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“ I filejia alla Trupiana” piatto tipico di Tropea (VV)

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  di Maria Lombardo Le fileja, denominati anche maccheroni o, in dialetto calabrese ‘maccarruni’, sono un formato di pasta fresca realizzato con farina di grano duro, acqua e sale. Questa tipologia di pasta ha una particolarità, ovvero viene ‘allungata’ con un tipico ferretto. Se volete approfondire nel blog c’è un pezzo dedicato agli “strangugghji” nella mia zona si chiamano così.Le fileja sono protagoniste di numerose ricette e vengono servite con il ragù, con Nduja di Spilinga o con sughi a base di verdure. In questo articolo proponiamo una ricetta ideale per un pranzo domenicale in stile calabrese. Scopriamo come realizzare le Fileja alla tropeana. Ingredienti   500 g Fileja 3 Zucchine 2 Melanzane 10 Pomodorini 1 Cipolla rossa di Tropea 4 cucchiai Parmigiano reggiano 1 Peperoncino piccante Olio extravergine d’oliva Basilico q.b. Sale Procedimento   Lavate le zucchine sotto l’acqua corrente, asciugatele, spuntatele e tagliatele a cubetti. ...

Conserve antiche di Calabria:” i Pipi Salati”

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  di Maria Lombardo  Ogni buona massaia conserva in casa il salaturo, dove si mettono in salamoia i peperoni per consumarli nella stagione invernale. I Peperoni Salati sono una antica conserva calabrese che permette di conservare i peperoni di Agosto, nell'apposito contenitore di terracotta, il salaturo, sotto abbondante sale, aromatizzandoli con il finocchio selvatico, peperoncino piccante e aglio, e pressandoli con un peso, per poterli poi gustare nei mesi invernali. Si consumano poi fritti! Si consiglia di tenerli un'ora circa in acqua fredda per eliminare il sale, e friggerli con le patate o semplicemente condendoli con un filo d’olio extravergine d’oliva.

Birra Trupiana: la birra non filtrata con i profumi della Cipolla Rossa di Tropea IGP

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  di Maria Lombardo  La Calabria continua a far parlare di sé per le eccellenze prodotte, e questa volta i nostri riflettori sono stati puntati sulla birra Trupiana, una birra non filtrata Made in Calabria che dopo anni di oblio ritorna a far parlare di sé.Il suo ritorno sulle tavole dei calabresi e non solo, è frutto di un’idea di Antonio Lorenzo che, sfogliando un taccuino appartenente al nonno notò alcune righe che attirarono la sua attenzione.All’interno di quel taccuino, il nonno descriveva una birra ambrata, dalla schiuma color avorio, che risaltava la cipolla rossa di Tropea I.G.P, con la sua dolcezza e i profumi dei fiori del nostro territorio. Questa birra era nata tra i territori di Tropea e Capo Vaticano, ma col tempo si persero le tracce. Dopo l’incontro avvenuto tra Antonio Lorenzao e Eraldo Corti, il maestro birraio che vanta svariati premi e riconoscimenti, la birra “Trupiana” è ‘ritornata in vita’.Grazie all’intraprendenza dei Lorenzo e all’esperienza di Eraldo...

"STRICARI" l’antico metodo di massaggiare con l’olio d’oliva usato già dai greci

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  di Maria Lombardo  Un metodo antichissimo di impiegare l’olio d’oliva, già utilizzato dagli antichi greci è il massaggio. L’olio infatti oltre a far bene alla pelle, la penetra, arriva fino ai muscoli ed è un importante rilassante muscolare. Ancora fino a pochi anni fa, anche nel nostro paese vi erano persone, alle quali vi si faceva ricorso in caso di contusioni, slogature e per la cura di traumi.Queste sapevano "stricari" ovvero massaggiare le perti interessate per alleviarne i sintomi. L'olio veniva riscaldato in un pentolino e si iniziava massaggiare, questo penetrava nella zona muscolare interessata e ne rinfrescava le parti infiammate dandone un immediato benessere. Questa conoscenza è ormai del tutto sparita, tantissime persone, ormai di una certa età, possono, però, testimoniare di aver beneficiato di questa pratica. Era normale un tempo dopo essersi slogati, magari dopo una partita di pallone per strada, andare dalla vicina o vicino e farsi "stricari"...

