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Calabria una ricetta moderna “mandarini cinesi” sciroppati.

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  di Maria Lombardo  In più sciroppati sono un’irresistibile prelibatezza da gustare in ogni momento della giornata. Potete utilizzarli nella preparazione di torte (come la deliziosa Crostata con Kumquat caramellati) oppure in abbinamento a carni, specialmente se rosse e ad elevata componente grassa, o formaggi a pasta molle.   Ingredienti Kumquat 550 g Zucchero 350 g Acqua 360 g Preparazione Come preparare i Kumquat sciroppati Iniziate con la sanificazione dei barattoli e dei tappi, prendete i kumquat e sciacquateli sotto abbondante acqua. Quindi, procedete a diminuire il gusto amarognolo della loro buccia: prendete un tegame dai bordi alti e riempitela con abbondante acqua e scaldate. Quando l’acqua è a bollore versatevi i kumquat   e lasciate sbollentare per 2-3 minuti. Poi scolateli. Ripetete l’operazione di sbollentare i kumquat almeno per 3 volte. Infine riponete i kumquat in una ciotola e lasciateli raffreddare. Dopo questa operazione i mandari...

“A POSBIA” rito per la festa di San Nicola a Galatro (RC)

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  di Maria Lombardo    E’ il caso del culto di san Nicola e della tradizione del granturco bollito (’a posbìa), un rito che si preparaper la sera del 5 dicembre. Ciò per consentire che nel corso della notte riceva la sua particolare benedizione ed essere poi consumato il giorno successivo, quando, secondo il calendario liturgico, ricorre la festività di San Nicola. Il culto di San Nicola é presente sin dai primi decenni dell’anno 1000. Dalla fine del XIV secolo, poi, a San Nicola - Patrono del paese - é stata dedicata la chiesa parrocchiale sul cui altare maggiore è stata posta al culto dei fedeli la statua di marmo alabastrino che – secondo una tradizione orale mai confermata da documenti – proveniva dal soppresso monastero di san Salvatore della Chilèna. Com’era logico, con la diffusione del culto, in tutti i paesi si sono propagate anche alcune tradizioni strettamente legate ad episodi della vita del santo. Si é diffusa, soprattutto, la consuetudine di preparare una mi...

I ditterii calabrese per la festa di San Martino

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  di Maria Lombardo  Quando arriva l’autunno con tutte le sue sfaccetature bisogna tenere sotto controllo il vino. A testimonianza di ciò vi sono detti tipici calabresi: "A San Martìnu ogni mùstu è bìnu, a San Nicola d’ogni bùtta si fa ra prova, a ra Macculàta ogni bùtta vòtrividdrata". Letteralmente vuol dire:"Il giorno di San Martino ogni mosto è vino, a San Nicola di ogni botte si fa la prova, all’Immacolata ogni botte va trivellata". Oppure Pi Santu Martinu / ogni mustu si faci vinu /   e si la butti ancora bugghi / com’è ndi lu mbivimu!     Per la sera di San Martino e la “degustazione” del vino novello, si è soliti preparare in casa pietanze e prelibatezze tipiche della nostra cucina, per mandare giù i bicchieri di vino. A tavola non può assolutamente mancare un pezzo di pane fatto in casa, le olive schiacciate, prodotti sott’olio, affettati, soppressata, salame, soliti spizzichi da accompagnare con il vino e castagne e fichi secchi. Immancabili i dolci sa...

