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Sapete che il Sangiovese ha origini calabresi

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 di Maria Lombardo Il Sangiovese, vitigno a bacca nera tra i più diffusi in Italia è tradizionalmente accostato alla Toscana, ma ha origini che si collocano in Calabria. A renderlo noto sono alcuni recenti studi internazionali condotti sulla tipologia di uva che dà origine a famosi vini conosciuti in tutto il mondo come il Brunello di Montalcino, il Chianti o il Morellino di Scansano. Analisi scientifiche, infatti, testimoniano come il Sangiovese, insieme con l’uva Mantonico, debba essere considerata una varietà chiave nello sviluppo della piattaforma ampelografica calabrese e del Sud Italia. “Una nuova verità che dà vita a una rivoluzione nel mondo del vino, dal punto di vista genealogico”.Si è scoperto che il Sangiovese possiede antiche parentele con vitigni coltivati nel Sud Italia, in Sicilia e soprattutto in Calabria, dove incrociandosi con il Mantonico di Bianco ha generato il Nerello mascalese, il Gaglioppo di Cirò e il Mantonicone, tra le più importanti uve della nostra Ma...

’U babbu de’ Cristiani da vedere a Maida (CZ) : Maschere apotropaiche di Calabria

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 di Maria Lombardo Si trova a Maida al civico 19 di via Tenente Fabiani e funge da chiave di volta di un bel portale in pietra lavorata. Il mascherone era lo spauracchio dei bambini perché alcuni genitori lo utilizzavano come monito per i discoli: “ si ffai ’u malu, divìanti ’e petra puru tu” .Lo scrittore americano Gay Talese, ambienta in quel palazzo un racconto tra realtà e fantasia pubblicato nel 1988 sulle pagine di Selezione dal Reader’s Digest dal titolo “Il pantalone sfregiato di Maida” ed include tra i protagonisti un giovane apprendista sarto che poi sarebbe diventato suo padre: Giuseppe Talese.Protagonista ne è il sarto Francesco Cristiani che, nella primavera del 1911, confeziona un vestito nuovo ad un “uomo di rispetto”, Vincenzo Castiglia, da sfoggiare per la passeggiata di Pasqua lungo il corso e la piazza del paese. Poche ore prima della consegna, si accorge che all’ altezza del ginocchio il pantalone era sfregiato da un taglio provocato inavvertitamente da un ...

La stupenda leggenda della Fata Gelsomina di Lamezia Terme

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 di Maria Lombardo Osservando il maestoso castello che domina la piana lametina, si possono tuttora scorgere le grotte che hanno ispirato la fiaba della più famosa delle fate della zona, la Fata Gelsomina. La leggenda narra che la creatura, la quale viveva un’esistenza fluttuante fra il terreno e il fantastico, fu abbandonata sulle sponde del fiume e ritrovata e cresciuta dalle fate. Divenuta adolescente però era sempre più attratta dal mondo reale, quello degli uomini e ignorando le raccomandazioni delle fate valicò il confine del fantastico per inoltrarsi nella dimensione umana. Generosa, bellissima, era amata da tutti e anche il Principe se ne innamorò e la presa in sposa. Dopo anni di felicità la sua vita divenne un inferno a causa della gelosia del suo sposo che arriverà ad imprigionarla proprio in questo mulino sotto la stretta vigilanza di due mugnai, Francesco e Vincenza. Sopravviverà grazie alla sua natura magica e positiva e all’aiuto delle amate fate. Per generosità ver...

