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Archeologia industriale. Recuperata in Calabria la centrale idroelettrica di Bivongi.

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di Maria Lombardo  Fu la prima centrale idroelettrica delle Serre e benchè si trovi nella zona Borbonica per eccellenza non è stata voluta da loro durante il loro dominio, ma costruita nel 1914 per volere dell'Avvenire Società Idroelettrica di Bivongi. A contribuire a questo facoltoso lavoro furono gli abitanti della Valle dello Stilaro tra cui molti Bivongesi che riuscirono ad utilizzare l'energia elettrica. Col tempo i lavori si ampliarono ed anche Stilo e Pazzano godettero della luce elettrica. Rimase in attività fino al 1953 ed era posizionata sulla sponda sinistra dello Stilaro. Alta 6 metri e mezzo per il periodo era vista con un colosso dell'ingenieria dove erano state adagiate due turbine la Francis della società Ing. Moncalvi & C.” di Pavia che sfruttava la potenza delle acque dello Stilaro convogliate in un canale. Poi si acquistarono due alternatori di 90 kw della Ercole Marelli che compiva 600 giri. L'acqua faceva un giro particolare in un canale...

IL RARO CAVALLO CALABRESE...prosperava a Bisignano (CS)

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di Maria Lombardo E ’ una novità anche per me che conosco bene la Regione, non sapevo che la nostra Calabria fosse “ produttrice ” di una razza di cavallo detta proprio calabrese. P urtroppo, esemplari puri al momento ne sono rimasti pochissimi, in quanto tale animale è stato sovente incrociato con il Salernitano e il Purosangue inglese. Un bellissimo animale di colore marrone docile e simpatico e   si adatta bene ai lunghi tempi lavorativi e da molte soddisfazioni anche per questo. Il Calabrerse ha un bella testa di forma rettangolare, la spalla è lunga e inclinata, il dorso robusto e la groppa mediamente obliqua. Gli arti sono forti e muscolosi gli zoccoli regolari e larghi. In passato era un animale da sella ed è ottimo saltatore, infatti è facile da addestrare ed è usato per il turismo equestre ma soprattutto   indicato per il salto; forte,  resistente e veloce, dotato di grande equilibrio. Una razza questa, passiamo ora ad un po’ di dati storici,   ...

Marmellata di cipolle di Tropea: la Rossa si trasforma!

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di Maria Lombardo   Rossa di bulbo e dolce di sapore che connubio! Ormai il suo utilizzo in cucina non ha confini ed è oggetto di molte golosità. Ortaggio ricco di vitamina C, calcio, ferro, potassio, fosforo e sali minerali da noi viene ancorata piantata e lavorata come una volta. Ecco che si vedono le “cipuddhare” donne instancabili che le raccolgono e poi pensano anche a come trasformarle in deliziose varianti. Così buona sia cruda che cotta..tanto buona che addolcita con uva passa, zucchero e aromi viene fuori una marmellata squisita,.coniugando dolce e aspro magari accompagnandola da una fogliolina di menta. Inoltre non è come le tipiche cipolle che fa piangere! La presenza del saccarosio la rende dolce e profumatissima. Una vera ricchezza che però secondo gli ultimi dati si sta assottigliando, dato che parte del territorio agricolo di Tropea è stato destinato a camping e villaggi turistici,un fenomeno (per fortuna ) sempre in crescita ed il comparto sta crescendo ne...

L’ABITO TRADIZIONALE FEMMINILE DI GUARDIA PIEMONTESE (CS)

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di Maria Lombardo   In Calabria esiste un piccolo paesello nel cosentino dove da sempre la sua popolazione si esprime in occitano. Un popolo piemontese si spinge fino al Sud Italia per sfuggire alle persecuzioni religione. I valdesi del Pellice si fermano a Guardia e San Sisto! Purtroppo considerati eretici vennero repressi anche in Calabria Citeriore.I paesi distrutti, gli abitanti, tra cui donne e bambini, sgozzati o arsi sul rogo, ma anche venduti come schiavi ai mori. I pochi sopravvissuti si convertirono alla religione cattolica. Una storia triste quella di questo popolo. I superstiti dovettero convertirsi. A tal testimonianza laporta del sangue, chiamata così dal 5 giugno 1561, oltre ai nomi delle strade che ricordano tali fatti storici. Popolo che si distingue anche per gli abiti tradizionali e la foggia dei capelli, infatti si distinguono almeno tre abiti tradizionali: Tramontana, Dorn e Tramontana de lot. Il primo è quello più notevole diciamo che mostra più visibi...

