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Sapete che in Calabria doveva nascere un borgo dedicato a Garibaldi

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 di Maria Lombardo   Parliamo di Garibaldipoli, forse il primo progetto di rigenerazione urbana in Calabria, concepito da un personaggio singolare, Luigi De Negri, un ex garibaldino genovese trapiantato a Napoli abile avventuriero e basta. Il luogo prescelto era l’odierna Galatro in provincia di Reggio Calabria. Di quel progetto rimangono però le terme costruite a fine ‘800! Conosco questa storia come frequentatrice delle terme e poi lettrice del testo di Giuseppe Monsagrati “Garibaldipoli e altre storie di terra e di mare” (Rubbettino 2021). Su De Negri si conosce poco o niente ma nel 1862 tentò la fortuna in Calabria. Che sia stato garibaldino e avesse partecipato alla spedizione dei Mille lo si apprende dai documenti del Generale. L’eroe dei due mondi in effetti ebbe con lui un rapporto particolare. In cui c’era di tutto, tranne la fiducia. E le sue idee strampalate, a volte geniali ma sempre irrealizzate, emergono dagli archivi giudiziari e ministeriali. Torniamo però a ...

Quando Scipione Cicala detto Sinan Bassà predò molti centri calabresi

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 di Maria Lombardo  Gli ambasciatori veneziani a Costantinopoli dicevano di lui che era arrogante, bugiardo e avido, non mancando nel contempo di ritenerlo intelligente e coraggioso. E per questo cercavano in tutti i modi di farselo alleato. Scipione Cicala, detto Sinan Bassà, è tra i tanti rinnegati cristiani che combatterono al soldo dell'Impero ottomano, senz'altro il più famoso. Tanto famoso che le sue gesta nel tempo  hanno trovato chi le riecheggiasse in canzoni e in pagine letterarie, come nel caso di Fabrizio De Andrè che nel suo "Creuza de ma", dedicò uno dei suoi brani più belli proprio a Sinan Capudan Pascià, e più di recente lo scrittore catanese, Pietrangelo Buttafuoco, che ha scritto l'intenso romanzo "Il  lupo e la Luna". Nasce nella vicina Messina da Visconte Cicala, e dalla misteriosa schiava turca Lucrezia, Scipione deve la sua notevole fama all'abilità politica e più ancora militare che dimostrò nella rapidissima e prestigiosa scal...

I murales albanofoni di Vena di Maida (CZ)

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  di Maria Lombardo  Da qualche anno, Vena di Maida ospita un percorso artistico a cielo aperto che rimembra e magnifica le sue antiche tradizioni albanofone. In principio fu Diamante se volete approfondire su Diamante nel blog troverete un nutrito articolo. Grazie ai murales si può aver riguardo, cura dei posti e di tornare a guardarli veramente come luoghi vivi e non come presepi da percorrere un festivo all’anno; luoghi palpitanti che ancora potrebbero dare all’umanità che ospitano.Per il suo forte impatto e la sua carica popolare l’arte del murale permette a una platea sempre più vasta di conoscere luoghi mai sentiti prima e che fino a non troppi decenni fa soltanto una ridotta cerchia di eletti – studiosi, viaggiatori, persone fornite di una cultura specifica – poteva essere in condizione di conoscerli.E pure questa volta abbiamo divagato. Ritorniamo perciò a Vena di Maida, centro che oggi conta circa ottocento abitanti e che, sotto i Borbone, tra il 1831 e il 1839 fu com...

“Cuddura ca ciuciulena” il pane di Natale di Reggio Calabria e dintorni

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 di Maria Lombardo E’ una tradizionale tipologia di pane molto rinomata e storicamente prodotta nella città di Reggio Calabria durante il periodo delle Festività natalizie .Come da tradizione, la Cuddura sin dal cenone della Vigilia di Natale fino al pranzo dell’Epifania è sempre presente sulle tavole dei reggini dall’antipasto al contorno.Il termine “Cuddura”, deriva dal greco antico “kollura” e significa ”corona”; il nome di questa tipologia di pane si rifà proprio alla sua classica forma di corona.La “Cuddura”, viene realizzata con farina di semola di semola di grano duro, ed oltre ad essere buona e fragrante, si mantiene morbida per diversi giorni.Le nonne reggine non buttavano mai la Cuddura avanzata: anche quando rafferma, con una leggera tostatura si rivela ottima per la realizzazione di deliziose bruschette.La Cuddura viene realizzata con una lavorazione lunga e  particolare, basti pensare che necessitano almeno 24 ore per la realizzazione del lievito madre, ingredient...