IL SANGUINACCIO CALABRESE DI TORTORA

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 di Maria Lombardo Il Sanguinaccio di Tortora è un caratteristico sanguinaccio calabrese realizzato nel territorio del Comune di Tortora in occasione della maialatura. GLI INGRENDIENTI Per la realizzazione di questo sanguinaccio calabrese sono necessari: 500 ml di sangue di maiale fresco; 2,5 litri di acqua; 1 kg di riso arborio; 1 kg di zucchero semolato; 250 gr di cacao amaro in polvere; 1 scorza di limone grattugiata; 1 scorza di mandarino grattugiata; 1 scorza di arancia grattugiata; 1 cucchiaio di sugna di maiale; mezzo cucchiaino da caffè di cannella in polvere; mezzo cucchiaino da caffè di chiodo di garofano in polvere; mezzo bicchiere da vino di liquore di anice; 160 grammi di uva passa. TEMPI DI COTTURA E PREPARAZIONE 10 minuti circa di preparazione; 45 minuti circa di cottura. IL PROCEDIMENTO PASSO PASSO 1 - Versate in una pentola capiente il sangue di maiale preventivamente filtrato, l’acqua e il riso. 2 - Girate in continuazione il tutto...

Il vivaio di Ariola di Gerocarne(VV) è possibile visitarlo

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 di Maria Lombardo Uno dei nove vivai forestali regionali gestiti da Calabria Verde, l’azienda che si occupa della tutela, custodia e gestione del patrimonio forestale della regione. Rappresenta un punto di riferimento per la produzione vivaistica calabrese, in quanto offre una vasta gamma di specie forestali ed ornamentali, arbustive, arboree ed erbacee, sia a radice nuda che in contenitore.Tra le piante più conosciute e richieste ci sono aceri, agrifogli, tigli, castagni, cipressi e persino un esemplare di ginkgo biloba. Il vivaio dispone anche di serre dove vengono coltivate le piante più sensibili al freddo e alle intemperie.Il vivaio di Ariola non è solo un luogo di produzione e vendita di piante, ma anche un laboratorio didattico e culturale, dove si possono apprendere le tecniche di coltivazione e riproduzione delle specie vegetali, nonché le loro caratteristiche botaniche ed ecologiche.Il vivaio ospita infatti periodicamente visite guidate di studenti, docenti e appassiona...

Terremoto 1908: Sapete che a Reggio venne ricostruito un quartiere di chalet svizzeri

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 di Maria Lombardo A Reggio esiste un pezzo di Svizzera, così come un pezzo di Norvegia, ma anche un pezzo di America, di Friuli, di Veneto. Tornando agli Svizzeri, all’indomani del terremoto del 1908 si mossero per fornire ai superstiti costretti spesso a dormire all’addiaccio veri e propri villini. Da qui il nome dell’omonima via posta sulle alture della città. Partiamo dall’inizio! Da tutta Italia e dall’estero «fu un fiorire spontaneo di iniziative per la raccolta di fondi e per l’allestimento dei soccorsi. Si costituirono ovunque comitati che coordinavano le iniziative pubbliche e private soprattutto per far fronte ad una delle principali necessità che angustiavano i superstiti del terremoto: le case». La priorità infatti era evitare di passare le notti all’addiaccio e di trovare baracche, prefabbricati, ripari di ogni tipo.A questo punto, gli svizzeri «che sino ad allora avevano mandato latte e cioccolata decisero di mandare anch’essi i prefabbricati: erano le tipiche cas...

“u conzu i Natali”piatto antichissimo della tradizione Calabra di Zambrone (VV)

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 di Maria Lombardo Gli odori, il gusto dei prodotti e dei piatti tipici della nostra Calabria, hanno ormai più forza evocatrice di qualsiasi altra cosa. Soprattutto oggi in cui pare si sia persa qualsiasi attitudine all’unione nelle famiglie e nelle comunità e alla sopravvivenza delle tradizioni più antiche. È un tipico piatto natalizio del Comune di Zambrone!. Sicuro è, che almeno da 100 anni a questa parte, questo piatto di Natale era ed è il simbolo dell’umiltà delle famiglie contadine a tavola.Nella sua preparazione, vi sono due curiosità: una è che la preparazione del piatto “du conzu di Natali” (cose aggiustate, messe insieme per Natale) parte dall’estate con la raccolta, il taglio e l’essiccazione, delle melanzane e dei peperoni. Una volta essiccate bene le melanzane, la nonna le ripone in buste del congelatore e le conserva fino alla vigilia di natale. I peperoni no. Quelli resteranno appesi intrecciati, ad adornare i muri della veranda di casa, fino al 24 dicembre.L’altra...