Sotto i Borbone in Calabria vi era solo dell’ottimo artigianato:Artigianato delle Serre: famosi lettini in ferro battuto!

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di Maria Lombardo  Mi soffermo per l'ennesima volta su una storia poco conosciuta, conoscere la storia vuol dire assaporare in toto il suo percorso collocare dove è possibile eventi di cui si disconosce l'esistenza. Ecco io lo vedo così il lavoro dello storico! Un lavoro che tassello dopo tassello viaggio dopo viaggio nei nostri archivi carichi di sapere antico, mi ha permesso di studiare una Calabria diversa laboriosa e molto innovativa ma solo nell'artigianato. Non tutti sono a conoscenza che Serra San Bruno avesse una sua zona industriale fatta di segherie, di importanti cantieri del carbone borbonici e di innumerevoli botteghe artigiane di fabbri. Ogni fabbro poi aveva la sua specializzazione. Vi era chi faceva oggettistica per la quotidianità chi invece si prestava a lavorare con i falegnami e chi produceva davvero opere d'arte per arredamento o per inferriate.Un'area che si estendeva a ridosso del centro abitato e che usava la forza dell'acqua del...

Orsomarso ( Cs) l’antico rito del “rimagghiettu di San Giuvanni”.

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di Maria Lombardo La Calabria è una terra ricca di antichi e bellissimi riti, per data importante balzano fuori una miriade di borghi di Calabria che praticano ancora i riti antichi. Oggi vi porto ad Orsomarso comune sede della Riserva naturale Valle del fiume Argentino. Ideale per escursioni tra una natura lussureggiante in uno dei parchi più estesi d’Europa. Insomma un luogo che vale la pena visitare e scoprire i suoi antichi riti. Ad Orsomarso per esempio   gli anziani solevano dire ”Su ligati ru san Giuvannu”, per indicare un legame particolare di parentela,  non  di sangue. Un legame che si creava quando si faceva da padrino in un battesimo, in una cresima, o si era testimone in un matrimonio. Questo rito e modo di dire ha radici molto lontane nel tempo quando questi legami erano davvero tenuti molto in considerazione. Le ragazze per esempio che erano cresciute insieme ed erano molto legame stringevano un legame particolare e diventavano “comare di maz...

Minestrone estivo in Calabria si può: “vajianesjia chi patati e zucchine”.

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di Maria Lombardo Ecco l ’ ennesimo e salutare piatto della tradizione rurale del Mezzogiorno ma in Calabria occupa un posto di rilievo tra le pietanze più preparate. Un piatto davvero ricco di sapori che mette d ’ accordo tutti! E ’ vero che questi piatti sono apprezzati di più quando passa quell ’ impeto giovanile che trascina i giovani i quali si fanno ammaliare dalle campane pubblicitarie piuttosto che dai ricordi. Ecco cosa serve per preparare questo piatto versatile gustoso sia caldo che freddo. Fagiolini 500 g Patate 2/3 Zucchine 3 Olio Extravergine D’oliva q.b. Aglio 3 spicchi Ponete l ’ acqua sul fuoco deve prendere bollore intanto pulite i fagiolini strappando punta e coda lavateli ben bene e sbucciate le patate. Intanto le patate vanno tagliate a pezzettoni, pulite le zucchine e tagliatele a pezzettoni. L ’ acqua deve iniziare a bollire e iniziamo a immergere fagiolini patate e zucchine e salate 10 minuti prima di spengere la fiamma.....