A Fiumefreddo Bruzio in provincia di Cosenza, si trova un castello detto Castel Freddo

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 di Maria Lombardo Paese annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, si trova ubicato un famoso castello chiamato Castel Freddo o Castello della Valle, più semplicemente noto come Castello di Fiumefreddo. Nel 1054 Fiumefreddo fu espugnata da Roberto il Guiscardo, re normanno, che provvide a fortificarla per opporsi alle frequenti scorrerie dei Saraceni, costruendo prima numerose torri di avvistamento e di difesa, e poi una vera e propria roccaforte a picco su di uno sperone roccioso impervio e quasi inespugnabile, dotata di poderosi muri di contenimento per portare a livello il terreno franoso nella parte est. Nei secoli successivi, il castello ricoprì un ruolo di grande importanza dal punto di vista strategico e visse momenti di splendore essendo abitato da grandi personalità. Nel 1098 l’autorità feudale passò al principe di Fiumefreddo Simone de Mamistra, feudatario di Carlo I d'Angiò, autore di un primo ampliamento, per passare poi nel 1270 al feudatario francese Giovanni Bronio...

IL PRIMO IMPERATORE DI ROMA, OTTAVIANO CESARE AUGUSTO, ERA CALABRESE !

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 di Maria Lombardo Era quasi certamente nativo dell'antica città di Thuri, attuale Terranova da Sibari, Gaio Ottavio Turino che Giulio Cesare adottò con il nome di Ottaviano. Le principali fonti riguardanti il primo imperatore romano, dal 27 a.C al 14 d.C. , le troviamo nell'opera storiografica di Svetonio “Vite dei Cesari” ma molte altre notizie, che provano l'origine turina di Ottavio detto poi Ottaviano Cesare Augusto, si possono notare facilmente anche attraverso “Google Libri”, basti vedere ad esempio il testo scritto nel 1723 dal vescovo di Velletri, Alessandro Borgia dal titolo “Istoria della chiesa e città di Velletri...”. Detto vescovo, che indagava sulla possibile origine velletrana di Ottaviano Augusto, dovette ammettere che “la gloria di questo imperatore ha eccitato l'ambizione di più città a pretendere i suoi natali: tre particolarmente sono quelle alle quali vengono dagli scrittori con discorde parere attribuiti, cioè Turi oggi chiamata Terranova in Calab...

La filastrocca su sant’Andrea che ogni nonna recitava ai nipoti il 29 novembre

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 di Maria Lombardo Le festività natalizie, secondo un antico proverbio della civiltà contadina calabrese, venivano introdotte ad opera del messaggero S. Andrea apostolo che si venera il 30 novembre ed era uso recitare i seguenti versi: “Sant’Andria (30 nov.) portau la nova / ch’allu sei (6 dic.) è di Nicola, all’ottu (8 dic.) è di Maria, allu tridici ( 13 dic.) è di Lucia e allu vinticincu (25 dic.) di lu veru Messìa” Vi è poi  un canto di Tropea su Sant’Andrea, protettore dei pescatori: “Sant’Andria d’i piscaturi, / è la santu prutetturi, / e la genti ‘i Parghelia, / chi la sciabaca manìa, / Beja festa a Iju nci fa’ / Pi’ la grandi fidi c’ha. / E dicimu nui a Trupia: / Quandu èni Sant’Andria / fannu i zippuli a Pargalia.”TRADUZIONE (Santo Andrea dei pescatori,/ è il santo protettore, / e la gente di Parghelia, /  che la rete sciabica ha sempre nella mani, / Bella festa a Lui (S. Andrea) ci fa / per la grande fede che ha. / E diciamo noi a Tropea: Quando è di S. Andrea / ...