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AIETA, IL PALAZZO DEL XVI SECOLO VISITIAMOLO INSIEME.

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di Maria Lombardo Un piccolo borgo di 800 anime, un borgo calmo e soprattutto ben curato siamo ad Aieta dove il moderno si mescola con l’antico, stradine strette quasi feritoie non per mettono il passaggio delle auto e quindi il passato si visita a piedi. Imperativo camminare! Dal 2013 è stato inserito tra “I Borghi più belli d’Italia” e, sulla sua vetta, conserva un monumento che, per la sua storia e le sue fattezze, lascia stupiti. Si tratta di quello che sul sito del Comune e nelle indicazioni che si trovano nel borgo, viene indicato come “Il palazzo del XVI secolo”: una dimora appartenuta a diverse famiglie nobili, ad oggi uno dei rari esempi di architettura civile rinascimentale in Calabria. Un vero unicum! Imponente e magnifico domina su Aieta e le sue origini medioevali lo fecero dimora dei Lorya. Nel ‘500 però il bel palazzo viene confiscato da Carlo V poiché il Lorya si dimostrò infedele alla corona di Spagna avvicinandosi ai francesi. Poco dopo il palazzo tornò nelle ...

CROTONE SECONDA SOLO A SPARTA E ATENE: MILONE DI CROTONE

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di Maria Lombardo Non mancava occasione che le colonie Magno Greche non inviassero i propri atleti alle varie Olimpiadi che si tenevano in Grecia. Ebbene si lo sport era l'unico modo per le colonie di poter far sentire forte la propria voce! Effettivamente italioti e sicilioti brillarono di luce propria nelle competizioni, gli atleti di Crotone vinsero 20 titoli in 26 Olimpiadi tra il 588 a.C. e il 488 a.C., tanto da essere secondi solo a Sparta, davanti ad Atene. Non a caso l'atleta più forte di tutti i tempi fu Milone di Crotone che si distinse nellaa disciplina di lottatore e pugile. A Kroton l'arte ginnica era progreditissima consigliata dalla famosa scuola medica locale quale mezzo da associarsi alla dieta per garantire la salubrità del corpo. Ma, prima di lui anche Pitagora seguiva l'antagonismo ed una buona dieta poiché era il suo “status” a richiederlo. Fu sempre un crotoniate a vincere le prime Olimpiadi nel pugilato un tale Daippos.Ecco che dire di qu...

San Zaccaria da Santa Severina diviene Papa!

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di Maria Lombardo Eletto papa dal 741 al 752 San Zaccaria nacque a Santa Severina nel Crotonese. Fu uno dei Papi che doveva “comportarsi” come un monarca aprendo delle contese con i Longobardi e gli esarchi di Ravenna. A Terni infatti ottenne dal Re Longobardo la restituzione di alcune città sottratte Amelia,Orte, Bomanzo, Olesa e quella parte di Sabina strappata alla Chiesa. Trattò spesso con Liutprando giocando sulla forza religiosa del Longobardo che a sua volta restituì alla Chiesa Ferrara, Ravenna, Cesena, Forlimpopoli, Forlì e Comacchio. Inoltre le sue trattative coincisero poi col successore di Liutprando, Rachis, da cui ottenne Perugia, Pentapoli ossia Rimini, Fano, Pesaro, Urbino e Osimo. Diplomatico onesto e sottile! Stipulò perfino una pace ventennale che durerà poco , la Chiesa aveva deciso di allontanare da Roma ogni potenziale nemico o concorrente, anche se questi era Longobardo. Inoltre a Ravenna il Papa stesso non ne fece parola volendo lasciare libertà al popol...

In Calabria primavera nel piatto: gustosissime frittelle di fiori di "Cassiaru" (Acacia.)

