Il tartufo del Pollino



di Maria Lombardo
Anche la Calabria possiede i suoi tartufi, i tuberi del Pollino sono i più profumati e preziosi al mondo. E’ il Re del Pollino il tartufo nero, prodotto di alto pregio impiegato nella cucina stellata. Ormai fare il tartufaio ossia il cercatore di questa “pepita” richiede arte ed anche un tesserino. Esperti conoscitori del territorio, i tartufai del Pollino accompagnati dal fedele cane e dalla vanghetta, attrezzo basilare del cercatore, si inerpicano in quasi tutti i comuni compresi nel Parco Nazionale del Pollino, con delle differenze di altitudine e di vegetazione arborea e arbustiva a seconda della specie di tartufo. In particolare, le specie di tartufo che si ritrovano con maggiore frequenza nel versante calabrese del territorio del Parco Nazionale del Pollino sono: Tuber mesentericum (tartufo mesenterico o tartufo nero di Bagnoli), Tuber magnatum (tartufo bianco pregiato), Tuber aestivum (tartufo estivo o scorzone), Tuber aestivum f. uncinatum (tartufo uncinato), Tuber brumale f. moschatum (tartufo nero d’inverno o tartufo moscato). Insomma la nostra Regione è davvero una continua scoperta basta avere voglia di scoprirla ed il gioco è fatto! Il Tartufo mesentericum ed il T. aestivum f. uncinatum sono diffusi prevalentemente nelle faggete, il tartufo uncinato eccezionalmente anche nei boschi di abete, ad una altitudine compresa tra 800 e 1400 m s.l.m., e vengono raccolti nel periodo che va da ottobre a febbraio. Il Tartufo magnatum e il Tartufo brumale f. moschatum si trovano prevalentemente nei pioppeti, il tartufo moscato raramente anche nelle faggete, ad una altitudine compresa tra i 400 e gli 800 m s.l.m. e il periodo di raccolta va da ottobre a gennaio. Il Tartufo aestivum si trova associato alla roverella, spesso in presenza di specie arbustive quali ginestre, pero selvatico, rosa canina, ecc. ad una altitudine compresa tra i 300 e gli 800 m s.l.m., il periodo di raccolta va da giugno a tutto settembre. Attraverso studi approfonditi si può ancora trarre altre nozioni sulle aree vocate a questa delizia ma soprattutto una mappatura potrebbe aiutare molto. Esiste è una vasta area in Provincia di Cosenza che interessa il territorio dei Comuni di Castrovillari (località Santo Iorio, Marcellina e Conca del Re) e Frascineto (località Commenda di Malta) particolarmente vocata per il tartufo. Effettivamente il connubbio con molti enti ha aperto ad oggi diversi canali scientifici. Il Centro di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) n. 2 dell’ARSSA di Castrovillari e l’Istituto di Genetica Vegetale (IGV) del CNR, sezione di Perugia (IGV-PG), sulla base dei risultati di queste prime indagini, allo scopo di caratterizzare e valorizzare il tartufo del Pollino hanno avviato una collaborazione. Le analisi, effettuate dall’IGV-PG, su alcuni campioni di tartufo provenienti dal territorio del Parco Nazionale del Pollino hanno confermato l’appartenenza a specie pregiate. È inoltre interessante notare che precedenti ricerche basate su analisi molecolari, hanno evidenziato la possibilità di tipizzare tartufi di differente origine geografica. Lo scopo è quello di valorizzare il prodotto calabro e di proteggerlo anche mediante pratiche di coltivazione che prevedono l’impiego di piantine micorrizate ottenute da semi e tartufi raccolti in loco (autoctoni). Per alcune specie di tartufo, presenti anche nel Pollino, è infatti possibile la coltivazione attraverso la messa a dimora di piante forestali micorrizate. Pertanto, la raccolta e commercializzazione di specie di tartufo pregiate, sia da tartufaie naturali che coltivate, se opportunamente valorizzate, oltre che all’integrazione del reddito di alcune famiglie, può portare all’affermazione di una attività economica a basso impatto ambientale e perfettamente compatibile con la conservazione del patrimonio naturale e con la salvaguardia della biodiversità. Tale attività, inoltre, potrebbe rappresentare un’ occasione per la creazione di nuovi redditi anche per le giovani generazioni. Infatti, la raccolta dei tartufi come si è accennato in precedenza, è concentrata in periodi limitati nell’anno e, per questo potrebbe rivelarsi un’attività allettante anche per i giovani. Sono queste le notizie che a noi piace leggere sulla Calabria e ci auguriamo che il comparto fiorisca!

Commenti

Post popolari in questo blog

Le paste Gioiosane un dolce tipico di Gioiosa Jonica: venite a gustarle in Calabria!

” U SACCHIETTU” di Longobucco (CS)anticipiamo il Capodanno Calabrese!

Caria (VV), “A fera i maggiu” a Maria Santissima del Carmelo