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La pasta e patate “ara tijeddra” alla tiella è una ricetta tipica cosentina

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 di Maria Lombardo  E’ davvero un piatto povero, semplice,   economico e molto apprezzato, il suo nome deriva dal contenitore in cui si dovrebbe cuocere, ossia il tegame di terracotta. E’ buona sia calda che fredda, di conseguenza si può preparare alla mattina per poi gustarla a pranzo.   Ingredienti - 1 kg patate silane - 400 g ziti lisce - 1 l passata di pomodoro - q.b. olio extravergine d’oliva - 1cipolla rossa di Tropea - 1 spicchio d'aglio - 1peperoncino - q.b. origano secco - 1 ciuffo basilico - q.b. Parmigiano - q.b. pecorino - q.b. mollica   Sugo per pasta e patate "ara tijeddra" Cuoci un sughetto di pomodoro semplice. In una casseruola versa l’olio necessario per coprire il fondo, metti la cipolla tritata, l’aglio tritato o intero per eliminarlo successivamente, a seconda dei gusti, e il peperoncino intero o a pezzi. Appena inizia a sprigionare gli aromi versa il sugo di pomodoro, non far soffriggere eccessivamente altrimenti il sugo diventa amaro...

Il Castello di Carlo V a Crotone. Merita una visita

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 di Maria Lombardo  E' una fortezza di epoca medievale che sorge nella parte antica di Crotone. Costruito nell'840 per difendere la città dalle incursioni dei Saraceni, fu modificato nel 1541 da Carlo V. Presenta una pianta poligonale, e due torri: una più massiccia detta "Torre Aiutante", e un'altra detta "Torre Comandante". Attualmente il castello ospita una sezione del museo archeologico nazionale di Crotone. Il castello è di proprietà dello Stato ed è in totale consegna alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. E’ comunemente chiamato castello di Carlo V, nasce come una rudimentale fortezza sull'antica Acropoli greca, per difendere il territorio dalle invasioni straniere. Nel corso degli anni, successive dominazioni apportarono modifiche per migliorarne la difesa, ma la costruzione attuale avvenne sotto gli spagnoli con il viceré Don Pedro di Toledo, ad opera dell'architetto italiano Gian Giacomo dell'Acaya, che ne fece ...

Caria di Drapia - VV Storie e Leggende; la storia di "STEFANEJU"

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 di Maria Lombardo   "STEFANEJU" Un racconto che è arrivato ai nostri giorni, ma che contiene un minimo di verità è la storia di "Stefaneju" , Stefanello un bambino che è morto nel burrone di Muzzari (tra Caria e Spilinga), ma di cui non si è mai ritrovato il corpicino o meglio così tramandano gli anziani. Stefaneju era un ragazzino di 9-10 anni che insieme al padre si recava ogni giorno in località Muzzari per pascolare le mucche. Il burrone di Muzzari è vicinissimo al paese di Caria e li ogni giorno Stefano scendeva con le sue mucche, insieme al padre. Un giorno mentre si trovavano al pascolo vennero travolti all'improvviso da una frana staccatasi inseguito alle abbondanti piogge. Arrivata la notizia in paese, si organizzarono i soccorsi e si iniziarono le ricerche degli sfortunati sperando di trovarli ancora in vita. Sotto l'enorme cumulo di terra venne ritrovato il corpo senza vita del padre di Stefano, mentre del corpo del bambino non si ebbe più trac...

La Pitta di San Martino il dolce Aspromontano per la festa di San Martino

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 di Maria Lombardo La pitta di San Martino è un dolce tipico calabrese, esattamente della provincia di Reggio Calabria, zona dell’Aspromonte, che si prepara esclusivamente per festeggiare l’estate di San Martino. Con questa festa s’indica il momento in cui si assaggia il vino novello in modo da tenerlo sotto controllo. Proprio per San Martino, le donne calabresi usavano preparare dei cibi sfiziosi che consentivano di mandar giù il vino nuovo. Ecco perché sulle tavola non mancava mai il pane fatto in casa, le olive schiacciate, i sott’oli e i salumi. Dolci luculliani entrano in scena io propongo la pitta di San Martino della Valle dello Stilaro quella in foto. versione semplice e veloce! Dolce a base di noci, mandorle, fichi, uva sultanina, garofano, cannella, cacao, mosto cotto, caffè, liquore e farina. Bisogna mettere in una ciotola i fichi con il caffè caldo lasciando per circa quindici minuti a macerare e poi tritare. Aggiungere il mosto, un pò di liquore, garofano, cannella e a...

