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“Parco della Biodiversità Mediterranea” andate a visitarlo a Catanzaro

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 di Maria Lombardo Avevo sentito parlare di quest’oasi incontaminata, di questo luogo amenissimo di cui tutti i catanzaresi vanno orgogliosi, ma non avrei mai potuto immaginare cosa avrei visto di lì a poco.I tanti narratori e saggisti dell’Ottocento, come l’inglese George Robert Gissing o l’italiana Caterina Pigorini Beri, viaggiatori negli anni del celebre Gran Tour, avevano descritto nei loro diari questo paesaggio catanzarese alla fine di quell’epoca.  “Feci il giro della piccola città -  scrive Gissing di Catanzaro – e  trovai che dappertutto essa sovrasta una discesa ripida, spesso a picco, tranne un punto, dove un istmo la unisce ai monti retrostanti. In certi punti il muro di cinta corre proprio sull’orlo di un precipizio e molte case ‘pazzarelle’ che lo sovrastano sembrano pronte a cascar giù nell’abisso. Le vedute sono magnifiche, sia che uno spinga lo sguardo nella valle fino alla costa alberata, sia in direzione opposta, verso le grandi alture che i...

FICOLINO liquore ai FICHI freschi

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 di Maria Lombardo Ingredient 300g fichi (freschi e maturi) 250 g alcol puro (a 90°) 25g acqua 130g zucchero un quartoscorza di limone (intera e non trattata) 1 Caraffa 1 Tagliere 1 Coltello 1 Colino a maglie strette 1 Tegame 1 Mestolo di legno Preparazione Lavate e asciugate bene i fichi; poi tagliateli in 4 pezzi ognuno e metteteli in una caraffa Aggiungete l’alcol direttamente sui fichi, la scorza di limone senza la parte bianca e chiudete bene la caraffa. Posizionatela in un luogo buio e lasciate macerare per una settimana, avendo cura di capovolgere la caraffa almeno una volta al giorno.Dopo 3 giorni eliminate la scorza di limone e rimettete a riposare. Trascorsa almeno una settimana (potete far passare anche 10 giorni, non cambia nulla) filtrate l’alcol con un colino a maglie strette. Mettete a scaldare l’acqua e appena sfiora il bollore, spegnete la fiamma, aggiungete lo zucchero e mescolate bene con un mestolo in legno.Quando lo zucchero sarà complet...

La Chiesa dell’Immacolata a Badolato (CZ)

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 di Maria Lombardo E' una delle attrazioni più importanti e affascinanti del borgo medioevale situato in provincia di Catanzaro. Infatti attira ogni anno frotte di visitatori! Eretta nel 1686 e restaurata nel 1859, come testimonia la scritta nella nicchia sul portale, opera di maestri scalpellini di Serra San Bruno. Sul sito sorgeva forse un cenobio basiliano, uno dei tre di cui scrive Padre Giovanni Fiore da Cropani nella sua Della Calabria Illustrata. La bellezza di questa chiesa la si può ammirare ai piedi dell'abitato di Badolato. La sua costruzione fu voluta dalla popolazione locale per devozione verso l’Immacolata Concezione, proclamata dogma nel 1854 da Papa Pio IX. Possiede però una pianta a croce latina con tre navate e una cupola ottagonale. L’interno è riccamente decorato con stucchi, affreschi e tele di artisti napoletani e locali. Tra le opere più preziose si possono ammirare: – il dipinto dell’Immacolata Concezione del XVIII secolo, attribuito a ...

