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Sapete che in Calabria si costruisce il bergaliuto?

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 di Maria Lombardo Il bergaliuto, strumento musicale costruito in legno di bergamottoMa quasi nessuno sa che ai numerosi utilizzi – dalla gastronomia alla cosmesi, alla farmacologia – se ne aggiunge un altro, del tutto eccezionale se non unico, data la ristretta disponibilità di materia prima. Mi riferisco all’impiego del legno della sua pianta col quale Fulvio Cama, musicista, compositore e cantastorie di Catona (Reggio Calabria), ha costruito uno strumento dall’affascinante nome di bergaliuto. L’idea del bergaliuto è nata circa quindici anni fa! L’idea geniale è stata quella di realizzare uno strumento musicale che fosse costruito interamente con legno di bergamotto.Il primo passo è stato quello di procurarsi un tronco di bergamotto locale, di cui in quel periodo abbondavano gli esemplari visto che le piantagioni venivano inesorabilmente dismesse. Messo a stagionare, non appena il legno si è asciugato completamente, ne è stata ricavata una sezione eliminando la corteccia e le pa...

Conoscete la licurdia? La zuppa di cipolle e patate

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 di Maria Lombardo  La licurdia, una zuppa che racchiude in sé l’essenza della Calabria.Questo piatto semplice ma ricco di sapore è un vero e proprio omaggio ai prodotti del territorio, in particolare alle cipolle di Tropea e alle patate della Sila. La dolcezza naturale della cipolla si sposa perfettamente con la cremosità delle patate, creando un equilibrio di sapori che conquista al primo assaggio. Quando vengono cotte insieme alle cipolle di Tropea, rilasciano tutto il loro sapore, rendendo la zuppa un piatto confortante e nutriente. Preparare la licurdia è un rito che si tramanda di generazione in generazione. Gli ingredienti sono pochi e semplici, ma la loro qualità è fondamentale per ottenere un risultato eccellente. Ecco una ricetta tradizionale per preparare questa deliziosa zuppa: Ingredienti: 4 cipolle di Tropea 4 patate della Sila Olio extravergine d’oliva Sale e pepe q.b. Brodo vegetale Preparazione: Sbucci...

STRADA REGIA DELLE CALABRIE costruita dai Romani, risultato di un'ingegneria straordinaria

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 di Maria Lombardo  Vi parlo spesso della carrozzabile delle Calabrie, stavolta sfatiamo il mito neomeridionali che fosse stata ammodernata dai Borbone.La Strada Regia delle Calabrie sorge sui resti dell’antica “Capua-Regium”, una delle più lunghe vie costruite dai Romani in Italia, ma anche la meno conosciuta! Figuriamoci se i Borbone che visitavano poco la provincia calabrese la conoscessero e prendessero provvedimenti per ammodernarla. Era comunque l'unica strada calabrese! Una strada percorsa per secoli da eserciti, condottieri e dagli illustri viaggiatori del Grand Tour settecentesco, fino a quando, seguendo le sue tracce, nel 1962 venne costruita la prima autostrada meridionale: la Salerno-Reggio Calabria. Mi rifaccio in questo breve testo alle ricerche di Luca Esposito, durate 8 anni e non menziona mai i Borbone. Rinasce così la storia de "La Strada Regia delle Calabrie"! Esperto di storia dell'architettura, Esposito ha riscoperto l'antico collegamento di ...

