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La fontana dell’amore di Gallicianò (RC)

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 di Maria Lombardo  "Canada tis Aga'pi" si trova presso il piccolo borgo di Galliciano, ' nel cuore della Calabria greca( Bova S.)Questo era il luogo  d'incontro dei   ragazzi che si frequentavano molti anni fa.Anticamente, i giovani che si erano "incontrati  alla Fontana  rispettavano  un'arcaica usanza " U' Cippitinna'u" ovvero il " fidanzato o chi per lui, poneva dietro la porta dell'innamorata, un  ceppo di legno al quale era stato  dato un colpo d'accetta ( ma il ceppo restava intero) e, abbellito con nastri colorati significa che " chiedeva in sposa la ragazza. Al mattino, il famigliare che aprendo per primo la porta e, conoscendo la modalita' del rito, ritirava "u cci'ppu"   accettava di " ccippari" ( fidanzare) la figlia con il giovane che si proponeva.Se il famigliare lo faceva rotolare per strada, il significato era un netto rifiuto.Andate a visitare " la Fontana dell'amore...

Il marmo verde del Reventino in Calabria

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di Maria Lombardo       Questa roccia è stata usata in passato per le decorazioni di edifici civili e religiosi, sofisticata quanto pregiata. Ha una colorazione grigio-verde oliva con venature biancastre e una durezza tale da conferirgli notevoli caratteristiche fisiche. Facile da lavorare tende a sfaldarsi in fasce sottili. Proprio per questo motivo è stata scelta in passato per le decorazioni interne ed esterne di edifici civili e soprattutto religiosi. Se volete fare un tour ed ammirarla vi consiglio di visitare l Conflenti, ma gran parte dell‘hinterland catanzarese vanta diversi affioramenti: uno tra questi è il sito di Zangarona. Molte ancora sono le cave che un tempo hanno fatto la ricchezza delle maestranze locali ed hanno ancora reso stupende le chiese locali. Ad esempio, proprio l’interno della cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo presenta alcuni altari realizzati proprio con il verde Calabria di Zangarona. Oggi però il Verde di Calabria ha problemi n...

La Massa Nicoterana.

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 di Maria Lombardo L’ istituzione della diocesi di Nicotera è documentata a partire dalla fine del VI° sec., quando papa Gregorio Magno scrisse al suddiacono regionale affinché vigilasse sulla chiesa di Nicotera in quanto il suo primo vescovo   di cui si ha memoria Proclo, anche se certamente era più antica,   forse per trascuratezza amministrativa, venne sospeso dall’ufficio. Nel luglio 596, infatti era in penitenza. Del periodo precedente abbiamo il riferimento della Massa Nicoterana che faceva parte del Patrimonio di San Pietro in terra Bruttiorum. Difatti l’ attribuzione del nome “Nicotera”, che probabilmente deriva da Νικóτερας = νίκη ”vittoria” – e τέρας ” miracolo, prodigio ,quindi “Prodigio della Vittoria” sarebbe dovuto non alla   vittoria dei romani su quei popoli, ma   al prodigio della vittoria del cristianesimo sulle dottrine eretiche e pagane   concretizzatosi con la conversione degli abitanti durante l’opera di evangelizzazione. Per ricompen...

La chjina, il più antico dolce di carnevale calabrese

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 di Maria Lombardo     Eccovi la ricetta della Chjina, considerate che cosi riuscite a creare circa 10 tortine   Per il ripieno:   1 kg di mollica di pane raffermo 500 gr uvetta idratata 500 gr di noci e nocciole 200 gr di cioccolato a pezzi Buccia di 4 arance Tanta   cannella 1 litro di miele di fichi Per la sfoglia:   1 kg di farina 00 5 uova 4 cucchiai di zucchero 1 bustina di lievito 1 bustina di vanillina 100 gr di burro sciolto Latte 1 bicchiere Tutti i passaggi della chjina, dalla realizzazione della sfoglia al ripieno fino ad arrivare alla cottura in forno. Inizieremo a preparare il ripieno che dovrà riposare per circa un’ora. In una coppa per insalata alta e capiente inseriremo, uno alla volta, tutti gli ingredienti. Quindi la mollica di pane raffermo, l’uvetta idratata precedentemente, le noci e le nocciole, i pezzi di cioccolato fondente oppure al latte, la buccia delle arance grattugiate. Diamo ...

Villa Zerbi particolare palazzo in stile “medioevo veneziano” della Città di Reggio Calabria.

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 di Maria Lombardo     La villa Genoese Zerbi (talvolta chiamata villa Zerbi), è un edificio storico della città di Reggio Calabria. Sorge sul corso Vittorio Emanuele III nell'area dove, prima del 1860, vi era l'antica villa in stile barocco della famiglia dei Marchesi Genoese, antica famiglia del patriziato reggino che alla fine del XIX secolo aggiunse al proprio cognome quello degli Zerbi da cui Genoese Zerbi. Distrutta dal terremoto del 1908, la villa fu riedificata con un progetto redatto dagli ingegneri Zerbi, Pertini e Marzats nel 1915. Attualmente la Villa non appartiene più alla famiglia Genoese Zerbi e per alcuni anni è stata un centro espositivo gestito dal Comune di Reggio Calabria. Il nuovo edificio fu costruito con caratteristiche completamente diverse dall'antica villa, e con nuove scelte di stile architettonico e tipologico, che si differenziano dagli altri edifici del fronte sulla via marina.  L'area in cui sorge è definita da via Giulia, via Za...

Come preparare la marmellata al bergamotto

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 di Maria Lombardo Il bergamotto fresco è un agrume con un sapore molto forte a metà tra l’arancia e il limone, e grazie alle sue numerose proprietà è particolarmente adatto alla preparazione di una buona e salutare marmellata fatta in casa. Marmellata al bergamotto: Gli ingredienti •           2 kg di bergamotti •           1,5 Kg di zucchero •           700 ml d’acqua   La preparazione Prendete i bergamotti e lavateli; dopo averli asciugati tagliateli in quattro parti. Rimuovete qualsiasi eccesso dell’agrume, come le estremità, lo stelo ed i semi e teneteli da parte. Sbucciateli e rimuovete la ‘pellicina’ tipica di tutti gli agrumi (per evitare che la confettura diventi amara) e tagliateli a listelli sottili. Prendete quindi la polpa e le bucce e metteteli in una pentola grande piena d’acqua. Portate quindi il tutto ad ebolliz...

Il mio carnevale anni '80 ed i suoi abiti di recupero

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 di Maria Lombardo    Febbraio è il mese del Carnevale, degli scherzi, delle sfilate dei carri, dei fritti.   Ricordo che da bambina a scuola ci facevano disegnare, colorare e ritagliare le mascherine da indossare poi alle festicciole che culminavano con la mangiata dell’ultimo giorno di carnevale. Ammetto di avere un po’ di nostalgia per quei tempi, fatti di stelle filanti e coriandoli. Oggi il Carnevale è sempre più commercializzato e la tradizione si sta via via perdendo. I costumi si fanno molteplici, più moderni ed elaborati e si sono adattati ai tempi odierni. Ma non sarebbe bello far conoscere ai bambini e ragazzi giovani anche le maschere che si usavano una volta? E allora facciamo un tuffo nel passato e nei dolci ricordi del Carnevale, tra le maschere di una volta. Qui vi presento una selezione di quelle che riaffiorano nei miei ricordi in questo momento. Arlecchino Alzi la mano chi non si è mai vestito da Arlecchino! Il costume per eccellenza, soprattut...