Post

Fichi ripieni ricoperti al cioccolato delizia della Sila.

Immagine
Crediti foto:  https://www.lacucinadibacco.it/   di Maria Lombardo  I fichi ripieni ricoperti al cioccolato sono una specialità dolciaria tipica della Regione Calabria e precisamente della zona silana. Essi vengono preparati in particolar modo nel periodo di Natale, ma possono essere gustati anche durante tutto il periodo autunnale. Il ripieno conferisce un ottimo e delizioso sapore ai fichi, che vengono arricchiti al loro interno da: miele, Marsala, noci tritate, mascarpone e cioccolato al latte. Ingredienti per 4 persone Fichi freschi se periodo – 8 oppure già secchi Noci tritate – 35 Gr. Miele – 2 cucchiai Marsala – 2 cucchiai Mascarpone – 80 Gr. Cioccolato al latte – 80 Gr. Preparazione Lavate i fichi, asciugateli e tagliatevi la base, in modo che stiano in piedi . Incidete ora la sommità, formando una croce profonda circa due cm. Portate il forno a 200 °C ( se ventilato 180°C. Poi, mescolate bene tra di loro le noci tritate, il miele, il marsala e...

Laino Castello Vecchio (CS): il borgo incantato del Pollino

Immagine
  di Maria Lombardo  Laino Castello si trova sul colle dove, un tempo i Longobardi fondarono la loro imprendibile fortezza. Nei secoli precedenti ha avuto tanta importanza al punto da diventare “capitale” del monachismo meridionale. L’intero paesaggio è maestosamente incastonato, come una gemma preziosa, nel rigoglioso verde della vallata sottostante, cuore del Parco Nazionale del Pollino.! Probabilmente il toponimo deriva dal fiume Lao che la circonda. È un vero e proprio paese abbandonato ma non per questo ha perso la sua bellezza. Una “ghost town” ammaliante! La sua storia è molto affascinante. Non è facile stabilire l’esatta origine di Laino Castello ma ciò che è certo è che nel 1811 Laino Castello era scissa da Laino Borgo. Una separazione che era durata fino al 1928 quando i due comuni si erano riuniti sotto il nome di ‘Laino Bruzio’. Un’annessione che si conclude nell’anno 1947 con una divisione definitiva. Entrambi i centri abitati hanno condiviso numerose vicende ...

Nella notte del capodanno 1977 veniva ucciso ad Africo, Turi Barbagallo, era tra i pochi ad opporsi alla 'ndrangheta della Locride

Immagine
Tino Petrelli,  Strada con donne al trasporto di cose     di Maria Lombardo  Turi Barbagallo con molti altri giovani di Africo, si opponevano al potere della ‘ndrangheta, stretti tra la criminalità, le istituzioni compiacenti e la passività del PCI. La situazione era tesa durante gli anni ‘70: Rocco, Turi e gli altri giravano armati per contrastare le ‘ndrine. Si ritrovavano in Piazza de Gasperi, detta “Piazza Rossa” vista la presenza dei giovani militanti. Era lì che spesso avveniva il braccio di ferro con i picciotti, in particolar modo nella notte di Capodanno, dove spesso e volentieri Turi, Rocco e gli altri dimostravano di possedere anche più potere di fuoco delle ‘ndrine grazie alla rete di conoscenze e legami con organizzazioni di altri paesi che avevano facile accesso ad armi da fuoco. Quei colpi sparati per aria ribadivano che ad Africo c’era chi avrebbe risposto colpo su colpo al potere ‘ndranghetista. La notte del 31 dicembre 1976, però, si era deciso di e...

