La Ceramica Medievale e moderna: Le botteghe artigiane di Soriano in un antico quartiere industriale

di Maria Lombardo
Soriano bellissimo centro ubicato a ridosso della catena montuosa delle Serre. C’è, chi sostiene che la primitiva Soriano sia sorta attorno al già menzionato Monastero di S. Maria degli Angeli, cioè sulla collina che sovrasta l’attuale Soriano, e c’è, invece, chi afferma che il primo nucleo abitativo di Soriano si formò in pianura, in località “Santa Maria della Pagliara”, oggi rione San Giovanni. E’ cosa certa che fu insignificante paesino fino all’anno mille, Soriano acquistò importanza con l’arrivo dei Normanni, sia perché il Conte Ruggero la pose subito sotto la sua Signoria con il titolo di feudo, sia perché, a causa della sua ubicazione divenne presto importante anello di congiunzione tra il Cento Monastico di Serra San Bruno e Mileto dove Ruggero aveva fissato la sua residenza e aperto una splendida corte alla quale affluivano continuamente alti ufficiali, prelati, dignitari, legati di pontefici, principi ed uomini di pensiero. In Calabria Soriano e Sorianello sono ricordate anche per la produzione di ceramiche dette da fuoco, tegami, pignate, un’arte questa che affonda le radici in una tradizione millenaria. Arte antica che a Soriano non si pratica più ma che fino al ‘900 era davvero d’elite. E’ chiaro che questo centro aveva una rinomata e 


avanzata produzione di questo tipo di ceramica detta quotidiana. Oggi però accanto a Soriano è Gerocarne il paese che continua questa tradizione mentre a Soriano si è estinta da qualche decennio con molto rammarico. Studiando il territorio esisteva fin al periodo contemporaneo un quartiere di noti vasai posto ai margini di Soriano e dove sono state rinvenute delle antiche fornaci. La storia Calabrese però mi insegna attraverso gli studi del Barrio che ricorda:” che a Soriano si fanno lavori di vasi non ignobili e vari generi di vasi, che sono agevoli per l’uso degli uomini”. E’ fondamentale ribadire che i manufatti di Soriano erano apprezzatissimi in tutta l’area del Monteleonese nel XVI secolo trovo nota:” una giara di Soriano per tenere acqua” questo atto notarile è relativo all’area di Tropea per esempio ma anche all’estero si possono rintracciare questi manufatti. Passiamo poi a Zammarò vicino Monteleone oggi Vibo nel 1622 un inventario annota:” 5 piatti di Suriano” ed almeno “8 pignati di Suriano”. In tutto il 600 ed il’700 vengono citati questi manufatti di Soriano in atti notarili trovo persino presso le Ferriere di Stilo nel 1648 si trovano tre piatti di Suriano e quartare. Era chiaro che questo artigianato in passato era apprezzato e molto utilizzato. Tanto è vero che per dare dati certi mi avvalgo dello studio del Catasto Onciaro del 1755 vengono censiti un ceramidaro, 42 giarrari,5 piattari e 72 pignattari. Quest’arte che dava lavoro a molte persone unita alla gastronomia i famosi mastazzoli ed infine i vimini, producevano un grosso introito nell’economia di Soriano e del comprensorio.Mentre nella vicina Gerocarne un mastro vasaio, un argagnaro, tre rovagnari, due pignatari e tre piattari, erano al tempo tra i più fiorenti centri di tradizione figulina della Calabria. Soriano invece si distingueva per le giare ed i piatti e dal Medio Evo all’età contemporanea ogni famiglia di Calabria possedeva dalle 2 alle 4 giare di Suriano, per conservare vino o olio. I dati studiati fanno vedere un comparto molto sviluppato ed è così che all’indomani del sisma del 1783 le valutazioni giunte a Napoli furono queste per Soriano:” Vi ha l’arte dei vasaj, e questa riesce di molto soccorso a’ naturali del luogo, e di moltissimo comodo (..) disperano di farne del buon uso, che se ne fa in Soriano”. Il Borgo per questo motivo si impose come punto di riferimento anche per il catanzarese e per il marchesato, e su recipienti grezzi d’uso domestico, come le quartare. Lenormant, intorno al 1880, segnala che a Soriano “si fabbricano dei vasi usuali in maiolica, rivestiti di una patina stagnifera bianca, sulla quale si disegnano degli ornamenti a fuoco di diversi colori, rosso, turchino, verde, giallo”.Senza ombra di dubbio fin dal Medioevo i vasai Sorianesi erano organizzatissimi di rilievo è la discarica rinvenuta a Sorianello in cui sono stati ritrovati pezzi di ceramiche e materiale. E’ inoltre emerso che qui in età rinascimentale si produceva una ceramica graffita, ossia il fondo di piatti o bacili era decorato con motivo graffito o medaglione. Subito dopo Soriana utilizzava la ceramica invetriata con decori a spirale o a pois rinvenuto in molte ciotole.

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