La stupenda leggenda della Fata Gelsomina di Lamezia Terme


 di Maria Lombardo

Osservando il maestoso castello che domina la piana lametina, si possono tuttora scorgere le grotte che hanno ispirato la fiaba della più famosa delle fate della zona, la Fata Gelsomina. La leggenda narra che la creatura, la quale viveva un’esistenza fluttuante fra il terreno e il fantastico, fu abbandonata sulle sponde del fiume e ritrovata e cresciuta dalle fate. Divenuta adolescente però era sempre più attratta dal mondo reale, quello degli uomini e ignorando le raccomandazioni delle fate valicò il confine del fantastico per inoltrarsi nella dimensione umana. Generosa, bellissima, era amata da tutti e anche il Principe se ne innamorò e la presa in sposa. Dopo anni di felicità la sua vita divenne un inferno a causa della gelosia del suo sposo che arriverà ad imprigionarla proprio in questo mulino sotto la stretta vigilanza di due mugnai, Francesco e Vincenza. Sopravviverà grazie alla sua natura magica e positiva e all’aiuto delle amate fate. Per generosità verso gli abitanti del borgo che l’avevano sempre benvoluta, si dice che Gelsomina abbia chiesto alle fate il portento di far uscire farina dal mulino da donare a tutti, senza che nessuno macinasse. Si dice che di notte Gelsomina si addentri ancora nelle strette viuzze di Nicastro per far visita ai bimbi: pare che si fermi accanto al loro letto e, prima di andarsene, accarezzi quelli che durante il giorno sono stati buoni, tirando le orecchie, invece, a quelli che sono stati cattivi. Questa storia era riportata in una Settecentina, un manoscritto purtroppo andato perduto, ma il suo racconto è stato portato avanti, anche se probabilmente con alcune modifiche, dalla tradizione orale locale. A molti piace pensare che non sia stato miseramente trafugato ma che si trovi al sicuro tra le mani delle fate!

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