Da Mondovì alla Calabria: la storia di Giovanna Bertòla, una femminista e dispensatrice delle idee risorgimentali

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 di Maria Lombardo Moglie di un esponente del Risorgimento meridionale, il sannicolese Antonio Garcèa, ebbe un ruolo innovativo, ma ancora poco conosciuto, nel mondo della scuola dell’epoca e nell’affermazione dei diritti delle donne. Vengo a conoscenza di questa donna sui generis dagli scritti del prof. Vito Teti sono rimasta impressionata da questa figura. Era comunque una figura femminile del Risorgimento! Nobile ed illuminata nasce a Mondovì nel 1843 e spira a Bobbio nel 1920.   Il 6 agosto 1860 consegue la patente d’idoneità di maestra elementare di grado inferiore e il 20 maggio 1861 il direttore della Scuola Normale dichiara che la Bertòla è stata sempre fra «le prime per costante diligenza e fervido zelo nello studio» e che, pertanto, lascia «fondata speranza di riuscire ottima istitutrice e madre di famiglia». Il Teti agginge: ” Non sarebbe stato questo il suo destino. L’incontro con un protagonista del Risorgimento meridionale, Antonio Garcèa di S. Nicola di Vallelon...

Il quarzo di Davoli (CZ) e la S.P.A Davoli Quarzo e Silice

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Crediti foto: www.soveratoweb.it di Maria Lombardo In Calabria clima et natura hanno sempre condizionato la vita dei Calabresi. Siamo negli '30 del secolo scorso e l'acqua dell'alluvione portò alla luce a Davoli sabbie di quarzo. L’Ing. Bruno Misefari accerta una faglia quarzifera che avrebbe dato lavoro per 20 anni. Mancavano i finanziatori che reperì in Svizzera! Fondò poi con un gruppo di impresari romani la “S.p.A. Davoli Quarzo e Silice” con 10.000.000 di Lire di capitale sociale. Il minerale veniva estratto offriva lavoro al circondario, attraverso la catena di distribuzione, costituita da una teleferica di 3200 metri, la stazione di Satriano, lo stabilimento di molitura di Soverato e le vaporiere, che dal molo di Soverato distribuivano la “terra bianca” a Napoli e a Firenze. Il quarzo di Davoli era purissimo ed era acquistato dai laboratori di precisione dell'Esercito a Roma dalla Venini di Murano e dalla Ginori di Firenze. Serviva per fare vetri, porcellane isol...

Pane fritto antica ricetta Calabrese

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  di Maria Lombardo Ingredienti - 600 g di fette di pane - 4 uova medie (oppure 3 uova grandi) - 30 g di parmigiano o pecorino - prezzemolo tritato (o altri aromi a scelta) - olio di semi per friggere - sale e pepe nero (o altre spezie a scelta) - 150 g di latte per ammorbidire il pane (solo se il pane utilizzato è eccessivamente duro) Preparazione Iniziare la preparazione del pane fritto   tagliando il pane a fette spesse poco più di 1 cm. Per preparare il pane fritto è possibile utilizzare anche panini avanzati, basta tagliarli in senso orizzontale e procedere come per il pane a fette. Se il pane è eccessivamente duro, lasciarlo ammorbidire in una ciotola con il latte una volta si usava acqua e poi procedere con la preparazione. Sbattere le uova con il parmigiano un tempo era solo pecorino, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe nero. Immergere le fette di pane nell’uovo e lasciarle insaporire e ammorbidire (se si tratta di pane avanzato) per alcuni minut...