Il 16 settembre 1925 nasce da padre napitino Isabella Marincola la somala: partecipò al film Riso Amaro

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 di Maria Lombardo Isabella Marincola, sorella minore di Giorgio, medaglia d’oro al valor militare, morto partigiano nell’ultima strage nazista perpetrata sul suolo italiano, nasce il 16 settembre 1925 dall’unione illegittima tra il soldato italiano Giuseppe Marincola (Pizzo Calabro 1891 - Roma 1956) e una giovane somala, Ashkiro Hassan. Giuseppe Marincola è un maresciallo di fanteria dislocato nel Corno d’Africa!Qui conosce una giovane e bella somala con la quale mette al mondo due figli. Li ricosce e li porta in Italia. Giorgio viene affidato a degli zii a Pizzo, Isabella va a Roma col padre. I due fratelli diventano così due italiani neri a Roma, negli anni del Fascismo e delle leggi razziali. Giorgio a Roma studia ma presto entra nelle formazioni armate del Partito d’azione e il 4 maggio del 1945 muore trucidato dalle SS in ritirata, assieme ad altri 11 partigiani e 16 civili, in uno scontro a fuoco con i nazisti che attaccano i villaggi di Stramentizzo e Molina di Fie...

Il caciomulo il più tipico dei formaggi calabresi

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 di Maria  Lombardo Realizzato con latte vaccino è un formaggio a pasta filata. E' tipico comunque dell'area reggina. Appare di colore nero ma solo nell'involucro e per questo desta interesse. Il colore dipende dalla stagionatura che avviene nel carbone. Quanto al sapore luculliano! Se un tempo si faceva con altri tipi di carbone oggi si usa solo quello vegetale. Inoltre il carbone serviva a mantenere lontani insetti e via dicendo. Eburneo al suo interno con vistose occiature ed aroma caratteristica. Ebbene si questo formaggio porta questo nome per differenziarlo dal caciocavallo mentre ora non vi resta che scoprirlo.

Cosma e Damiano a settembre la devozione in Calabria dei pellegrini di Serra San Bruno

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 di Maria Lombardo E' soprattutto il luogo in cui ogni anno convergono migliaia di fedeli per rendere omaggio ai Santi Medici.Tra i numerosi pellegrini, la pattuglia che arriva dalle Serre è da sempre particolarmente nutrita.Nei giorni della festa, molti abitanti dell’area serrese, spinti dalla devozione e non solo, si mettono in cammino per raggiungere la cittadina ionica.In molti casi, si tratta di un vero e proprio cammino della fede in occasione del quale, centinaia di uomini, donne, vecchi e bambini, sfidano la stanchezza e talvolta le intemperie, pur di portare il loro omaggio ai santi Cosma e Damiano. Fin dalle prime ore della mattinata lungo malmessi sentieri ed antichi tratturi, i fedeli, seguendo un silenzioso richiamo, si mettono in marcia.Si tratta di un rituale che affonda le radici in un lontano passato, nel tempo in cui, come ha scritto Emile Bertaux, «il pellegrinaggio non è (ra) uno straordinario dovere di pietà, ma un atto periodico della vita, diventato necessar...

Le Vecchiarelle dolci di Castrovillari (CS)

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 di Maria Lombardo Sono delle ciambelline fritte, farcite con della marmellata o della mostarda d’uva. La loro origine è sconosciuta, ma sappiamo con certezza che si realizzano da sempre, tutto l’anno, soprattutto nell’area del Pollino.Gli ingredienti sono pochi e semplici, come per la maggior parte dei piatti tipici della cucina calabrese. Per la loro preparazione, infatti, non è previsto l’impiego di alcun grasso, ad eccezione per l’olio che servirà per friggerle. La ricetta ricorda vagamente quella della pasta choux per preparare i beignet, dalla quale si differenzia proprio per la mancanza di burro al suo interno. Lista degli Ingredienti Farina tipo 0 500 gr. Uova 5 Acqua 1 lt Olio evo 1 cucchiaio Marmellata ( mostarda d’uva) e zucchero a velo q.b. Un pizzico di sale Olio per friggere Come come fare le Vecchiarelle calabresi di Castrovillari: Preparazione 1. Portare a bollore l’acqua in una pentola capiente insieme al sale ed al cucchiaio di olio. Appena l...