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Quando Renato Guttuso dipingeva i pescatori di Scilla.....

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 di Maria Lombardo Negli anni Cinquanta in riva allo Stretto nacque un gruppo artistico con capofila il pittore siciliano al quale si aggregò Stefano d’Arrigo che in quel periodo trovò l’ispirazione per il romanzo “Horcynus Orca”...."D’estate, a cominciare dall’anno 1949, quando in Italia, finita la guerra, c’era un grande fervore negli ambienti artistici e culturali, abitavano tutti insieme, a Scilla, in una casa di due piani dai colori tenui, mediterranei, affacciata sulla Marina Grande, proprio sotto il Castello dei Ruffo incastonato nella mitica rocca descritta da Omero.  Erano Guttuso, Omiccioli, Mazzullo, Mirabella, Marino, un gruppo di pittori già famosi, ai quali si aggiungevano spesso lo scrittore messinese Stefano D’Arrigo che già lavorava al progetto di “Horcynus Orca”, il poeta Vann’Antò e altri intellettuali italiani, tutti stregati dalle magie dello Stretto.  Fu allora che nacque la “scuola pittorica di Scilla”, movimento artistico ispirato da Renato Guttus...

GIOIA TAURO (RC). LA LEGGENDA DI STESICORO. 

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 di Maria Lombardo La città di Gioia Tauro, situata al centro della piana, sorge sui resti dell’antica Metauros. Nativo di Metauria, l 'antica Gioia Tauro, fu Tisia, musico e poeta lirico contemporaneo di Pitagora, poi ribattezzato Stesicoro perché «per primo creò il coro per il canto della cetra». Scrivono Linio e Polibio: «Un usignolo cantò sulle labbra di Stesicoro infante, annunziando con mirabile auspicio che egli sarebbe divenuto sommo poeta». Nacque durante l’anno della XXXVII Olimpiade e morì nell’ anno della LVI, all’età di 84 anni. Secondo la tradizione Stesicoro ebbe un fratello, Ameristo, che portò nella Magna Grecia le conoscenze di Talete. Fu proprio per il suo poetare eccelso che Stesicoro passò un brutto quarto d'ora: compose in lingua dorica un canto non proprio elogiativo nei confronti di Elena, quella di Troia, suscitando, cosi, l'indignazione di Castore e Polluce, i quali, protettori solerti della donna diffamata, lo accecarono. Fosse stato Stesicoro un ...

Rositi: i funghi più diffusi dell’altopiano silano.

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 di Maria Lombardo È un fungo nobile, anche se non ha raggiunto la fama e la popolarità del porcino. Viene chiamato in vari modi, da “rosito” a “sanguinello”, da “rossella” a “fungo del sangue”. Cresce in fine estate/inizio autunno ai margini delle radure di latifoglie e aghifoglie. È facile da trovare sotto sotto pini a due aghi, il pinus pinea e il pino daleppo, con una particolare predilezione per il sottobosco di ginepro.Il rosito, tecnicamente Lactarius deliciosus, appartiene alla famiglia delle russulacee. E spesso durante la sua raccolta viene confuso con funghi appartenenti alla sua stessa famiglia, che hanno stessa morfologia e colore, ma sono a sua differenza tossici e, quindi, non commestibili.Il suo cappello è di colore rosso, ma può tendere anche all’arancione chiaro o al rosso–vinaccio, spesso macchiato di verde con striature concentriche che al cento sono più scure. Di consistenza carnosa. Ha un cappello si può definire a “ombrello”. Convesso, poi piano e depresso a...