I turdulilli calabresi sono dei tipici dolcetti di Carnevale

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 di Maria Lombardo Dolcetti storici del cosentino molto simili alle classiche castagnole, realizzati a mano dalle massaie della Calabria. I turdulilli sono degli ottimi dolcetti da gustare al termine del pranzo del martedì o Giovedì Grasso o da servire ai nostri ospiti durante una festa di carnevale. Ingredienti: 500 grammi di farina 4 uova un cucchiaio di strutto 100 grammi di zucchero mezza bustina di lievito per dolci in polvere olio per friggere Zucchero a velo Procedimento: Per prima cosa, disponete la farina a fontana e mettete al centro le uova, lo zucchero, il lievito e lo strutto. Impastate il composto sino ad ottenere impasto morbido e sodo. Stendete la pasta in piccoli filoncini e tagliate dei tocchetti lunghi 3 o 4 centimetri. In un tegame capiente, versate l’olio e ponetelo sul fuoco sino a quando non raggiungerà una temperatura ideale per la frittura. Strofinate i turdulilli con i lembi di una forchetta (come per gli gnocchi d...

Il fantasma delle alture calabresi:il gatto selvatico

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 di Maria Lombardo  Una specie rara e affascinante che vive nel Parco Nazionale dell’Aspromonte: il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). Non è il gatto che vediamo gironzolare per le nostre città! Abile cacciatore di mammiferi e uccelli, che si muove soprattutto di notte per evitare i pericoli derivanti dalla presenza umana. Il suo habitat preferito sono le foreste di latifoglie, dove trova riparo e cibo. E' in Aspromonte che si è stanziato e rappresenta una delle poche popolazioni rimaste in Italia, dove si stima la presenza di poche migliaia di esemplari.Il gatto selvatico ha subito nel passato una forte persecuzione da parte dell’uomo, che lo ha cacciato per la sua pelliccia o per eliminarlo come predatore del bestiame. Inoltre, la perdita e la frammentazione dell’habitat hanno ridotto il suo areale e le sue risorse alimentari. Per tale motivo è rigorosamente protetto da leggi nazionali e direttive europee, ma è ancora esposto a diverse minacce, tra cui: ...

Il pomodorino siccagno di Zagarise (CZ)

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 di Maria Lombardo Per produrre questo delizioso ecotipo serve molto impegno e condizioni ecologiche particolari. La sua coltivazione inizia sulle colline della Presila catanzarese, in mezzo agli oliveti, e si arrampica fino a 800, addirittura 1000 metri sul livello del mare. In territori così può crescere il pomodorino siccagno ed oggi è un presidio slow food. La bacca è piccola, ha forma tondeggiante, liscia o leggermente costoluta e colore rosso intenso. Grazie alla scarsa presenza di acqua nel frutto e alla buccia spessa, è ottimo per la conservazione invernale. Prima del secondo dopoguerra gli ecotipi di seccagno , erano molto diffusi, non solo in Calabria e Sicilia, ma in tutto il Sud Italia fino al Lazio: si raccoglievano appena maturi e si conservavano appesi in trecce per tutto l’inverno. La coltivazione avviene in aridocoltura, ovvero non prevede alcuna irrigazione. Anche per questo, richiede molto lavoro manuale: per evitare di disperdere acqua, il terreno superficiale ...

Conosciamo insieme il Castello del Savuto in Calabria, Cleto (CS)

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 di Maria Lombardo  Sorge in una porzione di territorio di confine, visto che segna il limite tra le due province di Cosenza e Catanzaro: è il Castello del Savuto..Nonostante il circondario sia semi abbandonato, il maniero è stato attenzionato da lavori di restauro, così da splendere in tutto il suo fascino. La sua mole imponente ma segnata dal tempo, domina ancora non solo il villaggio ma anche tutta la vallata sottostante, nel quale scorre il fiume Savuto che ha lo stesso nome del paese frazione del comune di Cleto.Per la sua rilevanza appartenne a diverse famiglie nobiliari, che ne fecero il loro feudo e il cui potere era simboleggiato proprio dalla mole del castello. Tra queste i D’Aquino, legati anche allo sviluppo del vicino paese di S. Mango che proprio da Savuto trae le sue origini. Una interessante iscrizione cinquecentesca visibile lungo l’accesso al maniero ricorda invece la presenza di Eliodora Sambiase, giovane vedova di Ascanio Arnone.Dopo essere stato adibito ...