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La carriera e la vita di Rino Gaetano si interruppero il 2 giugno 1981.

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  di Maria Lombardo    Aveva trent'anni il cantautore calabrese, morì in seguito a un incidente stradale. In precedenza l'8 gennaio 1979 un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Gaetano contro il guard rail: il cantante era rimasto illeso e la sua auto distrutta. Gaetano aveva deciso poi di acquistare una nuova Volvo 343 grigio metallizzato. Dopo una notte passata per locali alle 3:55, mentre percorreva via Nomentana, all'altezza dell'incrocio con via Carlo Fea, invase con la sua vettura la corsia opposta. Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l'impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L'autopsia rivelerà come causa della perdita di controllo dell'auto un possibile collasso prima dell'impatto e il conducente del camion Antonio Torres, che prestò i primi soccorsi al cantante, raccontò di averlo visto accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi at...

LA MAESTOSITà DEI MEGALITI DI NARDODIPACE (VV)

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  di Maria Lombardo  Per poter ammirare questi straordinari manufatti bisogna portarsi in due aree diverse il geosito A ed il geosito B. I manufatti misteriosi sono collocabili temporalmente tra il V e il II millennio a.C.. Insomma le loro forme sinuose impreziosiscono il bosco di lecci nelle Serre Vibonesi, le due strutture misurano circa 8 e 6 metri in altezza con una base di decine di metri costituita da pietre gigantesche a forma poligonale pesanti fino a 200 tonnellate che, come si riscontra in tutti gli insediamenti megalitici del mondo, sono assemblate con una precisione stupefacente tale da non permettere di infilare tra i loro interstizi neanche un foglio di carta. Ennesima caratteristica e che si stagliano sopra delle colline che sembrano artificiali. La pietra usata per innalzarli è stata estratta a circa 1353 metri di altezza sul Passo Pietra Spada.Quarzo e granito li costituiscono e sono davvero somiglianti ai megaliti inglesi destando stupore e polemiche. Non man...

Gli "spanzati" di fine '700 quando i neomeridionalisti credono davvero che la malavita la portò il nuovo Stato Italiano.

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  di Maria Lombardo    Era solo una forma embrionale! Certamente c’era ed era radicata in molte zone della Calabria. Nel 1792 Giuseppe Maria Galanti annotava nel suo "Giornale di Viaggio in Calabria" la presenza a Monteleone oggi Vibo Valentia, un centro economicamente molto importante dell'epoca. Nonostante tutto vi erano questi personaggi definiti "spanzati", "gente oziosa" abituata a commettere "ogni sorta di bricconeria, con un manifesto disprezzo per la giustizia, la quale è inefficace a punirli". Parole che non necessitano commenti! Molti di questi "spanzati" svolgevano la funzione di mediatori, facendo ricorso alla violenza se necessario, nei settori commerciali più redditizi dell'epoca, quelli della seta e dell'olio. I contadini sfruttati e gli “spanzati” divennero facili prede dei tanti mafiosi siciliani spediti in confino sull’Aspromonte: nasce l’Onorata Società. Attenzione non bisogna confondere l’Onorata Societ...

Rose (CS), decorazioni longobarde nella chiesa matrice. Interessante visitarla.

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 di Maria Lombardo  Oggi vi porto a Rose nel cosentino per parlarvi della chiesa Matrice, una bellissima chiesa a tre navate di pianta a croce latina. La chiesa è stata diverse volte distrutta dai terremoti ma è stata sempre restaurata e abbellita, grazie alla pietà dei fedeli. Solo il terremoto del 1980 è riuscita a piegarla, infatti dall’allora la chiesa è chiusa al culto. Vi sono dei documenti che risalgono al XIII – XIV. Il Vescovo di Bisignano nel 1259 in un documento che censiva i luoghi di Rose dedicati al culto scriveva della presenza della Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta. Si possono ammirare elementi connessioni al mondo longobardo, presente in Calabria settentrionale nell’alto-medioevo. Ricordiamo che i Longobardi dal 596 d.C. in Calabria furono i principali antagonisti dei Bizantini, tra la fine del VI e la metà dell’XI secolo, quando entrambi furono sconfitti e cacciati dai Normanni. L’area principalmente occupata dai Longobardi corrispondeva alla parte della...

