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Raganella di alici must di Calabria

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 di Maria Lombardo La Raganella di Alici è un piatto povero della tradizione Calabrese, particolarmente diffuso sulla costa Tirrenica  Scopriamo insieme passo dopo passo come prepararla INGREDIENTI ➡️ 500g di Alici fresche ➡️ 300g di Mollica di Pane Casereccio ➡️ 2 spicchi d'Aglio ➡️ Olio EVO (q.b.) ➡️ Prezzemolo (q.b.) ➡️ Origano (q.b.) ➡️ Peperoncino Fresco (q.b.) ➡️ Sale (q.b.)  PREPARAZIONE 👉 STEP 1 Iniziamo pulendo le Alici. Eliminiamo testa e lisca centrale, quindi laviamole accuratamente con acqua fredda, poi tamponiamole delicatamente con della carta assorbente. 👉 STEP 2 Adoperiamo un mixer per ridurre il Pane in Mollica, quindi nello stesso mixer sistemiamo un Aglio, 2-3 cucchiai di Olio EVO, il Peperoncino, l'Origano e qualche foglia di Prezzemolo. Un paio di colpi dovrebbero bastare per tritare il restante degli ingredienti e amalgamarli tra loro. 👉 STEP 3 Sistemiamo in una padella l'Aglio e dell'Olio, tanto quanto basta...

La lungimirante Caterina Gagliardi di Monteleone di Calabria

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 di Maria Lombardo   Oggi vi regna il degrado ma il giardino di palazzo Gagliardi a Vibo Valentia era un cenacolo di arte e cultura. Ivi tra bellezza e cultura, amava passeggiare la  marchesa Caterina Gagliardi,  moglie di  Enrico  che aveva sposato in seconde nozze e con la dispensa papale (era il fratello della madre) il 18 aprile 1860. Monteleone viveva una profondo crisi economica ed carestia “tagliente” .  E proprio quando Enrico divenne sindaco,  lo convinse a ricostruire il palazzo della casata  su quello che era il corso Vibonese, con tanto di villa sul retro. Fu un’opera definita “colossale” che vide impegnati dal 1870  ben 300 operai . Donna lungimirante! La villa fu iniziata nel 1783 , quando il marchese acquistò pregiate piante da vivai di  Champvert a pochi chilometri da Lione , in Francia. Allora per adornare completare i parchi e i giardini delle prestigiose città d’Italia occorreva rivolgersi oltralpe. Sua amica ed o...

Il caso dimenticato del bambino di Neanderthal scoperto a San Calogero (VV) dal Nicoterese Achille Solano

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 di Maria Lombardo   Siamo nel 1978 Achille Solano compie una campagna di scavi a San Calogero, sotto l’egida dell’Università di Venezia, di cui era collaboratore. Solano scopre   frammenti ossei di un bambino di Neanderthal, risalenti a più di 30mila anni fa.I reperti rinvenuti in contrada Iannì, la località a cavallo tra Piana delle Querce, Calimera e Nicotera Marina, sono oggi conservati al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Una scoperta, quella di Solano, su cui è inspiegabilmente calato l’oblio da parte delle istituzioni, e che meriterebbe tutt’altro approccio. Sul prezioso ritrovamento esiste una pubblicazione scientifica del 1986, apparsa su una rivista americana di antropologia, frutto del lavoro corale di Solano, della palentologa Laura Bonfiglio e di altri studiosi provenienti da diversi istituti di ricerca e atenei. L’archeologo Nicoterese portò alla luce i resti del cranio  di...

