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Un rosolio autunnale di Calabria: liquore al melograno.

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di Maria Lombardo Col melograno è possibile fare uno squisitissimo rosolio, una ricetta facile e molto gustosa che in casa mia si faceva spesso. Quando la famiglia era tanta c ’ era il bisogno di conservare e trasformare più “ roba “ possibile. In autunno le melagrane abbondano, i chicchi sono dolcissimi, ma esiste anche la qualità più amarognola che nessuno disdegnava. L’unico accorgimento è quello di sgranare bene il frutto evitando la pellicina bianca che conferisce un sapore amarognolo. Io vi scrivo la ricetta con piccole dosi magari prima fatene un litro ma vi   assicuro che piacerà molto ed alla prossima tornata ne farete quanto ne desiderate. 1/2 Litro di alcool 3 chiodi di garofano 1 stecca di cannella scorza di limone 375 g di zucchero 500 ml di acqua Prendiamo due melagrane grandi e sgraniamole. Versiamo i chicchi in un vaso di vetro a chiusura ermetica e versiamo 1/2 litro di alcool. Aggiungiamo una stecc...

In Calabria nella notte tra l’1 ed il 2 novembre si accende “a lampa pi morti”: antiche tradizioni

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di Maria Lombardo E’ una tradizione giunta a noi dalla Magna Graecia si accende per rischiarare la notte ai cari defunti una lampada ovvero una sorta di lampada fai da te, usando l’olio ed un particolare fiore essiccato conosciuto anche con il nome di “Lumìno greco”. Molto semplice da costruire a dire il vero mia nonna la accendeva anche quando mancava la luce e le candele. Fu proprio lei ad insegnarmi come si costruiva. Serve   un bicchiere di vetro riempito con acqua per due terzi e con olio d’oliva per un terzo e l’uso di un fiore essiccato come stoppino:  il fiore di Ballota acetabulosa, chiamato “micciariallu” . Il peduncolo di questo fiore si comporta come canale d’aspirazione dell’olio combustile, appoggiato su un piccolo treppiede fatto da un pezzetto di canna o sughero con un foro centrale. Finché vi è olio nel bicchiere, lo stoppino arde e fa luce. L’uso di questi stoppini vegetali  era molto diffuso in Italia meridionale ed in Grecia , nei secoli sc...

Il liquore Nocino si prepara in estate per riscaldare il Natale dei Calabresi

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di Maria Lombardo Uno dei liquori più diffusi in Calabria è senza ombra di dubbio il Nocino, tra le tante cose un eccellente digestivo nei dopo pasti luculliani delle tavole natalizie di Calabria. Per preparare questo liquorino urgono noci fresche e tenere raccolte nel mese di giugno col mallo verde il gheriglio tenero ed il guscio coriaceo ancora non formato. Insomma usare il frutto sano integro e non maturo! Ora vi elenco gli ingredienti tratti dalla ricetta antica 20 noci fresche e verdi, 1 litro di alcool alimentare puro, un pezzetto di cannella, 5 chiodi di garofano, 1 baccello di vaniglia, una scorza di limone, 500 gr di zucchero, 250 cl di acqua. Per la preparazione poi si devono seguire regole magistralmente attenzione! Le noci vanno lavate bene ed asciugate per poi dividerle in 4 parti. Si adagiano in un recipiente dove si versano tutti gli aromi elencati e le spezie e poi si immerge tutto nell’alcool. Serve il periodo di macerazione per 30 giorni come urge ad ogni bu...

