Vigilia di Natale e “fokaggina” a Caraffa di Catanzaro: riti antichi di Calabria


 di Maria Lombardo

Quella della "Fokaggina" non è soltanto una semplice tradizione che si rinnova nel piccolo centro di origine albanese. Una sorta di appuntamento rituale a cui prendere parte per non tradire un'abitudine che va avanti da decenni. Sotto quella catasta di legna, i ricordi dei Caraffoti restano vivi e rimangono accesi. Questo grande falò allestito nella piazza principale del centro albanofono, chiama a raccolta tutti i paesani. Il grande falò ha il compito di riscaldare i cuori ed unire il paese nel segno della condivisione, della convivialità e della partecipazione. D'altronde, come dimenticare lo stupore vissuto da bambini di fronte ad una montagna di fuoco? Come spezzare il filo della memoria che riporta alla mente i canti dei propri nonni nell'antica parlata arbëreshë? Come gettare nel pozzo della dimenticanza il tempo trascorso tra amici a giocare senza avvertire freddo, pur essendo in mezzo all'inverno? È grazie allo sforzo di numerosi volontari che, per tanti anni, è stata preparata e allestita la "Fokaggina". Giovani e anziani raggiungevano le pendici alberate per tagliare la legna da portare in piazza Skanderbeg, mentre i grossi tronchi venivano trasportati con un carro. Oggi il falò, anche in virtù delle nuove normative, ha visto ridursi il proprio volume. Eppure le sue fiamme continuano ad alzarsi fiere, come a voler acchiappare il cielo, e sembrano dipingere di rosso le pareti della chiesa che sorge dirimpetto.A Caraffa, circondati dalle note degli organetti e degli zufoli, gli abitanti erano soliti giocare a "Passeru passau". Una simpatica competizione che consisteva in una serie di domande poste da un "capo" e di risposte che i concorrenti dovevano dare entro un tempo stabilito. Il tutto si svolgeva ricorrendo alla parlata arbëreshë. Chi sbagliava, subiva delle penalità. Ad esempio, si poteva finire con il volto segnato dal carbone! La comunità di Caraffa, fondata più di cinque secoli fa da un gruppo di soldati albanesi, conserva ancora oggi usi, tradizioni e costumi ereditati dalla Terra delle aquile. Un patrimonio culturale, storico e linguistico che, anche a Natale, fa della diversità un'espressione di bellezza.


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