Post

L’Isola di Cirella piccolo paradiso di mare e cultura

Immagine
 di Maria Lombardo Se siete alla ricerca di una meta turistica che vi regali paesaggi mozzafiato, storia e natura, non potete perdere l’occasione di visitare l’isola di Cirella, situata nel Mar Tirreno, di fronte alla costa di Diamante, nella provincia di Cosenza. Questa piccola isola, la seconda per dimensioni della Calabria, è un vero e proprio paradiso per gli amanti del mare e della cultura. L’isola di Cirella ha origini antichissime, che risalgono al Paleolitico medio, come testimoniano i reperti fossili e litici rinvenuti sul suo territorio. In epoca greco-romana, l’isola era frequentata da navigatori e mercanti, come dimostrano le anfore ritrovate nei fondali marini. Nel XVI secolo, l’isola fu fortificata con una possente torre quadrata, costruita per difendere l’abitato dell’antica Cirella, situato sulla collina di fronte, dagli attacchi dei pirati turchi. La torre, ancora ben conservata, è uno dei simboli dell’isola e offre una splendida vista sul mare e sulla costa. L’iso...

Murinedi di castagne si portano a tavola nel soveratese da San Martino a Natale

Immagine
 di Maria Lombardo La ricetta degli gnocchi dolci di castagne richiede pochi, ma autentici ingredienti che abbracciano la semplicità della tradizione culinaria. La combinazione di 100 grammi di farina 00 e 100 grammi di farina di castagne, un uovo, un cucchiaio di olio extra vergine di oliva, un cucchiaio di zucchero e una giusta quantità di vino liquoroso, dà vita a un impasto morbido ma consistente. Una volta ottenuta la consistenza desiderata, si procede formando cordoncini delle dimensioni di un dito mignolo, che vengono poi tagliati a tocchetti e fatti rotolare su una superficie rigata per creare la classica forma a gnocco. Occorre anche l'impronta dei polpastrelli sull'impasto sagomato a mò di cilindro e schiacciato sul fondo del " crivo ".Il perchè del nome non si conosce, andando a tentoni credo che forse, a causa del loro aspetto rugoso, derivi da muro. Ma, aldilà dell'origine del nome, l'importante è prepararli e gustarli, così vi conquisteranno con ...

4 novembre 1918, 20.046 CALABRESI NON RITORNANO A CASA

Immagine
 di Maria Lombardo Conclusa la grande guerra si rivolge a Cosenza l’ultimo ricordo all’impegno di tutti i calabresi di ogni arma e specialità che hanno svolto in maniera determinante il dovere di soldati nell’immane tragedia, ed in particolare a quella enormità di 20.046 calabresi che non sono ritornati a casa. Si festeggiano i reggimenti di fanteria mobilitati nei depositi delle Calabrie, con militari in buona parte nati nella regione, come quelli delle brigate Catanzaro, Cosenza e Brescia, che hanno tenuto alto il nome delle genti delle Calabrie ed aver vinto, oltre alla guerra dichiarata, anche quella non dichiarata, e per questo non meno importante, dei pregiudizi che da sempre affliggono i calabresi e meridionali in genere. Ma a smorzare l'euforia collettiva c’è la terribile spagnola, morbo influenzale che sta provocando più vittime della guerra. Nessuno è risparmiato dal morbo. Lo stesso generale Carmelo Scardino, comandante del Presidio militare di Cosenza, che ha sempre ras...

Visitiamo Torre Lupo a Falerna (CZ)

Immagine
 di Maria Lombardo Arroccata in splendida posizione su un promontorio che degrada verso il mare è la torre di Rupe (nel comune di Falerna, poco a monte della S.S. 18), più nota come torre Lupo. La denominazione originale, dovuta all'ubicazione della torre, si è poi tramutata nell'uso comune e anche nelle fonti in "Lupo", una variazione forse influenzata anche dal singolare profilo che la roccia sottostante assume sul margine nord.Della torre, appartenente al sistema difensivo costiero del Regno di Napoli e risalente secondo il Faglia al periodo aragonese (seconda metà del XV sec.), resta oggi solo il basamento troncoconico. Essa era in collegamento a sud con la torre di Capo Suvero e a nord con la torre di Pietra della Nave (o del Casale), presso Nocera. Ne fu torriero nel 1576 il maggiorasco Manuel Deniz; nel 1600 Giuseppe Lopez. Abbiamo notizie della torre dall'elenco del Mazzella del 1601 e dal manoscritto del Cartaro (1613), in cui per la prima volta si trova ...

