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La Basilica Minore di Porto e la Madonna di Costantinopoli di Gimigliano (CZ)

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 di Maria Lombardo   La Basilica Minore di Porto, frequentata maggiormente nelle feste del 25 aprile e del 1 maggio, accoglie migliaia di fedeli dalle prime luci dell’alba del Martedì di Pentecoste in occasione della Festa della Madonna di Porto.La Madonna di Costantinopoli, protettrice delle comunità di Gimigliano. che la invocavano durante le calamità naturali. L’imperatrice Pulcheria, sorella di Teodosio II, decise che la Madonna venisse onorata il martedì di Pentecoste secondo la definizione dogmatica della Divina Maternità e perchè in questo giorno il popolo di Costantinopoli vinse la battaglia contro i Persiani.A partire dal 29 maggio 1453, giorno conclusivo dell’Assedio di Costantinopoli da parte di Maometto II, con le immigrazioni nell’Italia Meridionale furono importati i riti bizantini e le immagini iconoclaste.In seguito alla venerazione a Napoli, scampata alla peste del 1528, dal 1625 anche la Sicilia e la Calabria ne furono colpiti. La popolazione di Gimigliano, v...

Per questo 25 aprile vi racconto la storia di Gerardo Amato di Serra San Bruno (VV)

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 di Maria Lombardo Luglio 1945, Serra San Bruno, Calabria. Un camionista porta in paese una notizia strana, inattesa. È uno dei pochi a possedere un mezzo di locomozione e per lavoro, ogni giorno, fa avanti e indietro dalle montagne delle Serre alle città della costa vibonese. Va raccontando di un misterioso incontro, ma molti sono perplessi. Dice di essersi imbattuto, «sui piani di Vallelonga», in un uomo che era andato via da Serra diversi anni prima. Un uomo che era andato in guerra, e che come tanti altri in guerra era morto. Un incidente fatale: era finito sotto un treno e le tremende ferite riportate alle gambe lo avevano ucciso in poco tempo. Così almeno c'era scritto, chiaro e tondo, in una lettera che qualche tempo prima la Croce Rossa aveva spedito a casa sua, dove lo aspettavano la moglie e i loro due bambini. E pure in una seconda lettera, questa volta anonima, erano ripetute le stesse cose: morto in un incidente ferroviario. Nessuna speranza, dunque. Almeno fino a quel...

Cipuddrizzi a frittelle: lampascioni a frittelle ricetta di Calabria

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 di Maria Lombardo Oggi vi proponiamo un’ altra ricetta con un ortaggio usato nella cucina tipica del sud, soprattutto in Calabria, Basilicata e Puglia, parliamo ancora dei lampascioni, in Calabria cipuddrizzi, preparati a frittelle.   Preparazione Pulire bene le cipolline, lavarle e lessarle in acqua e un bicchiere di aceto per alleggerire l’ amaro. Dopo averle scolate, preparare la pastella. In una ciotola, per mezzo chilo di cipolline, sbattere due uova, aggiungere un pizzico di sale, un bicchiere di acqua frizzante (aiuta la lievitazione), formaggi grattuggiati secondo i gusti, pepe nero. Aggiungere gradualmente la farina fino a raggiungere una pastella omogenea, aggiungere le cipolline e mescolare bene. Con un cucchiaio friggere in olio bollente, preferibilmente in olio di semi perchè più leggero. Lasciare asciugare su carta assorbente e servire.    

“La signorina” dello Stretto: il pesce sciabola tra Bagnara Calabra e Scilla

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 di Maria Lombardo E’ considerata la signorina dello Stretto!   Presente soprattutto tra Calabria e Sicilia, in particolare nello Stretto di Messina.È conosciuta come signorina, per il suo corpo sinuoso, allungato e piatto, senza squame, ha una caratteristica forma a nastro, con una pinna dorsale costituita da raggi spinosi, lungo fino a 2 metri e con un peso massimo di 6-8 kg. Il colore è argenteo, a volte con una o più fasce longitudinali di colore giallo oro sui lati, pinne gialle e trasparenti. Anche la testa è caratteristica, a punta, con una cresta, occhi piuttosto grandi, mandibola robusta e bocca ampia munita di denti aguzzi che gli danno un aspetto vagamento minaccioso.Involtini, cotolette, o semplicemente grigliato, è una vera bontà, che impazza nei ristoranti e nelle cucine di tutto lo Stretto.Bagnara Calabra e Scilla, sono i giacimenti che, pescandolo, ne preservano la cultura e le tradizioni. Preferisce i mari caldi e vive nei fondali, addirittura fino a 700 metri...

