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Carnevale Calabrese: la frittata con la salsiccia secca piatto agro-pastorale.

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di Maria Lombardo Siamo in pieno Carnevale e fin’ora vi ho parlato di quello che si mangiava sia nelle famiglie povere che nella famiglie ricche. Oggi però vi porto nella cucina agro-pastorale calabrese, una ricetta della tradizione ma con un gusto fantastico. Le famiglie contadine in queste giornate provavano i primi “gruppi” di salsiccia “curata” per degustare il frutto del duro lavoro della “maialatura”. Grandi frittate si usava portare in tavola per questa festa mangereccia io però vi fornirò dosi per 4 persone: Una salsiccia Uova – 6 Una presa di sale Olio extravergine d’oliva. Perdonatemi se oso spiegarvi come si fa una frittata ma in un blog si deve essere precisi. In una recipiente mettete le uova, mescolandole bene, congiuntamente a una presa di sale e poi unite al tutto la salsiccia tagliata a rondelle. Amalgamate tra loro tutti gli ingredienti e subito dopo fate scaldare una padella, nella quale aggiungerete un cucchiaio di olio, per scongiurare che la fritt...

Riti della Calabria Albanofona: il Karnivalluni della prima domenica dopo le Ceneri.

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di Maria Lombardo Attenzione cari lettori questo è un rito “privato” cioè si svolge nelle case in famiglia e non in pubblica piazza. E’ il “Karnivalluni” che si svolge la domenica successiva al mercoledì delle Ceneri e consiste nella distruzione di pignatte per favorire il digiuno quaresimale. Questo veramente viene considerato un misterioso appuntamento nella cultura albaanofona calabra! Attenzione però con questo rito la Quaresima viene interrotta poiché si invitano parenti amici e vicini   a “ cui çahen poçet”. In pratica un certo numero di pignatte viene riempito con dolciumi e oggetti di vario genere molti dei quali scelti per suscitare ilarità nei presenti. Una delle pignatte è d’obbligo che contenga un animaletto vivo di solito un topolino. Le pignatte vengono appese ad un filo teso o sparse sul pavimento e a turno una persona bendata ed armata di bastone cerca di romperle. Se riesce a romperne una il contenuto è suo a meno che non scappi via. Il significato simbol...

8 MARZO 1832 TRA CROTONE E CATANZARO SI ABBATTè UN VIOLENTO SISMA.

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di Maria Lombardo Per l’ennesima volta la Calabria Ultra, terra già stremata dalla Monarchia Borbonica viene duramente sconquassata da un terribile sisma, questa volta l’epicentro è tra Crotone e Catanzaro. Ormai gli anni in Calabria si contavano attraverso le calamità naturali! La scossa avvenuta nel cuore della notte all’1:15 magnetudo 6.6 ( Richter) spazzò via centinaia di persone. Le cronache del tempo cantano:” “Nell’ottava luce di Marzo del 1832 nessun segno di prossima catastrofe sulla Catanzarese regione si osservava. Placido, e sereno, il cielo, cheto l’aere, indocilito e terso il mare, spensierati i Calabresi ed alle consuete blandizie o uffici della vita intesi …. quieti e tranquilli, tutti glielementi adunque erano in pace. Menzogniere apparenze, la terra chiudeva nel suo grembo tristi e potenti furori che tosto con orribile sconvolgimento della natura avrebbe sbrigliati”.   L’epicentro esatto del sisma viene individuato dall’INGV fra Cutro e San Mauro March...

Kreshmesha, un rito arberesh riscoperto per il periodo quaresimale.