Le castagne di Sersale un prodotto De. Co.: Famose “le pastisjie”

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di Maria Lombardo  E’ la Castanea Sativa che gode dei requisiti di “castagna di Sersale” in tutte le sue forme fresca,essiccata e per giunta sfarinata. Ed è una garanzia! Sersale stessa vanta la castanicoltura nel suo comprensorio fin dalla nascita del suo abitato sotto i bizantini. Considerato l’albero del pane in quanto le castagne in tempi di magra hanno sfamato uomini ed animali, grazie alla configurazione pedoclimatica la castagna di Sersale divenne un prodotto d’eccellenza. Ambitissimo il marchio di castagne di Sersale ma l’obiettivo è di essere raccolte e lavorate nell’agro Sersalese tra cui spiccano anche Cropani e Zagarise. Insomma è una piccola ma intensa fascia che li produce. In questa fascia vengono incammerate molte varietà tutte saporitissime la n’serta, Riggiola, Curcia, Palermitana,Ruvellise e Palermitana. Un vero tripudio! Tutte questa varietà sono curatissime in questa fascia e ne rappresentano un vanto. L’agro Sersalese inoltre inizia a vivere la racco...

Un fenomeno emigrativo poco conosciuto: Le calabrotte delle Langhe

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di Maria Lombardo  L’emigrazione che tanto fa discutere le “menti eccelse” dei neomeridionalisti che tanto si lambiccano ad addebbitare colpe agli eventi storici del Risorgimento ad immaginare becere congiutture, inutilissime collusioni con la massoneria non riescono a capacitarsi che in alcuni casi è stata un’ ancora di salvezza. A loro risultano sconosciuti non solo gli eventi storici ma l’opportunità di crescita e di arricchimento culturale per le regioni che sono state maggiormente interessate dai flussi migratori. Sono gli anni ’50 l’Italia vive il “boom economico”, infatti, milioni di meridionali si trasferirono verso i centri produttivi del “triangolo industriale” e contribuirono in maniera rilevante allo sviluppo economico del Belpaese; condizione che tuttavia accentuò ancor più il divario esistente tra Nord e Sud. Anche i meridionali non volevano più lavorare le terre! Il benessere aveva cambiato le abitudini socio economiche e sopratutto erano mutate le esigenz...

La Fabbrica d’armi di Mongiana (VV)…Sapevate che furono i francesi ad edificarla .

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di Maria Lombardo  E’ chiaro che vige tra i neomeridionalisti una forte influenza negativa quando si parla di Mongiana come importante centro siderurgico, in parte le loro convinzioni sono vere in parte mortificano la storia ed il lavoro degli storici sereni. La spinta ad aiutare questi personaggi a capire gli eventi storici da persona titolata si intende, mi è stata data da un recente convegno svolto a Lamezia Terme. Non uno storico titolato ma solo sindaci e un professore di scuola media alquanto sconosciuto ai più. Bontà loro! premiamo l’impegno ma non la professionalità. La Fabbrica D’Armi di Mongiana non camminò pari passo con le Ferriere la cui storia è molto più antica ma venne impiantata solo nel 1852 sfruttando le idee dei Murattiani. Vi rimando all'articolo sul fucile Mongiana di questo blog. “Il moderno” opificio doveva  avere un’aspetto neoclassico la moda del tempo dettava questo anche per gli edifici adibiti al lavoro. Bando a chiunque racconti strane st...

MONASTERO DEI SANTI ELIA E FILARETO IN SEMINARA (RC)

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di Maria Lombardo Uno dei più gloriosi monasteri della Valle di Gioia Tauro è quello dedicato ai Santi Elia e Filoreto di Seminara. Sotto il mirino di Imperatori per la sua posizione venne colpito da un terremoto che lo devastò in toto, e poi abbandonato. Il processo di latinizzazione andava a colpire questi centri in modo da indurli ad abiurare il rito greco. Fu Sant'Elia a posare la prima pietra dopo un sogno in cui gli veniva indicato il luogo per l'asceterio. Subito lo popolò coi suoi discepoli ed iniziò il pellegrinaggio. L’imperatore romano, Leone VI il Sapiente, donò alla fondazione beni e rendite cospicue. Gli storici datano nell’anno 884 la costruzione del cenobio. Elia era un personaggio carismatico dotato di profezia e capace di attirare a se molta gente. Egli fu intimo di patriarchi e generali, viaggiò molto, attraversò l’Africa del nord (allora sotto il dominio arabo), giungendo fino a Gerusalemme e in Siria; giunse pure ad Amalfi, accolto dal vescovo della...