Sapete che il torrone di Bagnara Calabra fu il preferito da Casa Savoia già sotto i Borbone

Immagine
  di Maria Lombardo  Stavolta i neomeridionalisti possono gongolare perché è una cosa verissima  questo prodotto lo portarono via prima dell'arrivo di Garibaldi! Siamo nel 1846 quando il torrone di Bagnara arriva in Piemonte grazie alla famiglia Cardone ancora oggi in attività. Francesco Antonio Cardone, riprende l’antica ricetta dei monaci e la modifica, creando un nuovo scrigno a base di miele di zagara, albume di uova fresche e mandorle tostate che alla fine del secolo gli vale addirittura il titolo di “Fornitore della Real Casa Savoia”. Ma il prestigio di questo torrone è destinato a crescere sempre di più, soprattutto grazie alle numerosissime botteghe artigiane, le quali hanno creato una cultura manuale nella lavorazione che lo fa distinguere dagli altri “fratelli”. Infatti, nel 1885, N. Marcone scrive che “I torroni di Bagnara fanno il giro del mondo, e veramente sono tali da meritare siffatto onore”. E se un tempo il torrone era un dolce principalmente natalizio, ...

Il panettone alla cipolla di Tropea

Immagine
Crediti foto:  https://www.quicosenza.it/   di Maria Lombardo  Esiste già da un paio di anni! Da un lato uno dei prodotti simbolo della Calabria, dall’altro il dolce principe del Natale. Da questa unione è nato il panettone artigianale alla cipolla rossa di Tropea. Una sfida lanciata dal direttore artistico del Tropea Cipolla party, Paolo Pecoraro e   accolta con entusiasmo dalla giovanissima e talentuosa chef Denisia Congi. Il risultato ha già ottenuto apprezzamenti degni di nota. A cominciare dalle vendite registrate in occasione dell’arrivo delle festività natalizie. Il panettone alla cipolla è frutto di un esperimento ben riuscito condotto dalla professionista di San Giovanni in Fiore. Il dolce tipico della tradizione natalizia, venduto anche on line attraverso i canali del Tropea cipolla party, viene confezionato nel centro cosentino. Ma arriva in ogni angolo d’Europa. Per questo possiamo dire che si tratta di un prodotto davvero speciale e in grado di soddisfar...

"I crucetti" tradizione dolciaria del Natale Calabrese

Immagine
Crediti foto: https://inesfavorita.wordpress.com/  di Maria Lombardo  Con questo nome in Calabria indichiamo i fichi fatti appassire al sole e poi farciti con frutta secca. La preparazione dei " fichi chini " già conosciuta nell'antica Roma fu ripresa nel Medioevo dove, probabilmente grazie alla creatività di alcune monache, presero la forma di una croce cristiana, ottenuta incrociando e sovrapponendo quattro fichi secchi aperti a metà. Oggi come ieri le crucette sono una delle tante prelibatezze, semplici ma dal gusto genuino, che si preparano per il Natale quasi a perpetuare una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Consumati al naturale o " acconzati "   sono un alimento salutare ricco di ferro, potassio, fibre, vitamina A e B, non per niente una volta i contadini impegnati nelle dure giornate di lavoro nei campi li mangiavano nei momenti in cui le energie avevano bisogno di essere ricaricati. Ecco la ricetta, le varianti sono tante, i...

Festività natalizie a San Giovanni in Fiore (CS): il canto dello Zugghi

Immagine
  di  Maria Lombardo  Ovviamente è un canto di buon augurio che si pratica in casa di amici e parenti. Davvero un rito secolare che si accompagna con la fisarmonica, il tamburello, la chitarra e lo zugghi. E’ simile alla strina insomma! Il nome del canto deriva dal nome dello strumento che si utilizza per accompagnare la voce. Cantato da i pallapallisi doc e suonato da un futuro fisarmonicista con laiuto del capitano della squadra del paese. “Senz’essere chiamati simu venuti, oi simu venuti, a lli patruni lle via li bon trovati." veniva spesso intonato durante le festività di fine anno, in special modo il giorno di Capodanno. Un gruppo di canturi e sonaturi   si riunivano, in allegra compagnia, davanti a case di parenti e amici; dando il loro meglio cantavano fino quando qualcuno non venisse loro ad aprire.   La baldoria non finiva lì: i musicisti venivano invitati ad entrare e a consumare una piccola cena offerta dal padrone di casa, il quale, nella maggior ...