PANELLO ALL'OLIO DI ROSMARINO: PANI ANTICHI CALABRESI.

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  di Maria Lombardo    Era un pane molto gettonato profumato e se caldo sprigionava un profumo inebriante. Fatelo così:   Ingredienti 1 kg. di farina 1/2 bicchiere d'olio 25g di lievito di birra 1/2 bicchiere di latte 1 cucchiaio di zucchero una presa di sale 1 uovo 1 rametto di rosmarino Preparazione Versate la farina a fontana e nel centro mettete il pizzico di sale, il cucchiaio di zucchero ed il lievito di birra precedentemente sciolto nel latte tiepido. Impastate la farina con questi ingredienti e formate un panello morbido e compatto. Mettetelo in una terrina e fatelo lievitare per almeno due ore. Intanto in un tegamino soffriggete il rosmarino ridotto in aghi nell'olio d'oliva. Riprendete la pasta lievitata e rimpastatela aggiungendo l'olio di rosmarino. Impastate ancora in modo che l’olio sia ben assorbito. Dividete la pasta ottenuta, in tante piccole pagnottelle incidetevi sopra con un coltello un segno a croce e rimette...

Il Farci-Provola di Marcellinara (CZ) dovete assaggiarlo.

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  di Maria Lombardo  Il Farci-Provola è un formaggio prodotto tutto l'anno nel comune di Marcellinara (CZ) da latte vaccino di razza mista, il bestiame è alimentato a pascolo estensivo naturale, integrato con mangime. All'interno di questo formaggio viene inserita della soppressata o capocollo.La forma è quella del caciocallo, allungata; il prodotto presenta una crosta compatta di colore bianco avorio, liscia e lucida. La pasta è quella del caciocavallo di sapore corposo e pieno. Inoltre la lavorazione è la stessa del caciocavallo, la pasta una volta filata viene formata come una provola molto allungata con l'interno cavo che viene farcito con una soppressata oppure con un capocollo stagionato. Una volta chiuso l'apice della provola, la si mette in acqua fredda per raffreddarla. La successiva fase è quella della salatura in salamoia, fase che dura diverse ore.La maturazione avviene in pochi giorni in ambiente aerato, le forme vengono appese a coppie su bastoni orizzonat...

IL CALABRESE MICHELE MORELLI DI MONTELEONE CONDANNATO A MORTE DAI BORBONE CON LA GHIGLIOTTINA COME INIZIATORE DEL MOTO COSTITUZIONALE DEL 1820-1821 IL 12 SETTEMBRE 1822 NEL LARGO DI PORTA CAPUANA.

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  di Maria Lombardo  Torniamo a raccontare i fatti della rivoluzione napoletana del 1820-1821 di cui ricorre il bicentenario, quando si cercò da parte dei più illuminati della nazione napoletana di trasformare la monarchia borbonica da assolutista e clericale in un regime liberale e costituzionale, sul modello di quelli della Spagna e dell’Inghilterra. I promotori di quel moto insurrezionale furono: il napoletano Giuseppe Silvati, figlio di Gennaro e di Anna Maria Lerisetti, di famiglia siciliana, nato nel 1791, che scelse la carriera militare, al tempo di Gioacchino Murat, combattendo in Spagna e nelle altre imprese italiane del memorabile sovrano, e il calabrese di Monteleone, nato nel 1792, di distinta e colta famiglia, che combattè con l’esercito napoleonico in Russia, durante il fondamentale decennio (1806-1815). Fu Silvati il vero preparatore del moto insieme all’amico calabrese Morelli, che partirono da Nola   nella notte tra il primo e secondo giorno di luglio 182...