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Il Palio di Ribusa a Stilo (RC) si parte dalla fiera!

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di Maria Lombardo La Calabria terra ricca di tradizioni popolari e di rievocazioni storiche che attirano molta gente! La prima domenica di agosto quando turisti ed emigrati si catapultano a Stilo si rivive una suggestiva atmosfera medioevale dei secoli XV, XVI, XVII. Viene denominato Palio di Ribusa. Intanto ricordiamo l’antica fiera seicentesca che raccoglieva le mercanzie dei feudi di Pazzano, Stignano, Guardavalle, Riace e Camini e che si svolgeva alla Porta Stefanina. La fiera in passato rappresentava il posto dove vendere o barattare la qualsiasi senza imposizioni. Una piccola fiamma di libertà! I giorni della fiera erano i più importanti dell’anno perché si poteva veicolare di tutto anche cultura. Per Stilo erano giorni demanialità”. Persino il Re inviava il vessillo Reale per l’evento. . Ma vediamo ora perché è detta “fera de Ribusa” ossia un luogo demaniale di Stilo insomma luogo di rovi. Inoltre questa fiera era minuziosamente organizzata e tali regole dovevano essere...

Limbadi (VV) si “celebra” la Giornata del Contadino. La sua storia

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di Maria Lombardo  E’ la prima volta che mi cimento nel racconto di una sagra paesana, le ho sempre reputate tutte standardizzate con l’offerta delle stesse cose. La “Festa del Contadino” come la chiamava mio nonno Limbadese Doc è l’antesisgnana anzi la matriarca di tutte le sagre Calabresi assieme alla sagra da n’dujia e dello stocco. Arrivata ormai alla XXXIII edizione portando soddisfazione al borgo di Limbadi, ed alla Pro- Loco che organizza tra la fine di luglio o primi di agosto attenzione non c’è una data specifica anno per anno, quest’anno si è deciso di svolgerla il 3 di agosto. Un po’ portando l’idea di aspettare i Limbadesi emigrati che per tempistica non hanno potuto assistere “ a festa du Santu” un po’ per accogliere ed omaggiare il turista che viene a visitare questo pezzo di Calabria. Ma l’evento rientra a pieno titolo nei festeggiamenti civili per il Santo Patrono S. Pantaleone Medico e Martire. Le massaie limbadesi rinomate per l’eccellente cucina stile M...

Frittata di zucchine un secondo calabrese semplice e classico di Calabria.

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di Maria Lombardo E’ un piatto economico   ma in Calabria tutti i piatti sono   ricette classiche e semplici.   Pochissimi gli ingredienti   zucchine uova olio sale con qualche aggiunta di farina alle zucchine prima di friggerle   conquista tutti.   Piatto inoltre versatile delizioso sia caldo che freddo. In estate non c’è di meglio di una bella frittata ricca nutriente e saziante.   Il   gusto delicato delle zucchine si sposa bene con cotture rapide che ne esaltino il gusto, senza alterarlo, come in questa ricetta. Una frittata veloce e semplice da realizzare, dal sapore così delicato che metterà d’accordo tutta la famiglia! Ecco a voi la preparazione gli ingredienti li trovate in calce.   Lavate accuratamente le zucchine, asciugatele e tagliate a rondelle; raccoglietele in un passino a rete, salatele e lasciate che perdano un po' della loro acqua di vegetazione, ci vorrà circa un'ora. Passate le rondelle di zucchine in qualch...

C’erano una volta i bagnanti a Marina i Nicotera!

