di allegriaI primi tre giorni di maggio, appena le ombre avvolgono la quieta vallata del Raganello dai tre rioni si innalzano magiche fiamme che bruciano il lentisco “Dushku” in arbëresh, pianta che cresce in abbondanza nel Pollino, questa possiede un liquido che prende fuoco facilmente e provoca un piacevole effetto scoppiettante e fiamme molto alte. E’ una tradizione radicata che da più di 500 anni si tramanda di generazione in generazione. Attenzione questo rito arboreo si svolge solo a Civita! Spesso ci si è chiesti come mai si accendono i falò nel mese di maggio solo a Civita e per tre giorni...

Polpettone di Melanzane, tanto buono e super facile da preparare

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Crediti foto: www.ricettasprint.it di Maria Lombardo La ricetta sprint per realizzare una bontà di quelle infallibili, che piacciono a tutti. Si può portare in tavola in qualsiasi giorno, in qualsiasi mese, sia a pranzo che a cena. Ingredienti per 4 persone - 500 g di melanzane a netto di scarti - pangrattato q.b. - 3 cucchiai di grana grattugiato - 1 uovo - 50 g di scamorza affumicata (oppure formaggio a pasta filante) - 4 cucchiai di olio extravergine - 1 spicchio d’aglio (facoltativo) - olio extravergine d’oliva q.b. - sale q.b. - basilico q.b. Preparazione Per preparare il vostro Polpettone di Melanzane seguite la nostra ricetta sprint. Come prima cosa da fare  pulite le melanzane sotto acqua corrente fredda  ed asciugatele. Quindi friggetele in una padella antiaderente con un po' di olio evo ed un pezzetto di aglio sbucciato, dopo averle strizzate per bene. Quando saranno pronte, aggiustate di sale e scolatele su della carta assorbente da cucina. Fa...

SAPEVATE CHE ROGLIANO(CS) FU CENTRO DELLA RIVOLUZIONE GARIBALDINA IN CALABRIA.

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di  Maria Lombardo Per l’ennesima volta mi trovo a soccorrere con temi veritieri la storia del Risorgimento in Calabria ed a spiegare al volgo degli storici della domenica che l’Unità d’Italia fu voluta ardentemente da calabresi e siciliani. Ebbene si nel 1860 Rogliano nel Cosentino è un centro fervido al servizio dell’Unità!  Il movimento è stato voluto daal barone Guzzolini di Cosenza ma è Donato Morelli che da Rogliano muove i fili del movimento. Egli da Rogliano organizza le “bande”, i “cacciatori” della Sila; organizza la resa del gen. Caldarelli prima a Cosenza; e poi l’accerchiamento delle truppe de l generale borbonico Ghio ad Agrifoglio. Garibaldi molte volte testimoniò nei suoi telegrammi come la pensavano i calabresi sui Borbone:”Dite al mondo che oggi con i suoi prodi calabresi ho fatto deporre le armi a 10 mila soldati borbonici”, i volontari raccolti nei Comuni del cosentino aderiscono alla rivoluzione nel nome “Italia e Vittorio Emanuele” e il 19 ...

Faro votivo di Mormanno (CS): Il primo faro di montagna d’ Italia

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Crediti foto: www.calnews.it di Maria Lombardo Nel borgo di Mormanno nel Parco Nazionale del Pollino ai confini con la Basilicata è posizionato il monumento votivo detto il faro di Mormanno. Proprio sul monte dedicato a San Michele non si può sbagliare! Edificato nel 1928 in ricordo   dei Caduti calabresi della Prima Guerra Mondiale. Ma un faro in montagna? Lo chiamano faro per l’aspetto somigliante ma in realtà è un monumento, costruito sull'atrio della seicentesca Chiesa della Madonna del Soccorso e che è ormai divenuto il simbolo di Mormanno. Unico faro di montagna presente in Italia voluto dal comitato Pro Faro nel 1926 e finanziato con fondi provenienti da gran parte dei comuni della Calabria e da comitati di cittadini emigrati all'estero. Dall'architettura che si rifà al sacrario militare del monte pasubio, anch'esso rappresenta un sacrario militare ove si custodiscono cimeli e memorie delle 11 medaglie d'oro al valor militare e dei corregionali che ...