L’ATTACCO DEI BRIGANTI ALLA VILLA-FORTEZZA DI PIETRA NERA

Brigantaggio Calabrese di età Borbonica.
di Maria Lombardo
La Calabria Ultra sotto i Borbone fu questa nel comprensorio di Badolato nel Catanzarese, terra martoriata dai briganti. Entriamo nel vivo della storia siamo nel giugno del 1858 e 13 briganti si accingono ad assalire la Villa dei Marchesi Gallello, villa opulenta e protettissima come una fortezza. In quella villa che in un precedente articolo in questo blog vi ho fatto conoscere lavoravano 35 persone. I malviventi giungevano a piedi sul far della notte armati fino ai denti. I cani cominciarono ad abbaiare allertando i guardiani. I guardiani avendo individuato i briganti dal cappellaccio a cono e spararono per aria. I malfattori riuscirono a giungere a pochi metri dalla dimora, dalle feritoie si aprì il fuoco e questi senza riparo se la dettero a gambe. I notabili erano costretti a proteggersi con case fortezze per debellare questa piaga. L’effetto sorpresa era stato vanificato, la loro tattica di attacco scoperta, da aggressori erano diventati bersagli. Quasi subito alcuni di loro, tornarono da dove erano venuti, sparando per proteggersi la fuga, altri invece si ripararono dietro gli alberi, ingaggiando per qualche minuto una scaramuccia impari, con le torri e le feritoie della villa-fortezza. Dalla Villa- Fortezza si era riuscito a colpire un brigante ad una gamba che caddè ferito mettendo in fuga il piccolo manipolo. Briganti questi che provenivano da fuori Badolato questo per far intendere che la Calabria pullulava di briganti specie sotto i Borbone. Il barone cav. avv. don Giuseppe Gallelli, dopo quell’avvenimento, si dice che per meglio difendersi assoldo’ una guardiania, costituita dal capo brigante del paese, e della sua banda. All’epoca era forse l’unica soluzione per arginare le altre bande, e controllare cosi efficacemente i possedimenti e i beni del Casato. Da quel giorno inoltre il barone don Giuseppe Gallelli, si mosse sempre in carrozza con una scorta di 4-5 briganti al seguito.
Considerazioni- Chi vuol capire capisca! Più volte ho spiegato all’esiguo numero dei neomeridionalisti di non raccontare storie fantascientifiche sulla Calabria, uno perché sono Calabrese e vivo e studio il territorio due perché le bugie hanno le gambe corte o meglio dire come in questo caso spezzate. Mi rivolgo inoltre alle “Grandi firme” che nell’ultimo periodo vengono presentate come fenomeno da baraccone, che con fare disinvolto discorrono di “grandi industrie” in Calabria. Usando per una volta il buon senso mi dicano almeno dove posso trovare i ruderi di queste “grandi industrie”.

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