Castello Aragonese di Reggio Calabria

di Maria Lombardo
Sorge su una collina dove in passato si era formato un kastron, sulle vestigia di un nucleo bizantino. Con i Normanni viene ampliato con una torre e delle mura secondo gli schemi vichinghi. Tuttavia bisogna attendere gli Svevi per ammirare un vero e proprio maniero, non esiste alcuna traccia che documenti come era in origine e quando fu costruito; invece si possono ricostruire tutti i rifacimenti fatti dai vari Sovrani. Nel 1300 si ricordano i lavori fatti da Giovanna I poi un secolo dopo quelli di Fernando D’Aragona, il quale volle aggiungere due torri. Per quanto riguarda Giovanna I decise di fortificare il Castello e le mura della città di Reggio per i suoi intrighi: i suoi amori scatenarono le vendette di Luigi, re d’Ungheria, e di Carlo di Durazzo della Pace, rimasto deluso dalla regina. Ormai era chiaro che lo scopo era difensivo olio caldo pece e sassi vengono scaraventati sui nemici! il basamento a scarpa, per esempio, garantiva il rimbalzo delle pietre, mentre la cornice a profilo arrotondato impediva la risalita di invasori. Tra 1500 e ‘600 Reggio fu meta di attacchi turchesci e la prerogativa era di salvare i Reggini. Il maniero riusciva a contenere 100 persone, troppo poche! Quindi Don Pietro da Toledo, Vicerè propone l’ampliamento con successo. Nel 1543 il Castello fu espugnato dai Turchi, che fecero prigionieri i suoi difensori e molti cittadini. Scoppiarono le offensive tra Spagna e Francia, Reggio divenne piazza d’armi e abbisognavano modifiche. Modifiche volute da Carlo di Borbone con un fossato ed una caserma interna. Proprio sotto Carlo III, la città conobbe un lungo periodo di pace. Il grande terremoto del 1783 sconvolge anche Reggio, il maniero diviene un carcere. Molti furono gli indiziati incarcerati a seguito dell’uccisione del generale Pinelli, governatore militare e civile della piazza di Reggio. Con il sopraggiungere della proclamazione della Repubblica, la città di Reggio, e quindi anche il Castello, rimase obbediente al governo monarchico. L’uffiziale Diego Spanò fu creduto autore dell’omicidio del generale Pinelli: per questo, dopo un tentativo di fuga nelle acque dello Stretto, fu catturato e rinchiuso in un sotterraneo del Castello, legato alla gola con un collare di ferro. Solo dopo si scoprì il vero assassino e furono liberati gli altri detenuti: ad uccidere il generale Pinelli fu Francesco Trapani, che confessò il suo reato.Nel 1806, dopo la sconfitta di S.Eufemia, i francesi, battuti dagli inglesi, tentarono in tutti i modi di scappare dalle popolazioni insorte contro di loro; si rifugiarono per ben due volte all’interno del Castello Aragonese, cacciati, l’ultima volta, dagli stessi inglesi. Giungiamo all’Unità il 21 agosto 1860 il castello viene espugnato dai Garibaldesi e subì seri danneggiamenti, la parte vecchia fu in seguito demolita per consentire l’apertura alla via Aschenez. All’interno del Castello Aragonese, a partire dal primo dopoguerra fino al 1986, vi era l’Osservatorio Nazionale di Geofisica, dotato di un centro sismico e di uno meteorologico. Poi, la chiusura per diversi lavori di restauro. E la storia arriva ai giorni nostri.



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