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Rosolio al finocchietto selvatico di Calabria

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di Maria Lombardo Il  liquore al finocchietto selvatico  è un ottimo distillato semplicissimo da preparare in casa, dal gusto fresco e che aiuta la digestione, l’ideale da servire dopo un pasto ricco e sostanzioso. In questo periodo, almeno in Sicilia, il finocchietto selvatico si trova in tutti i campi, ed è davvero piacevole raccoglierlo approfittando di una bella passeggiata domenicale in mezzo alla natura. La sua preparazione richiede in tutto circa un mese di tempo, ma, una volta pronto, il liquore al finocchietto si conserva benissimo per un lungo periodo, anche superiore ad un anno. Per realizzare questo liquore va utilizzato rigorosamente  il finocchietto selvatico fresco : non sostituitelo con i semi di finocchio o con i ciuffi di finocchio freschi perché non sono la stessa cosa   ! Io ne tengo sempre una bottiglietta in freezer da prendere all’occorrenza (tanto grazie alla presenza dell’alcol il liquore risulterà freddissimo ma non ghiacc...

Il parco della lavanda nel Pollino calabrese: la rarissima Loricanda.

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di Maria Lombardo Se volete ammirare la rarissima lavanda del Pollino potete recarvi in Calabria a  Campotenese , frazione del bellissimo borgo di  Morano Calabro,  per ritrovarsi immersi in colori e profumi che richiamano il più classico dei paesaggi provenzali. La Loricanda è una specie di lavanda autoctona , a lungo considerata una comune  Lavanda angustifolia , o  lavanda officinale  o  lavanda vera  ma svolgendo degli esami approfonditi si è scoperto che è una specie autonoma la cui distribuzione va dal Cilento al Pollino e alle montagne della Calabria nord-occidentale . Attenzione non è pubblicità ma studi attestano quanto dico! E’ un tipo di lavanda molto profumata che attira a se api e farfalle,   questo Parco della Lavanda non è infatti solo un luogo che regala emozioni estetiche a piene mani, ma anche  uno spazio di lavoro impegnativo dove alla coltivazione segue il raccolto, l’essiccazione naturale, la distillazione d...

UN PO' DI STORIA DELLA GASTRONOMIA: CUZZUPE del catanzarese

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di Maria Lombardo Il nome curioso “cuzzupa” deriva dal greco, e significa “ciambella”. La particolarità, infatti, è che l’impasto, pri ma della cottura, viene modellato in tante forme fantasiose e divertenti, secondo le classiche figure della Pasqua: pupazzi, ciambelle, trecce, cestini, colombe, coniglietti, corolle, pesci, di varie dimensioni e con differenti ricette, tramandate negli anni attraverso le generazioni.  Un tempo, nella tradizione contadina calabrese, le cuzzupe erano semplici pani dolci, preparati con i poveri ingredienti che la terra offriva, come farina di granoturco, miele o sciroppo di fichi, cotte in forno a legna. Era consuetudine prepararle durante la Settimana Santa, per poi scambiarsele in dono tra famiglie, parenti e amici, e consumarle la domenica di Pasqua, dopo la Messa.Oggi, si usa farina bianca, uova, lievito di birra, strutto o burro, anice. Le varie forme assumevano e assumono, se ancora si vuole, a un forte significato simbolico o scherzos...

Questo rito non s’ha da fare… Sapevate che il rito dei Vattienti di Nocera Terinese (CZ) è legato anche alla città di Tropea (VV)

