L'ORO NERO DI CALABRIA ...
DI MARIA LOMBARDO
Uno dei comparti più floridi di Calabria Citra (odierna prov. di Cosenza):l'industria della “rigolizia”( liquirizia). Arbusto infestante tanto quanto prezioso, per l'economia calabrese di 700 ed 800, in pieno periodo Borbonico che amavano degustare le proprietà medicamentose. Venduta già nel '600 a Napoli:” la regolizia sistemata con foglie di alloro”. Dalla notte dei tempi la liquirizia risultò per la Calabria una potenziale ricchezza a tal punto che venne impiegata nell'industria farmaceutica ed erboristica ma è il mercato alimentare su scala mondiale ad acquistare già nel 1715 il prezioso prodotto. Tuttavia ,nello stesso anno la Sibaritide area compresa tra Rossano e Corigliano che impiegava l'80% della produzione, accende le prime ciminiere dei conci ( nome con cui si soleva designare l'industria), inebriando di profumi l'intera area. Annotano così le fonti storiche più autorevoli:” il Duca di Corigliano fece accrebbere il comparto facendolo divenire una fonte reale di progresso economico”. I conci crebbero per numero e nel 1731 nacquero l'Amarelli , l'Abenante, Labonea ed infine la Solazzi che conquistarono proprio nella prima metà dell' 800 i mercati esteri d'America. Sebbene la storia ha voluto tramandare altro dalla fonti evinco che il prodotto calabrese detto “lu cru”,con il suo classico sapore dolce e amaro superò durante il periodo Borbonico picchi di produzione
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