“Turruni di Zziti – l’essenza artigiana culinaria di Gioiosa Ionica”

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 di Maria Lombardo  Gioiosa Ionica custodisce un segreto di mandorle e zucchero, tramandato di generazione in generazione: il Turruni di Ziti.Non un semplice torrone, ma un simbolo di festa, identità e amore, capace di racchiudere in ogni morso il sapore autentico di un territorio fiero delle proprie radici.Il nome stesso, Turruni di Ziti, richiama la tradizione nuziale calabrese: questo dolce veniva preparato e offerto in occasione dei matrimoni, come augurio di dolcezza e prosperità agli sposi.Ingredienti semplici, gusto straordinario. Mandorle selezionate, zucchero cristallino e un pizzico di chiodi di garofano: pochi ingredienti, ma capaci di creare un’esplosione di profumi e sapori.La dolcezza intensa si fonde con la croccantezza delle mandorle e il tocco aromatico della spezia, regalando una sensazione avvolgente e persistente al palato. È la prova che la vera eccellenza nasce dalla semplicità, quando accompagnata da mani esperte. Dal 2013 il Turruni di Ziti è protetto d...

Il pane di Pellegrina (RC)

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 di Maria Lombardo Prodotto a Pellegrina, una frazione di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria.   Si tratta di un pane prodotto con la farina locale. Si prepara con farina di frumento tenero coltivato e molito localmente, lievito naturale e, eventualmente, birra, sale e acqua. Oggi riconosciuto come prodotto agroalimentare a Denominazione  Comunale d’Origine (De.Co.).  Ha una forma tonda e leggermente allungata. Il peso è compreso tra 0,5 e 2 kg; la crosta è ruvida e croccante. La mollica ha un colore che va dal bianco avorio al nocciola, è compatta ad alveolazione irregolare. Per preparare questo pane occorre lavorare a mano la farina tipo 00 e la ‘cranza’ (cruschello) aggiungendo l’acqua, il sale ed infine il lievito (in parte di pasta acida e in parte lievito di birra). La totale assenza di lieviti artificiali e additivi, contribuisce a mantenere inalterato il suo sapore e profumo rustico.   Si lascia lievitare e si cuoce poi nel forno a legna. ...

“A Conzata du lettu” : il rito calabrese che preparava il nido d'amore ai novelli sposi. Dalle interviste fatte alla buon anima di mia nonna Maria

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 di Maria Lombardo Un antico rito tenero, vivace e profondamente simbolico: la “Conzata du lettu” , ovvero l'aggiustare il letto per gli sposi. Non era un semplice atto domestico, ma un momento collettivo, carico di affetto, ironia, superstizione e benedizioni silenziose. Un rito che, insieme al “portare il corredo”, rappresentava il passaggio simbolico della sposa dalla casa paterna a quella coniugale, accompagnato dall'abbraccio della comunità familiare. Prima delle liste nozze c'era il corredo nuziale : un baule di lenzuola ricamate a mano, coperte di lana, cuscini, tovaglie, vestiti e persino pentole, tutto preparato con cura dalla famiglia della sposa, spesso fin dall'infanzia. Portarlo verso la nuova casa era un gesto pubblico, un'esibizione di dignità, operosità e amore materno. Il corredo non era solo un insieme di oggetti: era la promessa di una casa accogliente, il seme di una nuova famiglia. Ma se il corredo rappresentava il “che cosa”, la “Conzata du let...

L'antica pesca sanguinella calabrese rara e succosa

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 di Maria Lombardo  Diffusa in tutto il sud Italia, veniva riprodotta per lo più da seme e quindi si diversificava per l’intensità di colore e per l’epoca di maturazione. In Calabria che matura verso il 25 agosto è tipica delle Presila Catanzarese. Molto rustica, è poco esigente soprattutto per quanto riguarda i terreni. Il frutto è di piccola pezzatura, rotondo, leggermente appuntito. La buccia è di colore rosso violaceo, ricoperta di intensa peluria grigia La polpa è di base bianca o gialla con diffuso colore rosso più intenso verso il nocciolo. E’ succosa e molto profumata, liquescente a maturità, leggermente amarognola e semiaderente al nocciolo. La linea di sutura è poco profonda, e l’umbone è medio. Viene raccolta fino   settembre, insieme all’uva, per il consumo immediato o per la conservazione essiccata o altro. Il pesco della vigna( altro nome per indicare questo frutto scomparso) faceva in passato parte del nostro paesaggio. Esso produce delle pesche profumate,...