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di Maria Lombardo E allora, durante il rito dei battenti di Nocera Terinese è pressoché impossibile non avere un qualche rapporto con il sangue, e  il sangue si rivela in tutta la sua potenza . Ma andiamo per gradi. Cari lettori ho già parlato in questo blog ed in altri di questo secolare ed ancestrale rito. Il mio invito è di approfondire! Come già sappiamo, il rito dei battenti di Nocera Terinese è il  rito degli opposti . E’ un rito capace di unire e dividere, di includere ed escludere, di coinvolgere e sconvolgere e, in effetti, nel corso del tempo furono in tanti a opporsi e a prodigarsi per ostacolarlo o addirittura vietarlo, tutti tentativi falliti naturalmente, fin quando nel 1981 un uomo di Chiesa di grande carisma ha tradotto il volere del popolo, e anche quello della Chiesa. E allora, correva l’anno 1958 quando Monsignor Saba, vescovo di Tropea, in uno scritto pubblicato in un bollettino invitava la comunità nocerese ad  abbandonare la pratica peni...

Riti perduti della Settimana Santa Pizzitana:”Duminica d’Alivi”

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di Maria Lombardo Quest’anno sarà una Settimana Santa atipica causa il Covid 19 tutti i riti vengono sospesi. Ho deciso per questo motivo di raccontarvi i riti Calabresi andati persi col tempo. Oggi la Domenica della Palme come un tempo si rifà   all’ingresso regale di Gesù a Gerusalemme! A Pizzo come in altri centri della Regione si benedicono palme e germogli di ulivo. Non molto tempo fa gli uomini entravano nella Chiesa di san Giorgio con fronde altre 5 metri le donne invece intrecciavano le palme nelle forme più svariate. Oggi succede che mentre il prete benedice le palme tutti contemporaneamente alzano quello che possiedono e iniziano a svontolarle provocando un rumore tipo fruscio. Un momento di commozione! Poi in processione si va verso la Chiesa di San Giorgio   che si conclude davanti la croce di granito dove viene posta una croce di   legno rivestita di rami di ulivo. Se andiamo indietro nel tempo succedeva questo invece , finita la messa con la benedi...

Calabria Grecanica: a Staiti (RC)“i jaluni duci” per Pasqua!

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di Maria Lombardo   Oggi   per Viviamo la Calabria ci rechiamo nell’area grecanica ellenofona per conoscere i Jaluni o Fiauni, dolci preparati in occasione della Pasqua nell’area grecanica.  Geograficamente parlando siamo nella parte meridionale dell’Aspromonte, versante ionico, un territorio impervio e difficile, abitato da contadini e pastori che con il passare del tempo hanno abbandonato i vecchi borghi per trasferirsi sulla costa. E la cucina di questo territorio è appunto di ” contadini e pastori “, prodotti quindi della terra e degli animali allevati.  Prodotti naturali e genuini per delle preparazioni antiche e altamente simboliche. I Jaluni sono una sorta di ravioli  con un ripieno di ricotta e Musulupu, un formaggio primo sale. Trovare la ricetta non è stato facile, infine spulciando su alcuni testi della locride ho trovato questa. Non sarà sicuramente l’originale t...

Ad Amantea (CS) la Settimana Santa inizia il Venerdì che precede la Domenica delle Palme: processione dell’Addolorata

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di Maria Lombardo Ad Amantea bellissimo borgo turistico del Tirreno la Settimana Santa inizia due giorni prima della canonica Domenica delle Palme, per le vie del paesello si pratica la ricorrenza dell’Addolorata. La statua della Vergine viene posizionata giorni prima pulita e addobbata a questo periodo livido. Ogni confraternita è impegnata nella raccolta di spine per preparare le corone che indosseranno durante i riti. Nel tardo pomeriggio  secondo l’antica pratica, ovvero con uscita a seguire il tramonto, con canto intero dello Stabat Mater da parte dei fedeli alternato al canto dell’Addolorata da parte delle donne dietro la statua. La consistenza della Pietà Popolare è stata completata con la fiaccolata che ha attraversato lo storico tratto del borgo amanteano dalla chiesa di San Biagio (matrice) fino al piazzale Croce adiacente alla chiesa del Carmine. Lungo il percorso tre stazioni per le fermate devozionali allestite da fedeli del rione Piazza. La confraternita del S...