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Calanna (RC): Cappadocia calabrese

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di Maria Lombardo Mi sono già occupata di Calanna in questo blog come in altri per presentarvi il buonissimo pane che nel borgo si produce da secoli. Oggi voglio parlarvi di un posto sconosciuto tanto quanto inedito posto che vale almeno una visita. I “ tafoni ” di Calanna sto parlando di loro! In realtà sono singolari formazioni di arenaria plasmate dalla natura e che somigliano molto ai luoghi della Cappadocia. In quelle formazioni di arenaria sono conservati fossili e resti di ere molto lontane.   Formazioni davvero singolari che sono un vero unicum per la Calabria. La formazione di questo centro risale all ’ età protostorica ed oggi conta solo 1000 anime. Non a caso durante gli anni ’ 50 venne trovata una necropoli dell ’ età del ferro in contrada Ronzo, 10 tombe a grotti cella per scheletri in posizione fetale. Oggi rimane ben poco! Inoltre si può ammirare   il  Museo Archeologico Comunale di Calanna . Le due sale del museo sono ben strutturati si può...

Storia delle ferrovie in Calabria

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di Maria Lombardo  La ferrovia in Calabria è stata cruccio di ogni governo che si è susseguito, croce e delizia per via dell'orografia della Regione altamente montuosa e che non permette di operare nel modo dovuto. In si fatta situazione prima però di raccontarvi la storia della Calabro- Lucana è doveroso un preambolo sulla rete ferroviaria calabrese dagli albori ai giorni nostri. Palesemente già dal tempo dei Borbone secondo le parole del De' Sivo si era iniziato a parlare di ferrovia tra l'intelighènzia Napoletana, per ovviare e sostenere lo sviluppo imprenditoriale delle Serre (1844)(1). La “lungimiranza” del Borbone aveva pensato di collegare la Vallata dello Stilaro a Mongiana. Con l'Unità d'Italia tutti i progetti firmati dal Re Borbone per le ferrovie calabresi vennero ripresi dallo Stato Italiano, il quale “sfruttando” la mente napoletana si prese i meriti. Nel 1870 sempre sfruttando un progetto targato Borbone, furono costruite due tratte da 20 km n...

U siricu va chiangiutu! (le Bigattaie)

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di Maria Lombardo  Anche quando “l'industria serica” calabrese crollò inesorabilmente a causa della poca attitudine dei Calabresi alla modernità ed al progresso, poco centra il passaggio di Garibaldi che distrusse la nostra economia secondo l'ormai irrecuperabile visione storica dei neo meridionalisti. Le donne calabresi le instancabili bigattaie che consideravano i bachi molto delicati, per proteggerli dai morbi, gettavano vino, zolfo e zucchero sulle foglie di gelso, mettevano sui graticci erbe aromatiche come genziana, valeriana, camedrio e tanaceto. Le malattie erano però provocate da esseri malvagi da neutralizzare con la magia e la religione. Viva la loro ingenuità! Questo modus era determinato dall'istitnto di sopravvivenza i contadini calabresi erano soggetti ai capricci di clima et natura: l’obiettivo era, innanzitutto, la sicurezza del cibo. “Le “vurganti” pur di difendere i luoghi di lavoro credevano in pratiche religiose e di malia. Credevano nel maloc...

I fichi del Crati un prodotto di nicchia calabrese.

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di Maria Lombardo "Nientemeno più prezioso, e per la copia e per la perfezione egli è il raccolto dei fichi. Principia egli nel mese di giugno e si allunga fino all'altro di decembre, sempre l'une succedendo all'altre ... nere, bianche, altre brune, altre rossaccie, tutte però così dolci, che filano dalla creduta bocca stille di miele, e come se per filarlo non bastasse una sola apertura sul capo, sovvente ancora si stracciano per i fianchi". (Gioacchino da Fiore). Il frutto degli dei, questi sono i fichi carichi di Vitamine, ferro, potassio e fibre, regalate in quantità ancora maggiori se i fichi sono secchi. Il fico Cosentino o della Valle del Crati è considerato come il migliore nella produzione dolciaria e non. I fichi vanno raccolti e lavorati secondo le modalità previste dal disciplinare di produzione che ne garantisce la denominazione Dop, di origine protetta. Come recita il disciplinare di produzione, la zona di produzione dei Fichi di Cosenza ...

Calabresi illustri : Prof. Francesco La Cava di Careri (RC)

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di Maria Lombardo A cavallo tra fine '800 e prima metà del'900 la Calabria ebbe modo di annoverare tra le sue menti migliori il medico Francesco La Cava, oggi pochi si ricordano di lui ed è per questo motivo che ho deciso di farlo conoscere a quanti mai ne udirono le sue gesta. Francesco La Cava nacque il 26 maggio 1876 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri di Careri in Calabria Ultra. In questo piccolo centtro del Reggino Francesco fu primo ddi 6 figli, fu oggetto delle cure di uno zio paterno, l’arciprete Rocco La Cava, che lo avviò ai primi studi. Avendo mostrato notevoli attitudini per gli studi classici, il giovane fu inviato a frequentare il liceo ‘Francesco Maurolico’ di Messina, che raccoglieva gli elementi più promettenti delle provincie vicine. Esperto conoscitore del greco e latino nel 1895, conseguita la maturità classica, si iscrisse alla Facoltà di medicina dell’ università di Napoli. Si laureò brillantemente ed affiancava il medico di paese nella...

Un chimico calabrese dimenticato: Pasquale Alecce da Motta San Giovanni (RC)

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di Maria Lombardo Nato a Motta San Giovanni il 21 aprile 1887. Una laurea in farmacia conseguita nella vicina Sicilia che gli consentiva il rimpatrio per produrre medicine artigianali nell'opificio paterno. Dopo i primi incoraggianti risultati, costituì una piccola azienda nella chiara convinzione che solo il passaggio ad una dimensione industriale avrebbe potuto garantire ai suoi prodotti il successo pieno. Cominciò ad espandersi nei paesi vicini ma anche in Sicilia. Approfondì con zelo lo studio della scarlattina, bronchiti e malattie che curava con i sedativi. Sono davvero anni importanti per la farmacologia nacquero i primi antipiretici, il cui più fortunato, l'aspirina, è del 1889. Seguirono gli antisettici, gli alcaloidi, gli anestetici, gli ipnotici, ecc. La farmacoterapia attuò la sua rivoluzione in seguito alla quale cominciò a darsi una organizzazione industriale. Ormai noto lasciò la Calabria e si trasferì a Roma, impegnandosi nella creazione di un organismo ...

“CACOCCIULI” SOTT’OLIO: CARCIOFINI SELVATICI ALLA CALABRESE.

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di Maria Lombardo Nel mondo dei carciofi quelli selvatici sono i più saporiti, piccoli e croccanti e crescono spontaneamente nei posti aridi e nelle terre incolte. Sono noti scientificamente come   Cynara Cardunculus, appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Per noi calabresi noti come “zinurra”! Prelibati e gustosissimi, si prestano a diverse preparazioni come sughetti e frittate, inoltre sono ottimi sott’olio. I cacocciuli sono i carciofi sott’olio, ottimi per condire un secondo o per preparare gli antipasti. La tradizione delle conserve sott’olio è molto diffusa in tutta Italia e nel meridione in particolare. Ecco una modalità di preparazione dei carciofi alla calabrese. Attenzione sappiate che   i    terreni argillosi e le acuminate spine che proteggono il frutto comportano un arduo lavoro di raccolta e di lavorazione, ricompensato dalla squisitezza e dal ricco sapore che sprigiona questo nobile ortaggio una volta pronto. Ecco gli i...