Trippa alla calabrese

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  di Maria Lombardo  Un sapore forte e identitario e un profumo inebriante: la trippa alla calabrese è una delle ricette più antiche e prelibate del patrimonio culinario calabrese, ancora oggi realizzata secondo quella che è la ricetta antichissima tramandata da generazioni. La trippa alla calabrese è principalmente un secondo piatto realizzato nel periodo autunnale e invernale e l’ingrediente principe è proprio la Trippa, che prima di essere impiegata deve essere ovviamente pulita accuratamente. Questa antica ricetta darà vita ad una delizia che, una volta assaggiata, non vedrete l’ora di proporla ai vostri ospiti nuovamente. Anche questo personalmente è un piatto che può piacere o meno! Ingredienti   1 kg di trippa   Patate (ma se le gradite)   2 cipolle rosse di Tropea   1 peperoncino calabrese    di polpa di pomodoro   2 foglie di alloro   q.b. pepe in grani   q.b. sale fino   q.b. olio extra vergine di oliva   Procedi...

Reali Ferriere del Reggino coeva a Mongiana: Arangea.

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  di Maria Lombardo  Di questa testimonianza si deve ringraziare il prof Orlando Sorgonà il quale per primo ha ricercato e portato notizie sulle Reali Ferriere del Reggino. La “ corsa all’argento” interessò il territorio di Arangea nel Reggino purtroppo oggi rimane solo qualche toponimo a dare testimonianza di quel passato. A riguardo i toponomini, uno è quello identificato come l’Argenteria, un’area collinare, ubicata lungo il corso della fiumara del Valanidi, dove vennero realizzate delle gallerie, da parte di operai specializzati, provenienti dalla Sassonia, per l’estrazione dell’argento e testimonianza di quanto detto è un importante e prezioso reperto custodito presso il piccolo museo San Paolo di Reggio Calabria. Si tratta, di un voto indirizzato a Dio, da parte di Carlo III di Borbone e della sovrana Amalia, come segno augurante per le attività estrattive, e sul retro di questo manufatto, un piatto rotondo, usato durante le celebrazioni religiose, su cui veniva poggiato...

Enrico d'Aragona e la Calabria

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  di Maria Lombardo  Enrico nacque a Valencia , nel 1451 e fu un feudatario napoletano . Figlio spurio del re di Napoli Ferrante d'Aragona e di Giovanna Caracciolo , il 21 maggio 1473 ottenne dal padre il feudo di Gerace   che, dopo essersi liberata del dominio dei Caracciolo , era diventata città demaniale Enrico è noto soprattutto per le drammatiche circostanze della sua morte. Morì, infatti, il 21 novembre 1478 nel castello di Terranova da Sibari ,   dove si era recato, ospite di Marino Correale di Grotteria , per riscuotere tributi per conto del re di Napoli ,   dopo aver mangiato dei funghi velenosi .Assieme a lui morirono altre persone, mentre il fratello Cesare marchese di Santa Agata , che aveva anch'egli mangiato i funghi, sopravvisse. La moglie di Enrico, Polissena Ventimiglia, incinta del figlio Carlo e con gli altri quattro figli ancora bambini ( Caterina , Luigi , Ippolita e Giovanna ), si rivolse a San Francesco di Paola perché compisse ...

Zucca fritta alla calabrese, una ricetta antica del cosentino e non solo...

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  di  Maria Lombardo  La zucca è uno dei simboli dell’autunno e data la sua dolcezza e la sua versatilità, è amata da grandi e piccini. Denominata principalmente nella provincia reggina con il nome “cucuzza i porcu”, la zucca è una delle protagoniste indiscusse dell’autunno ed è spesso presente sulle tavole imbandite dei pranzi domenicali calabresi. Ricca di proprietà benefiche, la zucca in Calabria ha una ‘ricetta d’onore’ originaria di Cosenza: la zucca fritta alla calabrese. Oggi vi proponiamo un’antica e deliziosa ricetta: la zucca fritta alla calabrese. Ingredienti e procedimento 1 kg di zucca   3 Uova   Farina q.b.     olio di semi q.b   Sale q.b.   Iniziate a pulire la zucca e tagliare la scorza esterna, poi eliminate i semi e i filamenti interni.Tagliate la polpa a pezzi non troppo piccoli, rompete le uova e sbattetele all’interno di un contenitore insieme ad un pizzico di sale.Disponete la farina in un piatto ...