Involtini di scialatielli e melanzane

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 di Maria Lombardo Gli scialatielli sono un formato di pasta che si adatta bene per la realizzazione di moltissime ricette.Quella che oggi volgiamo proporvi è quella degli involtini di scialatielli con melanzane. Tutto il gusto della pasta racchiuso in una morbida melanzana, per gustare una vera e propria delizia tutta in un boccone.La pasta e melanzane è un primo che piace davvero a tutti, questa versione non è altro che una rivisitazione per dare al piatto un effetto sorprendente senza rinunciare al gusto tipico di questa pasta.Ecco gli ingredienti necessari e il procedimento per preparare il piatto. gli ingredienti Per realizzare questo primo piatto gli ingredienti necessari per 4 persone sono: • 400 g di scialatielli • 2 melanzane viola • Mezzo litro di passata di pomodoro • 100 g di caciocavallo • 1 cipolla • Basilico (qualche fogliolina) • Olio extravergine d’oliva • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato o ricotta salata • 1 peperoncino • Sale...

Ferdinando II di Borbone a Tropea promise sotto i fumi dell'alcool “li fo tutti nobili”: le Borbonate in Calabria

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 di Maria Lombardo Tra i vari appellativi attribuiti a Tropea, non può sicuramente passare inosservato quello di “nobile”, per via della cospicua presenza patrizia sin dai secoli più antichi. Tra le varie versioni per spiegare il fenomeno, balza agli occhi un divertente racconto in cui si intrecciano storia e comicità. Come riporta Giulio Palange nel libro “Guida alla Calabria misteriosa”, secondo una prima variante, «tale inflazione di nobili è da farsi risalire al tempo delle crociate: una flotta che riportava a casa parecchi reduci cristiani, fu costretta da una tempesta a cercare riparo lungo la costa di Tropea, dove i crociati sbarcarono e dove, colpiti dalla bellezza dei luoghi, misero radici».Un'interpretazione che, però, non convince fino in fondo la studiosa, secondo il quale «c'è anche chi la racconta diversamente». E proprio qui subentra la vena umoristica cui abbiamo accennato sopra. Protagonista del racconto è Ferdinando II, Re delle Due Sicilie per circa trent’an...

“A VIDDANEDDHA” la tarantella di Reggio Calabria e dintorni

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 di Maria Lombardo Le sue origini affondano in quelle manifestazioni rituali legate alla cultura e alla civiltà della Magna Grecia. Probabilmente questa danza nasce come ritmo liberatorio e si sviluppa poi anche con alcune simbologie più “forti”, come il corteggiamento, che ne determinano i particolari atteggiamenti coreografici. A viddaneddha è dunque il ballo reggino per antonomasia e secondo la tradizione ogni festa si conclude con musica e danza. Ne è un classico esempio la “tarantella della veglia” prima della processione di Festa Madonna a Reggio Calabria che, con la veglia notturna all’Eremo, costituisce un importante momento di festa e di attesa a ritmo di musica. Ecco che il ballo si accende quando parte la zampogna e l'organetto,il tamburello e in alcune zone si usavano la “pipita” o “frischiottu”. Una delle particolarità dei suoni della tarantella sono sicuramente le passate, cioè le melodie, che variano di località in località in località. Il nome di ogni tipo di suo...

PINAX DEL PEPLO NUZIALE : I PINAKES DI LOCRI che potete ammirare al MARC

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 di Maria Lombardo Pinax in terracotta policroma a destinazione votiva, fanciulla che ripone il peplo nuziale entro una lussuosa cassapanca. - da Locri Epizefiri, contrada Mannella, santuario di Persefone - 490/480 a.C. circa - Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, ItaliaAl centro della scena è ritratta una donna vestita di un chitone senza maniche e un corto mantello, raffigurata nell’atto di riporre un panno ripiegato. Tutto il contorno è finemente impreziosito dalla rappresentazione di oggetti sospesi alla parete: un kalathos rovesciato, un kantharos, una lekythos e uno specchio. Anche l’arredo è curato nei minimi particolari: la cassapanca (kibotos), dal coperchio sollevato, presenta due metope figurate: una scena di gigantomachia da un lato e una scena di ratto dall’altro. Completa il campo una sedia con due cuscini dietro la figura femminile.Ma cosa sono i pinakes? I  pinakes  sono tavolette votive in terracotta con raffigurazioni a ba...