Birra Kalabra e la sua Blanche al Bergamotto da assaggiare.

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  di Maria Lombardo  Birra Kalabra è un brand nato dalla passione per la produzione di birra artigianale e dall’amore per la Calabria, culla della Birra Kalabra da cui ne deriva il nome. La produzione della Birra Kalabra rispetta le antichissime procedure ed è basata sull’utilizzo di materie prime come spezie e aromi e agrumi rigorosamente made in Calabria nel rispetto delle origini di questa tipologia di birra che al suo interno conserva tutto il buono della Calabria. Blanche al Bergamotto Tra le varie produzioni artigianali del brand, spicca e si distingue tra tutte la Birra Blanche al Bergamotto del brand Kalabra, una tipologia di birra ad alta fermentazione priva di qualsiasi additivo, non filtrata e non pastorizzata, dalla schiuma bianca e cremosa.Dal sapore originale, la birra Blanche al Bergamotto è una birra dissetante arricchita con il prezioso Bergamotto d Reggio Calabria e si sposa perfettamente con antipasti a base di salumi e formaggi, pizze e primi piatti a b...

L’Unità d’Italia voluta dai Calabresi: il Rossanese Vincenzo Greco

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  di Maria Lombardo  Vincenzo Greco nell’800 è stato un rivoluzionario rossanese, caduto nel dimenticatoio oggi desidero riportarlo agli onori della storia. Ebbene il liberale di Rossano nel cosentino ebbe un ruolo importante negli avvenimenti del 1848 e nella lotta alla tirannide borbonica. Nato nel 1809, aveva tre fratelli, Raffaele, Benedetto ed Eloisa ed era sposato con Serafina Palopoli. In realtà, però, il vero matrimonio l’aveva contratto con la rivoluzione alla quale aveva votato anima, corpo, affetti e averi, in un’epoca di assolutismo tirannico come quello vigente sotto Ferdinando II. La passione politica lo portò ben presto a Napoli dove frequentò gli ambienti liberali, iniziando così la conoscenza delle carceri borboniche. Ma fu il 1848 che lo vide grande protagonista. Descritto dai giudici borbonici come il male assoluto. Ma per Greco quelle parole contro lui sarebbero state lette come dei meriti per aver avuto, in un’epoca di oscurantismo per i diritti civili e p...

Sapete che a Petilia Policastro (KR) è conservata la Sacra Spina appartenuta alla corona di spine di Gesù

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 di Maria Lombardo  La Sacra Spina è una reliquia, conservata e venerata nel Santuario della Sacra Spina di Petilia Policastro, che la tradizione vuole sia appartenuta alla corona di spine che trafisse il capo di Gesù Cristo. La Sacra Spina, conservata in origine nella Sacra Cappella di Parigi, fu donata nel 1498 da Giovanna di Valois, regina di Francia e moglie di Luigi XII, al suo confessore, padre Dionisio Sacco, vescovo di Reims. Quest'ultimo decise di portarla al suo monastero di origine, quello francescano di Petilia Policastro. Tuttavia, padre Dionisio Sacco non riuscì a consegnare la reliquia al monastero per la sua improvvisa morte nel 1523, dove arrivò il 22 agosto dello stesso anno grazie a padre Ludovico Albo, nipote del Sacco, e fu chiusa in spessi cristalli accuratamente sigillati di un ricco ostensorio, donato dal clero di Petilia, collocato nella chiesa conosciuta al tempo col nome di Santa Maria dei Frati. La Spina è lunga 3 cm circa, di colore bruno, delicata...