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di Maria Lombardo La mia è una protesta che si svolge prettamente con la penna, una protesta che vuole varcare i confini locali affinchè le urla di preoccupazione e di abbandono di questo lembo di terra possa interessare tutti. Scrivo il dolore di un territorio vilipeso, distrutto economicamente e moralmente e la colpa la consegno tutta alla Regione Calabria assente ed inoltre ad un’amministrazione indegna di governare un borgo ultramillenario come Nicotera. Governare è un’arte e non può farcirsi di pressappochismo e scarsa conoscenza storica del tuo paese.Affido alla storia il testimone ed affido alla storia il racconto di un tempo che fu! Negli ’50 e ’60 Nicotera iniziava incerta i suoi primi passi nel turismo, i turisti erano semplicemente i bagnanti che provenivano dall’entroterra Serre, Rombiolo,Vazzano, Melicucco, Galatro si concentrava a Nicotera l’arrivo di frotte di persone che non avevano grandi aspettative poveri loro e poveri i marinoti. Sono anni in cui l’alberg...

Linea Ferroviaria a San Ferdinando ( RC) le scelte del Marchese Nunziante con relativo incendio del villaggio .

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di Maria Lombardo San Ferdinando perse la sua occasione di emancipazione a causa di tre signorotti locali rinunciando all'emancipazione della ferrovia. I lavori pubblici per il tratto Gioia Tauro-Nicotera dovevano passare per San Ferdinando seguendo la naturalezza della costa ma tanto si disse e si fece che la ferrovia lambì l'abitato di Rosarno. Il Sindaco Pasquale Barbalace e i due Nunziante Salvatore e Vito, che forti di amicizie di alto loco ottennero che la strada ferrata non passasse nei loro fondi. Secondo il progetto dello Stato il tracciato della Gioia- Nicotera doveva passare la Lamia ed entrare nel fondo Albano e la stazione doveva essere posta all'odierno Calvario. Così il progetto fu spostato a 1500 m ma toccava il fondo Barbalace ma al contrario del Marchese lui voleva cedere la terra e così la ferrovia passò vicino Rosarno(1). Questa soluzione serviva a tutti poiché la ferrovia potesse passare per Mileto e Monteleone. Una vexata questio cominciò ad ...

IL VIAGGIO DEL RE CARLO III IN CALABRIA

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di Maria Lombardo   A seguito di due guerre di successione, sia quella spagnola che quella polacca, il Regno di Napoli tornò sotto l'influenza della Spagna, la quale, esauritasi la dinastia asburgica, aveva iniziato con i Borbone la sua riscossa. Per disposizione testamentaria il trono passò a Carlo duca di Parma e Piacenza per via materna. Figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese. Il conflitto con cui Carlo agguantò il regno, durò dal 1733 al 1738, fu combattuto prevalentemente in Italia e si concluse con la pace di Vienna, definita da Gianni Oliva un "autentico capolavoro della diplomazia settecentesca". A Francesco Stefano toccò la Lorena ed a Carlo il Napolitano e la Sicilia, il Piemonte invece pagò con la perdita dell'egemonia sull'Italia ma ottenne Parma e Piacenza. Carlo il 10 maggio 1734 si insedia a Napoli e fu accolto trionfalmente! Il popolo, ha scritto Umberto Caldora, faceva ala al suo passaggio e applaudiva: ma non tanto all'indirizz...

Lavandaie calabresi.

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di Maria Lombardo  Quello della lavandaia in Calabria come in tutto il Mezzogiorno era un lavoro a tutti gli effetti. Vi erano massaie che dovevano espletare questo faticoso lavoro per la propria famiglia e per i “gnuri”. Fino alla metà del secolo scorso per poter lavare queste donne dovevano recarsi alla fiumara! La fiumara era un’importante risorsa per la gente comune, specialmente per la donna calabrese in veste di lavandaia.Il rito del lavaggio dei panni iniziava in casa dove la massaia faceva “à vucata” ossia il bucato. Inizia con un prelavaggio a mano e olio di gomito col sapone di casa, l'arnese principale per svolgere questa tecnica. Forza e concentrazione erano all'ordine del giorno, la donna si caricava di una cesta in vimini di forma circolare adagiata su mattoni o pietre ben pulite. L'insaponatura come detto in calce veniva nell'aia di casa e perciò la biancheria veniva sfregata e torciuta, lasciata qualche minuto al sole di Calabria e poi posiziona...