Olive in salamoia.

Immagine
 di Maria Lombardo Una ricetta che si tramanda di generazione in generazione come le melanzane sott'olio e i pomodori sott'olio. Sono un vero peccato di gola che serviranno ad arricchire i vostri piatti. Queste si possono lasciare al naturale o si possono condire. Vediamo come preparare insieme le olive appena raccolte per un risultato impeccabile. Ottime da servire come antipasto o nell'aperitivo. Gusto intramontabile la cui ricetta è diventata con il tempo quasi un rito in Calabria. Ecco come prepararle in poche semplici mosse.   Ingredienti   1 kg olive (nere o verdi) 1 lt acqua 100 gr sale grosso aglio q,b. peperoncini q.b. rametti di finocchietto selvatico limoni q.b.   Procedimento   Si parte dalle olive che vanno messe in un recipiente sott'acqua per 48 ore, cambiando l'acqua ogni 24 ore, il terzo giorno si può   procedere con la preparazione. In un contenitore far sciogliere 100 grammi di sale grosso in un litro di acqu...

Sapete chi raffigura la statua romana posta sul Lungomare di Vibo Marina …scopriamolo insieme

Immagine
 di Maria Lombardo Una statua romana in marmo, mutila e consumata dal tempo, risalente tra il II e III secolo d.C. Si trova sul lungomare di Vibo Marina. Si narra che la statua fu trovata sulla spiaggia da un pescatore e si credette che la statua raffigurasse Santa Venera, nota anche come Santa Veneranda o Parasceve, martire cristiana deceduta intorno al 143 d.C. Vibo Marina in origine era chiamata Porto Santa Venere. In realtà la statua raffigura Arianna dormiente, la nota Arianna del filo che fece ritrovare la via d'uscita a Teseo dopo aver ucciso il Minotauro. Dopo averla portata via da Creta, sull'isola di Nasso Teseo abbandonò Arianna mentre dormiva... i motivi narrati sono diversi. La statua oggi è posta in una piccola area verde del corso principale, eppure pochi sanno che è una statua d’epoca romana. L’anno del suo rinvenimento è avvolto ancora nel mistero. Seppur “Una vaschetta con una statuetta da cui linfe zampillano”, viene segnalata nella relazione del 1834 per l...

IL 3 GIUGNO DEL 1348 moriva di peste ad Avignone BARLAAM da Seminara

Immagine
 di Maria Lombardo Il 3 Giugno del 1348, a Avignone, moriva il più grande Intellettuale di lingua greca che l'Impero Romano d'Oriente abbia mai avuto, nato oltre il territorio metropolitano di Bisanzio, in Calabria, a Seminara, nel 1290, il Monaco Ortodosso Barlaam, al secolo Bernardo Massari. Barlaam non solo fu il teologo dell'anti-esiscasmo, il feroce avversario degli irredentismi e fanatismi religiosi, il delegato, con poteri assoluti, dell'Imperatore Andronico III, nel 1333, a trattare con il duro Papa Giovanni XXII l'unione delle Chiese Cristiane,la Cattolica e l'Ortodossa, o il più grande conoscitore delle opere e del pensiero dei Padri della Chiesa, lo studioso profondo di Platone, il grande interprete dei Miti e della letteratura Greca. Barlaam fu, anche, l'autore più prolifico di testi intorno al pensiero teologico dei suoi tempi, enunciato nelle sue opere: "Contra Latinos" o il "De primatu Papae " dove ridicolizza il concetto d...