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Ed ecco a Voi il limone sfusato di Favazzina ( RC)

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  di Maria Lombardo  Il limone (citrus limon), originario dell’Asia orientale (Cina India, Birmania), appare già su alcuni dipinti rinvenuti tra i resti di Pompei, ma la diffusione nell’area mediterranea si è avuta intorno al 1100 grazie agi Arabi. Tra le suggestioni della Costa Viola, a Favazzina, a metà strada tra Scilla e Bagnara, ma in comune di Scilla, prospera una varietà, conosciuta come “sfusato di Favazzina”. Il paesino, è sovrastato da pendici montane, a picco sul mare, che hanno dato spazio a fertili “terrazze” per la coltivazione di uva “zibibbo” e dei pregiati limoni che sono un vero e proprio miracolo della natura e della perseveranza dell’uomo. A Favazzina, non c’è l’ordinario pianeggiante territorio delle culture agricole. C’è la montagna che precipita nel mare e su quel forte declivio, con pazienza e “armacie”, i contadini, lavorando in “verticale”, hanno infatti creato la popolazione dei preziosi limoni, nutriti dalle pure acque che scendono dall’Aspromonte...

Il 29 ottobre 1950 nasce a Crotone in Calabria: Rino Gaetano

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 di Maria Lombardo  Viene ricordato per la sua voce ruvida, per l'ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati. Artista che ha amato profondamente la sua terra tanto da evitare schieramenti politici e criticare nelle sue canzoni la politica italiana. Possiamo ribadire   che in molte canzoni fece nomi e cognomi di politici del suo tempo! Una famiglia di emigrati la sua prima a Dolo nel Veneto dove furono sfollati dopo la seconda guerra mondiale e poi nel marzo 1960 a Roma. Ebbe educazione ecclesiastica presso il   Seminario Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni. A Terni il cantautore Crotonese produsse “il poemetto” ma appena tornato a Roma nel ’68 assieme a un gruppo di amici creò il quartetto dei Krounks, un gruppo musicale che eseguiva soprattutto cover. Gaetano vi suonava il basso e nel frattempo si dilettava a scrivere canzoni. ...

Vi porto a visitare Gambarie centro turistico Aspromontano.

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 di  Maria Lombardo  A 35 km da Reggio Calabria si trova Gambarie una delle più importanti aree protette d’Italia, sia per estensione che per valore naturalistico, faunistico e paesaggistico. Merita per tante ragioni una bella visita anche d’inverno. Nato negli anni venti per l’opera di pastori, boscaioli e cacciatori che costruirono baracche di legno per le proprie necessità, Gambarie si trova a 1.450 metri di altitudine all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Località turistica di elevato livello che si trova nel Comune di   Santo Stefano in Aspromonte. Tra le località montane della Calabria, Gambarie ha certamente un particolare valore paesaggistico dovuto alla sua eccellente posizione geografica, immersa tra le alte vette del massiccio aspromontano, ma a pochissimi chilometri dal mare. E’un balcone sul mare che rende unico il connubio tra montagna innevata e mare. Dalla sommità dei monti più alti infatti si può godere di una vista straordinaria che abbra...

"Stinchi di morti " ,tanto per stare in tema… ma del vibonese!

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  di Maria Lombardo  “I stinchi di morti” sono dei dolci tipici calabresi, si preparano per il giorno dei morti. Sono preparati con ingredienti semplici, zucchero, farina e mandorle, ma la loro particolarità oltre alla forma, sono le spezie usate, infatti risultano molto profumati, di cannella e chiodi di garofano. Io li ho voluti riproporre, così magari li prepariamo tutti per Halloween, questa festa che sembra venuta da lontano, ma in realtà secondo la teoria di un antropologo calabrese, pare che la stessa sia stata portata oltreoceano da qualche contadino calabrese. Infatti ancora oggi in Calabria ci sono diversi paesi in cui si svolgono alcuni rituali da cui probabilmente prende origine la festa di Halloween.   Ricetta : 2 chiare d'uovo montate a neve, 250 gr zucchero, 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci,   150 gr mandorle, 150 gr nocciole, 150 gr farina.   Cuocere   a 150 gradi per 40 minuti Ho usato le mandorle senza buccia tagliate ...

“Pi l'animi du Priatoriu” un rito del giorno dei morti.

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  di Maria Lombardo  Fin da bambina ho imparato a pregare “l’animi du Priatoriu” usanza di mia nonna Maria ma sono sicura lo facessero tutti nel giorno dedicato ai defunti.In questo giorno particolare, voglio ricordare un'usanza che mi è rimasta impressa fin da quando ero piccola, si soleva dare qualcosa che avevamo in casa, tipo olio, vino, sapone, pane, ecc. a qualche bisognoso, non dimenticando "di pensare" che era in suffragio delle anime purganti. Si facevano dei gesti particolari tipo portare alla   vicina anziana alla quale portare un piatto più gustoso dal solito, un assaggio delle proprie primizie, un dono inaspettato, ma anche qualche piccolo servigio, un aiuto in casa ecc. andava "pe l'animi du Purgatuariu"... Attenzione cari lettori nelle scorse stagioni vi ho parlato della “pasta du priatoriu”! Anche qualche piccolo malanno o indisposizione, si sopportava con calma e offrendolo come obolo per alleviare le loro pene, senza contare le messe ascolt...

La tradizione dei cesti di Fossato Serralta ( CZ)

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foto Sergio Straface  di Maria Lombardo  I cestai fossatesi furono abili artigiani capaci di ricavare dal legno sporte e cesti. Arte questa che si tramandava di generazione in generazione fin dai tempi della Magna Grecia artigiani questi prima a produrre sporte e poi specializzarsi nelle ceste. Per produrre delle   sporte durature si sceglieva il pino della Sila, gli artigiani fossatesi partivano per i boschi della Sila la seconda domenica dopo Pasqua e comunque dopo la festa di San Francesco di Paola, protettore di Fossato Serralta. Qui evidentemente sostavano diversi giorni, giorni necessari per tagliare alberi e sezionare tronchi. Così, rientrati in paese, gli artigiani fossatesi presso le loro botteghe o magazzini, detti catoi, scortecciavano i tronchi di pino già sezionati lavorando la parte esterna per ricavarne delle tegole. Il loro segreto sfruttare la venatura del legno! Immergevano poi i fasci di legno in acqua per renderli malleabili e poi intrecciare. Durante ...

Dromėsat, le magiche briciole di pasta nell'Arberia Calabra.

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di Maria Lombardo    Se non conoscete la cucina  arbëreshë mi dispiace per voi ma non potete parlare di cucina calabrese.  La “dromsa” è la "pasta dei poveri"è una pasta piccola, o meglio dei grumi di pasta cotti in un sugo brodoso, molto spesso di carne. Un antico rito durante il quale la farina sparsa sulla spianatoia viene “benedetta” con l’acqua e un mazzo di profumato origano del Pollino, e poi setacciata fino a ricavarne delle bellissime briciole. Una pasta di casa fatta nei periodi invernali! In alcune case la dromsa si prepara ancora secondo un antico rito: poiché gli arbëreshe sono molto religiosi, si inizia battezzando la farina con l’origano bagnato nell’acqua; poi si benedicono queste briciole di pasta passate al setaccio e si finisce celebrando il matrimonio con un sugo semplice di spezie, quali alloro e origano, in cui la pasta cuoce. Per questa tradizione e ricetta mi rifaccio ad Anna Stratigò Ingredienti   per la Dromsa   un pugno di farina ...