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I Domenicani a Nicotera (VV) ed il culto della Madonna del Rosario.

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di Maria Lombardo   L’ arrivo dei frati domenicani in Calabria, ha senza dubbio segnato un cambiamento profondo nell’organizzazione religiosa, sociale e culturale di quasi tutta la regione. Prima di parlare dei Domenicani a Nicotera vi spiego   il motivo per il quale il connubio tra i domenicani e la Madonna del Rosario divenne inscindibile, soprattutto dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), in seguito alla quale Pio V, proveniente dalle file dell’Ordine del ‹‹Gran Gusmano››, istituì la festa del SS. Rosario proprio in quel giorno. Non a caso una delle preoccupazioni principali dei domenicani, nel momento in cui si insediavano in una località col proposito di fondare un convento e fissare una dimora per l’Ordine, riguardava proprio la fondazione di queste istituzioni laiche dedite al culto mariano, che presto diventavano confraternite del SS. Rosario a cui veniva aggiunto il nome di Gesù. Il loro compito era appunto quello di mirare all’educazione cr...

Si respira in Sila l’aria più pulita d’Europa: cosa aspettate a visitarla!

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di Maria Lombardo E’ in Sila, all’interno del Parco Nazionale, l’aria più pulita d’Europa. Lo conferma uno studio condotto da Stefano Montanari, direttore del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, e Antonietta Gatti, esperta di Nanopatologie. Il cuore pulsante della Calabria , oltre che di innumerevoli  bellezze paesaggistiche e naturali, vanta di aria fresca e pulita. Un motivo in più per approdare sulle coste calabresi, e inoltrarsi tra le verdeggianti distese che contornano le specie animali del Parco nazionale della Sila. I dati parlano chiaro e pare che nell’atmosfera non sia presente alcuna traccia di polveri inquinanti. L’aria analizzata è risultata essere ancora più pulita rispetto a quella analizzata nelle Isole  Svalbard, tra la Norvegia e il Polo Nord, un arcipelago che conta 2.500 abitanti. Sicuramente un motivo di vanto di buona amministrazione da parte dei poteri dominanti, anche se l’esperto non si è lasciato sfuggire qualche critica, lanciand...

Frutti antichi calabresi: mele cotogne.

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di Maria Lombardo   Il melo cotogno fino agli anni ’50 era diffusissimo negli orti Calabresi e vanta un passato davvero leggendario, basta una per tutte che portasse fortuna ai contadini che ne avessero un solo esemplare. La leggenda narra che la mela cotogna rappresentò l'emblema di Venere, simbolo di buon auspici ai matrimoni. Sembra un” mescuglio” tra mela e pera a primo sguardo. La mela cotogna è originaria della zona caucasica e dell'Asia Minore, ed è tuttora diffusa nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo Occidentale ed in Cina. Oggi la sua produzione è in netto calo ma fino agli anni ’60 era molto praticata. Attualmente, in Italia è un frutto poco rinomato: la produzione ha subìto una drastica contrazione a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Un frutto sui generis avvolto da una peluria che cade quando il frutto matura. La sua polpa è astringente ed acidula e va quindi trasformata per consumarlo.La pianta di mele cotogne ben si adatta a terreni poveri...

Sapevate dei baci di dama alla calabrese come prodotto tipico di Lamezia Terme?

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di Maria Lombardo Dalle origini molto e dico molto combattute, alcuni li vogliono nati in Piemonte  nel XIX secolo, ma che abbiano subìto l’influenza della pasticceria calabrese con le varianti alla forma e alla farcitura, dalla classica crema alla vaniglia alla marmellata di pesche o albicocche. I nostri dolcetti sono tondi e morbidi farciti con crema di pistacchio persino e poi i gusti citati in calce. Pare, infatti, che siano stati proprio i maestri pasticceri di Calabria a creare le varianti più sfiziose dei baci di dama che nel corso dei decenni hanno accolto le farciture alle marmellate, alla nocciola, al cioccolato, al pistacchio, al limone. Torniamo al fatto che sono dolcetti tipici di Lamezia quindi bando alle ciance qui potete assaggiare i migliori della Regione. Scopriamo, dunque, come preparare degli ottimi baci di dama in casa se volete imitare i pasticceri lametini. Ingredienti: 150 g di burro 150 g di zucchero mezza bustina di lievito per dolci 3 tuorli...

Amaro alle erbe di Calabria: attenzione ma con le erbe di Monte Poro nel Vibonese.

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di Maria Lombardo   L’amaro alle erbe di Calabria  è un liquore prodotto con erbe provenienti dal Monte Poro e Capo Vaticano. Le erbe utilizzate  per la produzione dell’amaro  sono una trentina  circa tra cui la liquirizia, la menta, la camomilla, l’arancio amaro e l’anice. Erbe officinali con tantissime proprietà che fanno dell’amaro un prodotto unico.L’amaro alle erbe di Calabria si presenta con un  colore scuro, un gusto dolce e un retrogusto aromatico  dovuto alle erbe che lo compongonoNegli anni ’70 questo amaro era diffuso solo in Calabria ed è stato il primo amaro ad essere servito ghiacciato. Oggi l’amaro alle erbe di Calabria viene distribuito in tutta Italia e rappresenta  uno degli amari più diffusi della Penisola . Sto parlando del cavallo di battaglia di Caffo il “Vecchio amaro del capo” di cui ne parlerò molto presto. Nel 2010 riceve la medaglia d’ oro al concorso mondiale di Bruss el les . Per  preparare l’amaro ...

In Calabria vengono raccolti a fine estate per essere mangiati a Natale:” u miluni’nvernali”.

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di Maria Lombardo Questi meloni, meno conosciuti al grande pubblico, devono il loro nome alla maturazione tardiva e alla possibilità di essere conservati fino all’inverno. Infatti, si raccolgono alla fine dell’estate, prima della maturazione completa. Le varietà anche in questo caso sono molte, ma in genere la pezzatura è notevole e può raggiungere i quattro chili. I frutti sono lisci e di colore giallo o verde scuro, mentre la polpa – più croccante e meno profumata – può essere gialla o verde. I meloni invernali sono coltivati soprattutto al Sud, dove il clima caldo e secco favorisce la dolcezza e la conservabilità. ra le numerose e interessanti varietà possiamo ricordare il Gialletto, il Melone di Malta, il Morettino, il Gigante di Napoli, il Casaba, il Piel de Sapo. In Sicilia possiamo trovare due presidi Slow Food: il Cartucciaru di Paceco e il Porceddu di Alcamo. Originaria della Turchia è invece la varietà Hirsiz Cal...

In autunno in Calabria è possibile fare turismo lento: “foliage” sulle alture calabre.

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di Maria Lombardo Quando parlo di turismo lento intendo che anche in Calabria terra altamente montuosa, si possono praticare delle camminate per ammirare le sfumature delle foglie dei nostri alberi. Dal verde al giallo finanche al rosso si rimane incantati dalle variazioni di colore delle foglie durante   l’autunno. Sappiate però che sono in molti a scegliere la Calabria per questa attività davvero salutare . Sono così tanti gli appassionati, escursionisti, fotografi professionisti o amatoriali ad attenderlo che sono nati dei veri e propri pacchetti turistici. La Calabria, con i suoi monti e boschi, occupa un ruolo di primo piano in questa inedita esperienza cromatica. Ecco siti e percorsi da realizzare nella nostra regione. Partiamo dal Parco nazionale della Sila : È situato nel più grande altopiano d'Europa, all’interno di un’area di interesse naturalistico, ambientale e storico-culturale. Costituito da Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola, si estende per oltre 73mila...