Visitiamo insieme Soverato Vecchia (CZ)

di Maria Lombardo
Quando inizia la bella stagione viene naturale scoprire le vetusta disseminate nella nostra terra, ecco perchè oggi ho deciso di portarvi nella Soverato Vecchia! Per poter visitare questo sito bisogna volgere lo “sguardo” su una collinetta circondata da tre lati dal torrente Beltrame. Effettivamente tutto quello che rimane di questa antica città sorge in altura. Oggi invece questo rinomato centro turistico sorge su tre zone, la prima sulla costa, la seconda, poco distante e leggermente distaccata dalla prima, in bassa collina e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato (Soverato Vecchia). L’area collinare abitata di Soverato prende il nome di Soverato Superiore, ed è il posto dove si concentra la maggior parte della popolazione di Soverato. Che Soverato sia una cittadina ultramillenaria è possibile capirlo da quel che oggi rimane sul territorio. Allo stato attuale tra queste rovine si accede da un percorso ubicato a meridione della collina. Si passa attraverso una scalinata protetta da una staccionata ma infestata da una folta vegetazione che rende poco agibile il passaggio in alcune aree. Probabilmente questo centro nasce con l’arrivo dei Bizantini quando strappano con la forza il Mezzogiorno ad Arabi e Longobardi. La città posizionata di fronte una rigogliosa baia sembra posta a difesa di questo territorio con delle mura fortificate da torri intervallate secondo il volere di Carlo V. Dagli studi condotti in loco si è potuto appurare che la caratteristica fortificazione risale al X secolo! Quindi non attribuibile ad altri periodi, poiché con i Normanni le città fortificate erano ubicate in zone interne e più protette. Avendo capito che i natali di Soverato Vecchia sono bizantini viene naturale consultare il Brevion un documento che ricostruisce la Calabria Bizantina e dove è citata Souberaton (Soverato Vecchia). Inoltre nel 1328 negli atti dei Papi Clemente V e Giovanni XXII Souberaton è citata come castrum. Una città fortificata e molto vivace già a quel tempo con chiese fiorenti e Confraternite. Inoltre nel 1489 Alfonso duca di Calabria intraprende un viaggio con l’architetto Antonio Fiorentino, allievo di Francesco Di Giorgio, Martini, per valutare lo stato di conservazione dei centri fortificati. E’ il caso di dire che a Souberaton si viveva di artigianato come la lavorazione della seta con la presenza di una filanda a 6 vasche e di agricoltura. Strade strette e piccoli edifici a schiera campeggiavano nella città, le strade erano strette proprio per permettere la difesa del borgo. Pochi sono gli spazi aperti e allo stato attuale è visibile un’unica piazza localizzata sul versante sud-est dell’abitato, riconducibile probabilmente ad una ricostruzione post medievale del borgo. E’ possibile ammirare una serie di barbacani alle case ed alla Chiesa Matrice proprio per rendere il centro più solido. Emergono case di pregio nel complesso identificabili con le case “palazziate” dei nobili. Inoltre per la cronaca vi è una casa ben conservata a pianta rettangolare, evidentemente la casa del Barone. Conservata decentemente anche la Chiesa che è costituita da una compatta struttura muraria. Con enormi problemi invece la chiesa Matrice il terremoto la demolì del tutto! Soverato Vecchia resistette fino al 1783 quando a seguito del “tremuoto” venne abbandonata. E’ chiaro che il Pignatelli e gli organi giunti da Napoli per ricostruire la Calabria Ultra decisero, di ricostruire l’antico centro in un’area più sicura attraverso un piano urbanistico che si discostò dagli schemi d’altre città ricostruite dopo il terremoto nel Catanzarese. La nuova Soverato è stata ricostruita con schemi medioevali ed è protetta dalla collina.




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