Garibaldi e Bixio sconfiggono le truppe regie a Reggio e dintorni: Reggio è presa il 22 agosto 1860

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 di Maria Lombardo Appena sbarcato in Calabria, Garibaldi in due giorni dal 19 al 20 agosto 1860,depistò i borbonici come sua usanza. Alla fine si diresse verso Reggio, dove attese gli uomini del generale Missori e concertò l’attacco.Dodicimila soldati regi erano sul posto doveva essere una passeggiata sconfiggere l’esercito meridionale di Garibaldi, sprovvisto di cannoni e cavalli. Non fu così. Le colonne si misero in marcia e, protette dal silenzio della notte, sorpresero le truppe regie. Le avanguardie di Nino Bixio s’imbatterono nelle vedette del 14° reggimento del colonnello Antonio Dusmet,   ed aprirono il fuoco. I comandanti dell’esercito delle Due Sicilie, credendo di avere d’avanti i soli quattro battaglioni di Bixio, concentrarono le loro forze in un fuoco energico che, da un lato, costrinse Bixio ad una dura prova per tenere il nemico imbrigliato, dall’altro scoprirono il fianco al grosso delle camicie rosse guidate da Missori e Garibaldi. Bixio travolge i Borbonici...

Sabato Santo a Caulonia (RC): Il Caracòlo

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 di Maria Lombardo  Il Sabato Santo veniva detto della “Gloria”, in quanto verso mezzogiorno suonavano le campane, ormai sciolte nello scampanio della “Gloria”; alle parole :”Gloria in excelsis Deo”, pronunziate dal sacerdote durante la Santa Messa, un sistema di funicelle faceva cadere un lenzuolino che copriva la statua del Cristo Risorto e tutti i fedeli gioivano, battendo le mani (era calata la Gloria). Il suono delle campane si diffondeva nell’aria, facendo ricordare a tutti la resurrezione del Signore.Era la gioia dei bambini che aspettavano, con ansia, quel momento per mangiare il proprio dolce pasquale.La sera i giovani accendevano in piazza grandi falò e si sedevano attorno rifacendosi al modo in cui gli Apostoli si erano appartati lontano dalla Croce, per paura di essere aggrediti dai Giudei. Liturgicamente, oggi, il Sabato Santo è giorno destinato al silenzio ed alla riflessione. In questo giorno la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua Passi...

HULLONJËRA UNA BUONISSIMA PIETANZA DELL'ARBERIA CALABRA

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  di Maria Lombardo Hullonjëra (che si legge con la h aspirata) è una pasta non hanno il buco come i bucatini, quindi con la macchina non si possono fare. Sono simili agli spaghetti, e possono anche spezzarsi cadendo nel cesto riposto sotto al tavolo. Per altro, in albanese sei dimagrito si dice u hullove, che richiama la sottigliezza di questa pasta fatta a mano; una pasta che i più giovani non sanno nemmeno che esiste.La si mangia quasi sempre con un sugo di pomodoro fresco, l’importante è che non sia asciutto.   LA RICETTA ORIGINALE DOF HULLONJËRA Ecco la ricetta della pasta hullonjëra di Anna Stratigò   Ingredienti   Per la pasta:   farina: un pugno a persona (farina di grano duro e tenero in parti uguali) q.b. di acqua tiepida q.b. di sale q.b. di olio Per il sugo:   q.b. aglio o cipolla q.b. pomodori freschi q.b. peperone in polvere q.b. basilico q.b. peperoncino Procedimento   Impastate le farine con l...