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di Maria Lombardo E ’ una pianta che cresce un po ’ ovunque in Calabria è la Robinia pseudoacacia , le sue infiorescenze sono abbondanti. Fiori bianchi screziati di giallo che con il loro nettare viene prodotto un miele d’acacia limpido e delicato! Ho scelto di rammentarvi questa antica ricetta poiché mia nonna li faceva sia dolci che salati usando pochissimi elementi. Nella preparazione della pastella non servono uova o dolcificanti se decidiamo di farli   dolci ma farina integrale perché esalta con la sua sapidità la dolcezza dei fiori. Ecco la ricetta: Frittelle di fiori di   “cassiaru” Ingredienti Infiorescenze di “cassiaru” Farina integrale biologica Acqua frizzante molto fredda Olio di semi Mischiare acqua e farina in modo da ottenere una pastella liscia e non troppo densa, che si attacchi bene ai fiori. Il rametto che tiene insieme i fiori servirà sia ad immergerli nella pastella, ed è l'unica cosa non commestibile, una volta fritte i fiori e ...

Antichi mestieri persi : u seggiaru!

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di Maria Lombardo  L'era del consumismo ha permesso di gettare nel dimenticatoio molti mestieri quello del seggiaru ossia l'aggiustasedie è uno di questi. Una figura ecclettica della quotidianità di altri tempi il quale si occupava di rivestire damigiane e contenitori per damigiane tra le sua mansioni. Vi erano casi in cui questo artigiano aveva una piccola bottega o svolgeva la sua mansione per le strade. Un angolo al fresco gli arnesi da lavoro e ottima paglia, poteva bastare solo questo. Spesso u seggiaru veniva contattato per appuntammento quando una sedia si sfondava. La massaia o chi per lei portava “l'imbasciata” sceglieva in prima persona i materiali che voleva. Con vari tipi di paglia, martello, chiodi, raspa e colla riparava ed impagliava le sedie. Il suo compito era di riparare le sedie logorate dall'uso e di cui le famiglie non potevano sbarazzarsi per i tempi difficili. Era difficile a quel tempo disfarsi degli oggetti! La materia prima che veniva ...

Tornano le antiche tradizioni legate al culto di San Francesco: Pizzo “i tunnacchji i Sanbrangiscu”

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di Maria Lombardo E ’ cosa conosciutissima da chi vive e conosce questa Regione come me che la cittadina costiera di Pizzo Calabro ha uno speciale rapporto con San Francesco di Paola. Viene considerata infatti una delle Città Francescane per andare in Sicilia, Francesco passò dal Pizzo. Patrono della Calabria è della gente di mare a Lui i pescatori portavano in segno di reverenza e rispetto il primo tonno pescato. Una bellissima tradizione che oggi si rinnova durante la settimana dei festeggiamenti per il Santo calabrese. “ I tunnacchji i Sanbrangiscu ” così si chiama il rito! Oggi non viene più praticata col pesce vero che ogni famiglia di pescatori portava ai Frati Minimi presso il Convento ma le massaie napitine rinnovano il rito con splendidi dolci in “ mustazzoli ” a forma di pesce. Questi sono gli ingredienti usati: dalle 5 alle 10 uova; 500 grammi di zucchero; un bicchiere di   latte;vanillina e limone grattugiato; lievito per dolci   e due bustine di amm...

Prelibatezze antiche di Calabria, frittelle di fiori di sambuco: Palluttelli “i meji”

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di Maria Lombardo “ Palluttelli, i meji” è il nome che a Corigliano Calabro e dintorni si dà a queste frittelline che vengono usate come antipasto in questo periodo dell’anno. Frittelline molto semplici quanto davvero deliziose! Ingredienti pochi e reperibilissimi ecco perché è un prodotto antico farina, uova e fiori di sambuco. Ma cosa ne sanno al Nord di queste nostre belle tradizioni che si rinnovano da tempi remotissimi, in Calabria poi “ u meji” è il fiore di sambuco che sbocciano   in primavera-estate, ma raggiungono il massimo della fioritura nel mese di Maggio, donde il nome coriglianese di “meji” che vuol dire appunto, “maggio”. Non vi potete sbagliare se andate a raccogliere questi fiori sono piccoli fiori bianchi e odorosi a 5 lobi petaliformi, che sono riuniti in gran numero in ampie infiorescenze ombrelliformi. Hanno azione sudorifera   nei raffreddori.  Ecco ingredienti e dosi: 200 grammi di fiori di sambuco separati dai gambi più duri, 150 grammi...