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di Maria Lombardo Nelle stagioni passate in questo blog ed in molti altri vi ho parlato dei riti del Mercoledì delle Ceneri che apre il periodo di astinenza con l’esposizione della “Coraisima” e “Curemme”, questa stagione vi “catapulto” nel rito di Acquaformosa e dei borghi albano foni  calabri. In realtà questo rito era proprio scomparso ma Kreshmesha la bambola di pezza che sta a simboleggiare la Quaresima è tornata dall’oblio. Questa bambola di pezza è confezionata con rimanenze di stoffe varie somigliante ad una vecchina ricca di simbologie. Alta 50 centimetri veste il lutto per la morte del marito Carnevale e quindi con una sottavesta, o «kandush» colorata di verde, la «linja» o camicia bianca senza merletto e il giubbetto nero di lana, oppure con la «camicia», una specie di camicetta di colore molto scuro, e il grembiale nero, e un fazzoletto nero in testa.  Significativi, il pezzo di guanciale e di salsiccia conservato nella tasca destra, teso a sottolineare l’as...

Locri (RC): la fine del castello Teotino, la nascita dell'ospedale di Locri

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di Maria Lombardo E’ anacronistico di questi tempi parlare della storia dell’ospedale di Locri nel Reggino Calabrese, visto le notizie sconfortanti che pendono su questo nosoconio. Eppure cari lettori quello che sto per narrarvi non è una favola è la pura verità. Piuttosto è una, breve e concisa storia di un Castello, un bel Castello che sorgeva dove ora è ubicato l'Ospedale Civile di Locri. Anzi, per meglio dire, fu esso stesso adibito a nosocomio prima che sorgesse la nuova costruzione, ma poi, per far spazio al costruendo nuovo ospedale, e con molto rispetto dei “beni culturali”, fu allegramente abbattuto dalle ruspe un bel mattino, di buon ora, verso la fine dell'anno 1970. Questa è la storia triste e amara del Castello Teotino insomma una villa signorile. Villa costituita da un edificio centrale isolato e da una serie di bassi edifici rurali circostanti. Sembrava un fortilizio con tre torri ed  una merlatura ghibellina. Tutt'intorno a se, a mo di decorazione, u...

“U risu d’Azata” il martedì grasso è carico di tradizioni in Calabria.

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di Maria Lombardo Un piatto davvero molto antico e molto nutriente ma di un sapore sopraffino. Il pranzo o la cena del martedì grasso al culmne dei 5 giorni di baldoria e abbuffate, deve concludersi almeno con questo piatto. Il giorno dopo farà ingresso “ a corajisima ” e quindi per 40 giorni si farà una dura astinenza da tutte le pietanze del Carnevale.   Ma perché si chiama “ risu d ’ Azata ” perché il martedì grasso si fa l ’ alzata ossia si toglie la carne dalla mensa. Vi fornisco gli ingredienti: 500 grammi di riso olio evo aglio cipolla   una carota sedano passata di pomodoro due uova sode 200 grammi di salsiccia fresca fhrittula usatela se vi piace ma in passato era obbligatoria caciocavallo silano formaggio pecorino grattugiato sale Ora andiamo alla preparazione: Per iniziare bisogna sbriciolare il salame in olio, aglio e cipolla e rosolare. Preparate la passata di pomodoro e lasciate cuocere il sugo secondo i vostri gusti. Cuocete il...

Il martedì grasso nella Vallata di Sant’Agata: San Salvatore (RC).

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di Maria Lombardo N on c’è zona del Reggino come a San Salvatore che tiene a questa chiusura del Carnevale come in questa comunità di San Salvatore. La mia scelta è caduta sul rito di San Salvatore poiché si svolge tutto in questo giorno. Nelle prossime stagioni prometto di raccontarvi tutti i riti di ogni borgo della Regione. In questo centro questo   rito si rinnova da secoli sempre nello stesso modo! Ed è senza dubbio un rito rimasto agro-pastorale :   “ I rituali dell’incoronazione, del processo, del testamento, della morte, del bruciamento di Carnevale – che variavano di zona in zona, da paese a paese – riconducono ad antichi riti agropastorali di inizio anno, di rinascita della natura, di passaggio da una stagione all’altra, in cui centrale era il rapporto con i morti e con le divinità sotterranee. Ancora oggi in  molti paesi e contrade della regione rimane la processione di nannuzzu carnulivaru, l’antico rito funebre”. I “mascarati” affollano le strade d...